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Justice League

Regia di Zack Snyder vedi scheda film

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Marco Poggi

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La recensione su Justice League

di Marco Poggi
6 stelle

Arrivata al quinto film del suo universo cine-fumettistico, la Time Warner/DC Comics prova a marvelizzare il film della Justice League e a stemperare i toni macabri di certe pllicole precedenti. Il gruppo è asai pittoresco, ma er quanto il film possa intrattenere, è anche una resa nei confronti della Marvel e della Disney.

Arrivata al quinto film del suo universo cine-fumettistico, la Time Warner/DC Comics prova a marvelizzare il film della Justice League, visto che dietro al "solito" Zack Snyder si nasconde il Joss Whedon di "THE AVENGERS". Questi prova, come può, a stemperare i toni troppo seriosi dei capitoli precedenti,  impossessandosi della pellicola del collega, rimontandola a suo moo e aggiungendo sue scene che sembrano scarti di cinque anni fa. Il risultato è un film che pare un videogioco bruttarello e colorato (perché Zack Snyder ci da sotto con i cieli colorati in modo strano e i personaggi fatti al computer, per non tacer delle scene rallentate che è un marchio di fabbrica che condivide con le sorellle Wachowski) dove il "merglio" dei supereroi DC Comics si uniscono assieme per combattere l'ennesimo cattivo moscio venuto dallo spazio. Superamici o Avengers la trama si ripete e chi sorride è Gal Gadot, perché davvero, Ben Affleck non sembra convinto di quello che sta recitando, Jason Momoa, praticamente, fa di Aquaman un Thor degli abissi (anche se è vero che il personaggio si è imbastardito negli ultimi 20 anni), Ezra Miller è un Flash che non mi colpisce quanto  John Wesley Shipp e Gant Gustin delle serie tv sul velocista scarlatto, nonostante il suo umorismo alla Peter Parker, Ray Fisher, alla fine, è solo un sostituto di Iron man in quanto a corazze e l'ennesimo rappresentate afro-americano in una gheg eroica di bianchi...E Superman? Finalmente si risolve la trama della sua morte (non dirò come), ma il ritorno del tema musicale di John Williams del 1978 suona come un passo indietro nella filmografia di Zack Snyder (credo, infatti, che questa sia un'idea di Joss Whedon, cresciuto anche lui a pane e Superman di Richard Donner), come anche il ritorno del bat-tema musicale del 1989 di Danny Elfman, che accompagna le gesta non troppo oscure del cavaliere oscuro di Ben Affleck che, recentemente, non ha msanifestato troppo entusiasmo in un film che lui stesso efinisce troppo per teenager. Il film intrattiena, ma è anche una resa verso la Marvel e la Disney.

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