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Gifted - Il dono del talento

Regia di Marc Webb vedi scheda film

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La recensione su Gifted - Il dono del talento

di nickoftime
stelle

L’istinto sarebbe quello di sottovalutare “Gifted - Il dono del talento” il film che Marc Webb ha diretto subito prima di “The Only Living Boy in New York”, appena visto alla Festa del cinema di Roma. La diffidenza iniziale crediamo dipenda dalla convenzionalità del soggetto, ultima versione del family drama alla “Kramer contro Kramer” e da una confezione, caratterizzata da estetiche che puntano tutto sulla riconoscibilità del prodotto. La storia, in effetti, è di quelle alquanto sfruttate, con il personaggio maschile costretto dalle circostanze a ricoprire entrambi i ruoli genitoriali nella speranza di non far pesare alla prole l’assenza della figura materna. Come pure l’espediente di sviluppare la trama intorno ai tentativi del protagonista di opporsi a chi, non ritenendolo adeguato al compito, vorrebbe toglierne l’affidamento. Se poi ci mettiamo che l’attore protagonista ha la faccia e soprattutto il fisico di uno (Capitan America) degli eroi più popolari dell’universo Marvel,si capisce quali siano le ragioni del pregiudizio nei confronti del lungometraggio.

 

Senza voler affermare a tutto costi il contrario, è bene non liquidare su due piedi il film di Webb perché pur lavorando nell’ambito del conosciuto il regista statunitense con l’aiuto della sceneggiatura opera delle varianti capaci di scompigliare il canovaccio. Senza entrare troppo nel dettaglio basterà dire che Frank è in realtà lo zio della piccola Mary e che quest’ultima, alla pari della madre suicida, è una sorta di bambina prodigio in grado di risolvere problemi matematici in una frazione di secondo. E, ancora, che a rendere meno certe le iniziali conclusioni dello spettatore ci pensa la comparsa di un terza persona, destinata a riformulare le coordinate esistenziali che hanno portato i protagonisti nella situazioni in cui li vediamo all’inizio della vicenda. Altrettanto da scoprire - e qui veniamo agli attori - è la performance dei due protagonisti, fondata su un’alchimia che fa gridare al miracolo per la verosimiglianza con la quale viene reso il rapporto tra personaggi di Chris Evans (Frank) e della strepitosa Mckenna Grace (Mary), quest’ultima capace di dare vita a una genialità scevra dagli stereotipi ai quali ha abituato certo cinema hollywoodiano. Dell’attore americano invece non stupisce l’attitudine a mettere in discussione l’universo maschile attraverso la rappresentazione di uomini alle prese con le proprie fragilità. E’ anche merito loro se “Gifted” riesce a sconfessare i preconcetti che ne avevano preceduto la visione. 

(icinemaniaci.blogspot.com)

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