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Dunkirk

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Dunkirk

di ethan
7 stelle

A Dunquerke, in Francia, tra il 27 maggio e il 3 giugno 1940, ci fu quella che passò alla Storia come 'Operazione Dynamo' o 'Il miracolo di Dunkerque', con cui le truppe alleate, formate in gran parte da inglesi, a seguire francesi e anche alcuni belgi - pur strette nella morsa d'accerchiamento dell'esercito tedesco, che avanzava ormai inesorabilmente - riuscirono a tornare sul suolo inglese via mare, con l'aiuto della Marina, dell'Areonautica e con il decisivo apporto di tante imbarcazioni di fortuna, guidate da privati cittadini britannici. Su un totale di circa 400.000 uomini, ben 338.000 di loro si salvarono. 

'Dunkirk' è la concitata e potente ricostruzione di tali fatti effettuata da Christopher Nolan, cineasta inglese - giunto con questo kolossal al suo decimo film - che sigla anche la sceneggiatura (in un primo tempo l'intenzione del regista era di girare il film senza ma poi Emma Thomas, co-produttrice insieme a lui che, tra le altre cose, è anche sua moglie, gli fece cambiare idea...), che segue in maniera quanto più schematica e lineare possibile quanto accaduto, innestando contemporaneamente anedotti, azioni e personaggi dotati di verosimiglianza ma totalmente frutto della sua immaginazione, aventi tutti lo scopo principale di assecondare l'ardita (e complicata, come del resto in pressoché tutti i suoi lavori precedenti) costruzione spazio-temporale.

Ne risulta quindi che il film è strutturato su tre piani per quanto riguarda i luoghi - ossia la spiaggia e il molo di Dunkerque, in cui si riversano le truppe da evacuare e alcune navi, nonché imbarcazioni di ogni tipo, usate per tale fine; il mare, da cui giunge ogni mezzo, militare e ancor più da civili, accorsi alla causa bellica; il cielo, da cui arriva in soccorso una sparuta pattuglia, formata da tre aerei - ma in ognuno di essi l'azione si verifica in un lasso di tempo sempre più ristretto: una settimana per il molo e la spiaggia, un giorno per il mare e un'ora per il cielo.

Il 'gioco' e la 'scommessa' di 'Dunkirk' sono questi: una complessa partitura dove le varie sezioni 'devono' intersecarsi alla perfezione l'una nell'altra e nell'altra ancora. A Nolan, da grande affabulatore qual è, bisogna dire che, come per gli Alleati allora, il 'miracolo' riesce quasi del tutto poiché il film funziona a meraviglia dal punto di vista del ritmo - più compassato all'inizio e crescente di sequenza in sequenza, fino ad arrivare all'apoteosi, che si verifica quando tutti i vari piani si inseriscono -  e della tensione, anch'essa sempre più palpabile col susseguirsi degli accadimenti, ogni singola scena dimostra una grande perizia tecnica e l'uso del montaggio e del sonoro - con un'ardita commistione tra dialoghi, ridotti al minimo sindacale, tipici rumori da War Movie, cioè spari, scoppi, esplosioni, urla ed infine musica (la colonna sonora è di Hans Zimmer) - sono superlativi, ma è carente dal punto di vista della storia narrata, proprio per il fatto di essere stata ridotta troppo ai minimi termini in fase di ideazione ed ancor più per quanto concerne i personaggi che, tranne qualche rara eccezione - il soldato Tommy (Fionn Whitehead) che si ingegna in ogni maniera per ovviare alla scottante situazione ma il destino pare accanirsi contro di lui, Peter (Tom Glynn-Carney), che si imbarca con il padre (Mark Rylance) nella pericolosa messione di salvataggio e il generoso George (Barry Keoghan), amico di lui e poco più di un ragazzo, che vuole a tutti i costi dare il suo contributo alla nobile causa - sono paragonabili (si pensi all'ufficiale sul molo impersonato da Kenneth Branagh, al pilota di aerei di Tom Hardy, al suddetto Mark Rylance e allo spaventato soldato reso da Cillian Murphy) più a dei tasselli di un puzzle che a delle caratterizzazioni dotate di spessore, profondità  e introspezione psicologica. Tutti questi fattori, combinati tra loro, suscitano più ammirazione che emozione ed empatia in quanto si è visto.

In conclusione, 'Dunkirk' è un film di grande importanza e valore all'interno di un genere nobile come il cinema di guerra, del quale Nolan ne fornisce una curiosa variante, mixandolo con il cinema d'azione, con qualche puntata nel catastrofico ma - con una curiosa assonanza con l'altrettanto ambizioso 'Inception' - carente di alcuni requisiti basilari, appena prima evidenziati, per far si che possa essere definito un capolavoro.

Voto: 7,5.

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