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Party Monster

Regia di Fenton Bailey, Randy Barbato vedi scheda film

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La recensione su Party Monster

di gabriargento
8 stelle

Anni '80 a New York: nelle radio imperversano le canzoni di Bonnie Taylor, dei Dead or Alive, la musica elettronica; nelle strade puoi incontrare chi vuoi, qualsiasi tipo di persona; i party trasgressivi sono al centro di ogni attenzione; l'ecstasi non è ancora considerata uno dei mali maggiori del mondo. In questo ambiente Michael Alig, da ragazzino bisessuale che era, conosce il drag James St. James e riesce a diventare una vera e propria star "di culto", possedendo il night Disco 2000, una casa discografica e una rivista. Ma, si sa, quando la manna arriva dal cielo in situazione come queste troppo improvvisamente, c'è il pericolo che tutto incominci a sgretolarsi. il pericolo si chiama droga: e la vita di Michael, i suoi sogni e le sue speranze vengono pian piano distrutte... E pensare che forse la felicità la poteva avere solo con un ragazzo (il dolce Keoki) e un gattino, simbolo del loro amore. E invece un giorno Michael si trova sdraiato, a piangere per la prima "sconfitta", inconscio di quello che sarebbe successo dopo. Total Eclipse of Hearth. Il suo cuore potrebbe eclissarsi da un momento all'altro, come la sua anima. E' così, che dopo una prima parte di stampo davvero documentaristico in cui lo spettatore potrebbe sentirsi spaesato (colpa di un doppiaggio atroce che calca troppo le voci rendendole ridicole), iniziano le vicende vere e proprie, iniziano la sofferenza, i dolori. E Michael si troverà immischiato in un omicidio, quello del suo stesso spacciatore: ma Michael è troppo ingenuo, troppo poco "vissuto" dalla vera vita, abituato al suo mondo di luci fosforescenti per rendersi conto che non deve più giocare. Alquanto strano, in sostanza, questo "Party Monster", che non è stato capito dalla maggioranza della critica ma apprezzato dal pubblico. Si dice sia un film banale, ma lo è in apparenza, proprio come i protagonisti che "non fanno, esistono" e sono superficiali solo ad impatto. Troppo documentaristico? E allora? I registi forse non hanno il diritto di essere distaccati e non dare un giudizio a riguardo mostrando solo l'essenziale e la linearità della storia? Da rivalutare. Voto: 7,5

Sulla colonna sonora

"Total Eclipse of Hearth" di Bonnie Taylor: forse la migliore canzone d'amore degli anni '80. "You Spin Me Right Around" dei Dead or Alive: elettrizzante. Musica techno e disco, sempre elettronica. Esaltante.

Su Marilyn Manson

La star trasgressiva in un cameo: poteva anche non esserci.

Su Chloë Sevigny

Se la cava bene, brava.

Su Seth Green

Molto bravo, la sua interpretazione è sempre adatta: evidente il cambiamento dal primo tempo al secondo.

Su Macaulay Culkin

Eccolo qui, il fulcro della storia: è un piccolo shock vederlo in drag, dopo averlo visto come eterno monello/angioletto in "Mamma ho perso l'aereo". Comunque un'interpretazione bellissima, molto bravo. Dopo il suo periodo nero dovrebbe essere risfruttato. Da uccidere il suo doppiatore.

Su Randy Barbato

Hanno fatto un bel lavoro, documentaristico e superficiale solo in apparenza, ma in realtà trasgressivo ed emozionante.

Su Fenton Bailey

Hanno fatto un bel lavoro, documentaristico e superficiale solo in apparenza, ma in realtà trasgressivo ed emozionante.

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