I racconti di Hoffmann (1951)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I racconti di Hoffmann: assente
Ritmo ritmo in I racconti di Hoffmann: presente
Impegno impegno in I racconti di Hoffmann: forte
Tensione tensione in I racconti di Hoffmann: forte
Erotismo erotismo in I racconti di Hoffmann: assente

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a I racconti di Hoffmann (voti: 13 media: 4,46) 13

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La trama

Hoffmann, innamorato della ballerina Stella, racconta a un gruppo di studenti la storia di tre suoi antichi amori: quello per una bambola che credette una donna; quello per Giulietta, che voleva imprigionare la sua anima in uno specchio; quello per Antonia, che morì quando decise di infrangere il divieto che le proibiva di cantare. E raccontando si rende conto che il suo destino è di essere poeta. Il talento visionario della coppia Powell e Pressburger è al servizio dell'opera di Offenbach: niente sceneggiatura, ma adesione totale alla partitura. Le trovate sceniche sono fenomenali, la tensione creativa dei due cineasti è ai massimi storici. 

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L'opinione più votata

Di marco bi scritta il 10/09/2012 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto ottimo

...‘Scarpette nere per la scala all’ inferno’… I registi Michael Powell ed Emeric Pressburger, tra i maggiori registi del cinema inglese , sono stati originali innovatori e virtuosi cantori della settima arte, il cinema, arte che racchiude tutte le altre - da loro  orchestrate ai massimi livelli con risultati strabilianti. Nel 1943 fondarono  la  casa di produzione ‘The Archers’ per creare in piena autonomia e dare sfogo alla loro eccentrica fantasia, liberi di esprimersi e sperimentare. Fu così che dal ‘cilindro magico’ estrassero capolavori immortali di grande impatto - da vedere e rivedere per scoprirvi elementi sfuggiti ad una prima visione - come ‘I racconti di Hoffmann’ (1951), riduzione cinematografica dell’omonima opera di Offenbach, che ancora oggi, essendo pieno di trovate sceniche e possedendo una piacevolezza dell’insieme, incanta. Forse è il più bello e armonioso dei pochi film-opera esistenti, ma può anche non piacere a chi non ama il genere. Ripropone alcuni temi e mezzo cast di ‘Scarpette Rosse’  ma al contrario di questo, non fece impazzire il pubblico, forse per la struttura a scatole cinesi, forse per lo stile più astratto, sovraccarico e morboso (senza raggiungere però il culmine di perversione del – maledetto – ‘L’occhio che uccide’ del 1960 di Powell). Girato in enormi teatri di posa, con scenografie e costumi sfarzosi e sgargianti ispirati alla grande pittura. I personaggi sono stravaganti ed ammalianti, truccati pesantemente per avere una sinistra espressività,  esaltati e tormentati (a volte fino al delirio) ma anche romantici – e interpretati da ottimi attori. Le eccellenti musiche sono solenni sinfonie. Le splendide e ardite coreografie vivono di vita propria e il tutto è girato e montato in modo innovativo.
 
 
Prologo: il poeta Hoffmann (Robert Rounseville) e la prima ballerina dell’opera di Norimberga (Moira Schearer) si amano. Lui va a vederla al teatro e lei gli manda il servitore con la chiave della sua camera, ma il diavolo (Robert Helpmann), sempre presente, da dietro le quinte se ne invaghisce e corrompendo ottiene la chiave.
 
Nell’intervallo Hoffmann si reca all’osteria, dove inizia a  raccontare le sue vicissitudini amorose (tre storie) ai presenti che preferiscono continuare a sentire i racconti e a bere che tornare al teatro per il secondo tempo.
 
La storia di Olimpia: a Parigi (in uno scenario di colori gialli), il diavolo Coppelio (Robert Helpmann) per tre ducati vende a Hoffmann un paio d’occhiali magici che illudono di vedere viva la bambola meccanica Olimpia (Moira Schearer), che danza quando viene furtivamente caricata. Bellissima la scena delle marionette che prendono vita - ma l’episodio è pieno di grandi invenzioni e trovate (diavolerie!) sino alla fine - quando la bambola si rompe e gli uomini si contendono i pezzi che ancora si muovono!
 
La storia di Giulietta: a Venezia (qui tutto è tinto di rosso), da una gondola scende la sensuale cortigiana Giulietta (Ludmilla Tcherina) che si reca ad una festa seguita dal diavolo Dappertutto (Robert Helpmann). ESPANDI +
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SI

Opinioni su I racconti di Hoffmann


10 settembre 2012 Opinione di marco bi su "I racconti di Hoffmann"
marco bi

...‘Scarpette nere per la scala all’ inferno’… I registi Michael Powell ed Emeric Pressburger, tra i maggiori registi del cinema inglese , sono stati originali innovatori e virtuosi cantori della settima arte, il cinema, arte che racchiude tutte le altre - da loro  orchestrate ai massimi livelli con risultati strabilianti. Nel 1943 fondarono  la  casa di produzione ‘The Archers’ per creare in piena autonomia e dare sfogo alla loro eccentrica fantasia, liberi di esprimersi e...

voto al film: marco bi assegna il voto ottimo a I racconti di Hoffmann (1951)

14 commenti
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9 febbraio 2010 Opinione di kotrab su "I racconti di Hoffmann"
kotrab

Non potevano mancare nella filmografia di M. Powell ed E. Pressburger I racconti di Hoffmann, grande e magico capolavoro di Jacques Offenbach (Colonia 1819-Parigi 1880), visti i temi dell'artista, del demoniaco artistico, dell'amore, la dimensione fiabesca e quasi fuori dal tempo. Powell inventa come al solito geniali soluzioni tecniche e visive, concrete e artigianali eppure visionarie, riuscendo ad aggirare le ristrettezze economiche. Scenografie fantastiche e coloratissime, eleganti e...

voto al film: kotrab assegna il voto buono a I racconti di Hoffmann (1951)

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1 novembre 2009 Opinione di steno79 su "I racconti di Hoffmann"
steno79

Film divenuto molto difficile da reperire (e infatti il mio è il primo commento su questo sito, e ho potuto vederlo soltanto scaricandolo dalla rete) : si divide in tre episodi, in ognuno dei quali si racconta l'infatuazione del poeta Hoffmann per una donna e la sua sconfitta ad opera di un malvagio antagonista. Nel primo episodio la donna si rivela una bambola meccanica, nel secondo una cortigiana veneziana, e nel terzo una cantante greca che deve scegliere fra la propria vita e...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a I racconti di Hoffmann (1951)

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