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Non riattaccare

Regia di Manfredi Lucibello vedi scheda film

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La recensione su Non riattaccare

di fabiabi
8 stelle

Passato al Torino Film Festival come unico film Italiano in concorso. Non riattaccare è un thriller che non concede soste e che si esalta nei suoi pochi elementi a disposizione, sorretto da una straordinaria interpretazione di Barbara Ronchi

Passato al Torino Film Festival come unico film Italiano in concorso. Non riattaccare è un thriller che non concede soste e  che si esalta  nei suoi pochi elementi a disposizione,  sorretto da una straordinaria interpretazione di Barbara Ronchi.

 

28 marzo 2020. Una notte come tante in una Roma bloccata dal lockdown. Sono ormai settimane che tutto sembra uguale, ripetitivo. Il mondo è fermo. Come ormai da troppo tempo lo è la vita di Irene. Nel buio della sua stanza, non riesce a prendere sonno e non le resta che fissare il soffitto. In attesa che un nuovo giorno abbia inizio, sperando di dare una svolta alla sua vita sospesa. Non sono solo le conseguenze della pandemia a far sentire Irene (Barbara Ronchi) il senso di essere bloccata in una esistenza ormai priva di sbocchi e senza obiettivi. La sua solitudine non ha a che fare con l’impossibilità di lasciare la propria abitazione o di dover rispettare il distanziamento sociale.

Sono mesi ormai che cerca di dimenticare il grave incidente che ha subito e le dolorose conseguenze che le hanno sconvolto la vita. Quando, nel profondo silenzio di quella distopica notte romana, le squilla il telefono. Tra le tante voci che non vuole sentire sicuramente c’è quella di Pietro (Claudio Santamaria), il suo ex. Ma qualcosa nella voce dall’altra parte del telefono la spaventa.

A Irene non resta che mettersi in viaggio, superare la sua paura e mettersi in macchina, lasciando una città spettrale per raggiungere una abbandonata località di mare, senza mai riattaccare, con la speranza di raggiungerlo in tempo.

Una trama semplice.  A rendere straordinario questo film è la prova d'attrice di Barbara Ronchi, ormai sempre  di più protagonista del cinema nostrano. La Ronchi è al centro di ogni inquadratura, di ogni senzazione, e noi con lei in questo viaggio al termine della notte. 

E' un thriller, certo, ma la sua forza sta nella grande e imperfetta storia d'amore tra Irene e Pietro. 

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