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Il primo Re

Regia di Matteo Rovere vedi scheda film

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La recensione su Il primo Re

di lino99
8 stelle

Film epico e coinvolgente di Matteo rovere, sublime in tutti i reparti

Matteo Rovere, dopo il successo dell'adrenalico "Veloce come il vento", aggiunge un altro tassello al nuovo cinema italiano alternativo e di genere, nonché importantissimo. Un progetto ambizioso, una visione sul mito di Romolo e Remo, i due fratelli che fondarono Roma nel 753 A.C, scritto da Rovere, Manieri e Gravino. Un periodo primitivo e brutale, tradotto magnificamente in immagini, nel logos, e nel reparto sonoro. Il regista ha dichiarato che, nonostante sia una coproduzione Italo-belga, il cast artistico e tecnico è tutto italiano. Il film nel complesso è ottimo: a comiciare dalla messa in scena che si ispira a "Revenant" e "Valhalla Rising", nonché, anche nel sublime utilizzo di un protolatino (grazie all'aiuto di semiologi della Sapienza) non solo funzionale all'estremo realismo ma anche ad un certo ritmo del parlato (tra urla e bisbiglìi), al cinema di Mel Gibson; grandi inquadrature (tanti campi lunghi), impreziosite dalla fotografia di Daniele Ciprì, che utilizza luce naturale e formato anamorfico (i risultati più grandi sono nelle scene in cui gli alberi filtrano i raggi del sole, ma anche durante la visione di acqua e fuoco, elementi-simbolo). La colonna sonora di Andrea Farri conferisce una certa intensità ed epicità, soprattutto nelle scene d'azione, brutali e sporche di fango e sangue, e in quelle oniriche. Remo, il più forte e risoluto dei due, in grado persino di sfidare gli dei, è interpretato con energia da Alessandro Borghi, attore ormai affermato del panorama italiano, che insieme a Romolo (Alessio Lapice) e agli altri attori ha dovuto affrontare dure sessioni di allenamento, che comprendevano anche simulazioni di combattimenti a mani nude. Inoltre la simbiosi, l'estremo amore fraterno è ben reso e attuale, date le conseguenze che la natura umana comporta, tra cui l'istinto di sopravvivenza, il bisogno della religione e il miserabile tentativo di sfidarla, e l"anarchia del potere" (come direbbe Pasolini). Il film è coinvolgente ed entusiasmante. Ora non rimane che sostenerlo e sperare che sia un trampolino di lancio per una nuova gloria del nostro cinema.

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