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Quel treno per Yuma

Regia di James Mangold vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Quel treno per Yuma

di Utente rimosso (PeppeDeMaria1)
7 stelle

“non giocherò mai a poker con voi!” Direi questa la battuta più iconica in merito all’indole irriverente dell’indomabile Ben Waid Valido remake copia/incolla dell’ormai quasi obliato western del’57 con Glen Ford. Non sfigurano nemmeno Bale vs Crowe, comprimari in un ottimo cast. Forse non sarà longevo come l’originale, ma merita la visione voto 7.5

“non giocherò mai a poker con voi!”

 

Direi questa la battuta più esplicativa in merito all’indole irriverente dell’indomabile, inarrestabile fuorilegge Ben Waid, che qui ha le fattezze imponenti dell’istrionico Russel Crow.

 

Non ho quasi memoria dell’originale anni ’50, che pure mi capitò di vedere da bambino e spero di riveder passar in tv prima che prenda definitivamente la vi dell’oblio, come accadrà una volta scomparsi tutti i vecchi estimatori del cinema che fu... con un insolito Glenn Ford nel ruolo del cattivo che sul finale d’opera si converte (conoscendo G.Ford, sarà stato perfetto in quel ruolo, con quel suo volto così rassicurante...)

Ma pure questo non è male. Russell Crow e Christian Bale non sono certo gli ultimi arrivati e di sicuro, non si faranno rimpiangere nemmeno qui (magari altrove).

 

L’opera di Mangold non si ricorderà forse nel tempo quanto la precedente, ma di sicuro resterà agli annali come una delle ultime buone interpretazioni dell’indimenticabile “Massimo Decimo Meridio”, premio Oscar per il celeberrimo, miticizzato “gladiatore” che tanto successo riportò al suo ideatore, quel grande regista britannico che non ha certo bisogno di presentazione, in una delle rare occasioni in cui si avventurava fuori dai suoi più noti e prediletti ambiti “fantascientifici”, di cui si è reso nel tempo una vera autorità (il primo film di Ridley Scott,a lui accenniamo, fu il bellissimo “I duellanti”, film in costume che mi piacerebbe tanto rivedere alla tv, e di cui mi pare anche di possederne il DVD e del quale vorrei anche recensire).

Va bè, scusate la distrazione...

Ma torniamo a noi.

Dunque... dicevamo... infatti, Russell Crow riprende qui un po’ il tipico aplomb, la sua impostazione da impavido eroe, in questo caso “antieroe”, già vista in “quasi” tutti i suoi film di maggior successo, quasi tutti personaggi “fisici”, uomini d’azione: dal brutale poliziotto del memorabile “L.A. Confidential” passando per il più veritiero dei “Robin Hood” cinematografici... fino a questo remake del celebre western del ’57, del quale purtroppo, non sono in grado di offrire valide, o meno valide comparazioni; a naso, però, mi pare un ottimo “copia e incolla”.

 

Anteposto a lui, l’affermatissimo e poliedrico Cristian Bale (pochi attori come lui sanno immedesimarsi nel personaggio da interpretare – memorabili le sue imitazioni “reali”, senza trucco ne inganno portate in scena ne “L’uomo senza sonno”, “the fighter”, ed il pluripremiato “American Hustle” per non parlare del fisicato, del più concreto, introspettivo e meno fumettistico “Batman” di sempre: Bale acquista massa, perde peso, con una dedizione, un’abnegazione a mia memoria praticamente senza pari; solo il grande Tom Hanks di “Cast Away” è stato capace di un tale spirito di sacrificio.

 

Forse sarà per i diversi ruoli in gioco, ma Bale mi pare prendere un pochino il sopravvento nella disputa tra i due attori, conferendo al suo personaggio più credibilità, ma, ripeto... forse è solo questione di ruoli, di simpatia. E a d’ogni modo, il  comunque lodevole, a volte encomiabile Russell (in passato lo è stato eccome, e sempre mi sovviene il bellissimo “State of play”, a mio avviso, uno dei suoi migliori ruoli – e film – di sempre), non è affatto male anche qui, solo che il film in questione non grava tutto sulle sue robuste spalle, ne divide il peso con l'altrettanto spallato esimio partner Bale.

 

Rimanendo sul cast, scusate un’altra distrazione; è curioso... ma l’attrice che interpreta la moglie di Dan Evans (Bale), credevo si trattasse di Samantha Mathis, la donna che recitò con  Bale, quale,nei panni di Laurie, sposò anche nell’ancor insuperata trasposizione di “Piccole donne” del ’94 (bocciata l’ultima)... trattasi invece di Gretchen Moll, ma la somiglianza è incredibile: altrettanto bellissimo e candido volto il suo, che rapisce anche l’attenzione del provocatore Ben (Crow) quale, con le sue avances, a sua volta provoca la protettiva gelosia del marito e lo sgomento del figlio maggiore, un bravissimo, ispiratissimo, Logan Lerman, noto ai più giovani quale protagonista della saga “Percy Jackson” (della Disney mi pare?) ma che molti hanno apprezzato in titoli più impegnativi quali “noi siamo infinito” in assoluto, ma pure in “Fury” rese una buonissima prova di giovane soldato. Si impegna anche qui, non solo a livello interpretativo, buonissima la sua prova e sua pure la scena che chiude il film... ma intendevo proprio ai fini della trama: contravvenendo agli ordini del padre, che lui venera e tenta di supportare in ogni occasione, cercandone la stima, si ritroverà suo malgrado ad imitarne le gesta (appartenenti ad un passato militare di una certo pregio) seguendolo nell’ardua missione di scorta, ed apportando un contributo non indifferente alla sua riuscita.

 

Gretchen Mol

Quel treno per Yuma (2007): Gretchen Mol

In un altro ruolo femminile, impegnato qui in una breve ma intensissima apparizione, ritroviamo con piacere, la bellissima, candida, a tratti eterea (scusate ma io l’adoro fin dagli esordi) Vinessa Shaw, attrice che meriterebbe ben più ampi spazi: qui è Emma, la gestrice del saloon della città, dove avrà un incontro intimo con il fuorilegge ricercato ed anche il suo arresto, solo grazie alla coraggiosa, forse disperata risolutezza di Dan (agisce in preda all’annosa incombenza del suo debito verso il creditore che ha intenzione a espropriarlo della sua terra per vendere alla più redditizia compagnia Ferroviaria che sta ormai avanzando.

 

Proseguendo sempre con il cast ritroviamo piacevolmente poi anche un redivivo Peter Fonda... e, come il glorioso genitore era solito fare in tanti memorabili western, prova anche lui a lasciar un buon ricordo in questo, per nulla moderno, anzi, direi che la regia di James Mangold (non proprio un ultimo arrivato, anzi) con la sceneggiatura della coppia “Brandt & Hass”, si sono proprio volute mantenere il più possibile attinente all’originale, almeno come ambientazione e tipizzazione dei personaggi.

Altri attori o volti noti appartengono all’insolitamente serio, almeno qui, Luke Wilson, (meno noto del fratello, fastidioso biondo cretino quando stappa un Crodino!), quasi irriconoscibile... poi Alan Tudyck (l’alieno in quella serie assurda, ma pure qualche buona commedia come “Funeral Party” su tutte, e magari, perdonate... “il destino di un cavaliere”... lo so, meglio sorvolare, meglio “Palle al balzo” almeno si ride di brutto!

 

Seguono poi altri caratteristi visti qua e la, come Dallas Roberts, nel ruolo dell’investigatore Butterfields della Pinkerton (credo esista ancora, sapete!) che ha il suo momento in una delle scene madri del finale. Altri se ne ritrovano nel resto della banda...

Già! La banda! Un vero branco di canaglie che, privo del suo famigerato capo, viene ora capitanata dal suo subalterno, il fedele, ma mai devoto, anzi, a volte una spina nel fianco per Wade, di cui è il lato più oscuro e malvagio, Charlie Prince, fidato con i compagni, una vera carogna con gli avversari di cui non ha pietà: presta a lui il volto Ben Foster, attore di una certa notorietà, anche per chi non predilige un certo cinema d’azione. È lui il vero antagonista nel film! Non Russell Crow.

 

Quanto alla mia recensione, un’altra di quelle superflue... anche in questo caso non resisto dal voler fare un po’ di spoiler! ;)

 

Davvero toccante la scena verso il finale di pellicola in cui, prima del roboante scontro conclusivo, lo sceriffo incaricato di assicurare Ben Waid alla giustizia, vista il voltafaccia di tutta la squadra degli uomini di legge che si danno alla fuga sotto le minacce del resto della banda giù in strada, consiglia caldamente, calorosamente, il volitivo Dan Evans di arrendersi anche lui, per salvarsi, lui e suo figlio; in cambio gli offre comunque i 200$ promessi per l’ingaggio.

 

Al pari, è commovente il cambio di condotta, quasi una conversione, da parte di Waid, forse in cerca di redenzione (da assiduo lettore della Bibbia) quale, nell’epica sparatoria finale, decide di prendere le parti dell’impavido Dan contro la sua stessa banda, decidendo poi sul momento, di arrendersi, in modo che il “povero contadino zoppo” possa così incassare la cospicua taglia. Salvo poi confessare ironicamente che lui, Ben Waid, era già stato recluso a Yuma, ben due volte, e in entrambe ne era poi evaso. I due riescono così a raggiungere il treno spalleggiandosi l’un l’altro, se non come amici, almeno come affiatati compagni di ventura.
Sul finale di scena poi, in preda all’entusiasmo, mentre i due si congratulano per la riuscita sortita, così distratti dall’enfasi sincera, non si curano di uno degli scagnozzi sopravvissuti il quale, riesce a colpire a morte il martirizzato Dan.

Christian Bale

Quel treno per Yuma (2007): Christian Bale

Russell Crowe, Christian Bale

Quel treno per Yuma (2007): Russell Crowe, Christian Bale

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