Everest

Trama

1996. Diverse compagnie con le loro spedizioni sfidano i limiti della natura per tentare di far scalare le cime dell'Everest agli scalatori di tutto il mondo. Mettendo alla prova il proprio coraggio e la propria resistenza, gli scalatori si troveranno ad affrontare ostacoli naturali quasi impossibili da superare e a iniziare una dura lotta per la sopravvivenza.

Approfondimento

EVEREST: IL RACCONTO DI UNA TRAGICA SCALATA

Ispirato agli eventi incredibili accaduti nel 1996 durante una spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, Everest documenta il viaggio maestoso di due spedizioni distinte, che sfidano al limite delle loro capacità una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dal genere umano. Con amicizie forgiate attraverso difficoltà e battaglie - testando il loro coraggio contro uno degli elementi più duri del pianeta - gli scalatori si troveranno ad affrontare degli ostacoli quasi insormontabili, come se la loro eterna ossessione fosse diventata una durissima lotta per la sopravvivenza.

Diretto da Baltasar Kormákur e sceneggiato da William Nicholson e Simon Beaufoy, Everest racconta cosa accadde il 10 maggio 1996 quando Rob Hall, il capo prudente e meticoloso di Adventure Consultants con sede in Nuova Zelanda, e Scott Fischer, un alpinista di comprovata esperienza e team leader di Mountain Madness di Seattle, hanno guidato le loro squadre sulla salita finale verso il punto più alto della Terra: la vetta dell'Everest, 29.029 piedi (8.848 metri) sopra il livello del mare, ossia la quota di crociera di un 747. Le squadre negli ultimi due mesi si erano preparati attentamente per affrontare il percorso che porta alla montagna colossale: a come adattarsi al freddo estremo ed all'aria sottile proprie di queste altitudini elevate, così come a gestire il livello di ossigeno, così basso in quei posti che anche la semplice camminata può diventare assolutamente estenuante.

Quel giorno, tre alpinisti di Hall e due Sherpa hanno raggiunto la vetta ma, al di là delle previsioni, si è abbattuta su di loro una violenta tempesta che soffiava con la forza di un uragano, inghiottendo gli avventurieri durante la discesa dalla montagna. Mentre continuava ad infuriare la bufera, e cominciavano a calare le tenebre, Hall cercò invano di assistere un cliente esausto, il postino e scalatore Doug Hansen, che si trovava giù per una parete a 40 piedi nota come Hillary Step (8.790 m), che prende il nome del leggendario alpinista neozelandese, Sir Edmund Hillary.

In serata, Hall aveva esaurito tutte le sue energie negli sforzi per salvare Hansen. Non essendo in grado di continuare la discesa, è rimasto da solo, esposto alle intemperie sul versante Sud (8764 m) passando due notti inimmaginabili, mentre la tempesta infuriava senza sosta. I venti spaventosamente forti, hanno paralizzato gli sforzi dei soccorritori ormai esausti, che non erano più in grado di trovare la strada nel buio, o perché accecati dal riflesso della neve. I tentativi di salvataggio dal basso erano stati sventati.

Andy “Harold” Harris, una guida neozelandese di Adventure Consultants, scomparso anch'egli sulla cima della montagna, è stato visto l'ultima volta risalire eroicamente fino alla Cima Sud, nel disperato tentativo di soccorrere Hall e Hansen. Pur avendo raggiunto Hall sulla vetta, dove hanno trascorso la notte in condizioni climatiche assurde, con un di vento di 80 mph a  -40 gradi Fahrenheit, Harris scomparve nel buio della notte, non è mai più stato visto.

Anche Fischer, che aveva raggiunto la cima con le sue guide, Anatoli Boukreev e Neal Beidleman e sei dei loro clienti, ha avuto serie difficoltà durante la discesa. Anche se accompagnato dallo Sherpa Lopsang, il capo Sherpa di Mountain Madness, poco sotto la cima Balcony (8412 m), Fischer è crollato e ha convinto Lopsang a scendere senza di lui. Lopsang l'ha fatto, con la speranza di mandare qualcun altro nella tempesta con delle scorte di ossigeno supplementare per aiutare Fischer a scendere.

Da parte sua Boukreev, essendo sceso con i suoi clienti nella prima parte della giornata, fece diversi tentativi per raggiungere Fischer, ma è stato costretto a tornare indietro a causa delle avverse condizioni climatiche. Più tardi, nella notte, riuscì a salvare altri alpinisti dispersi e rimasti bloccati a valle della montagna a 7.925 m sotto la Cima Sud (chiamata così perché è il punto più basso di una cresta o di una sella tra due picchi).

Nel frattempo, un altro scalatore stava lottando per la sopravvivenza a 850 m in fondo alla montagna della Cima Sud: Beck Weathers, un patologo texano, che faceva parte del team di Adventure Consultants, colto da cecità da neve, durante la sua ascesa verso la cima. Anni prima, aveva subito un intervento chirurgico correttivo agli occhi, e durante la sua scalata attraverso la "Zona Morta" dell’ Everest -un luogo in cui l'ossigeno è così scarso che il corpo umano spegne tutti i sistemi vitali dell’organismo – l’altitudine ha iniziato ad offuscare il suo campo visivo, impedendogli di vedere tutto ciò che si trovava a un metro da lui.

Hall fece promettere a Weathers di non proseguire la sua scalata, dicendogli di sedersi e aspettare il suo ritorno dalla cima in modo da poter scendere insieme. Poche ore dopo l’interruzione della sua scalata però, Weathers si trovò nel bel mezzo della tempesta, ed iniziò a lottare per proteggersi dai suoi effetti devastanti.

Infine, un gruppo di compagni scalatori che scendevano dalla vetta raggiunsero il punto in cui si trovava Weathers e lo aiutarono. Si è così aggiunto alla cordata della Adventure Consultants guidata da Mike Groom che tentava disperatamente di trovare il Campo Quattro a circa 7.925 m, sulla Cima Sud. Ma la neve alzata dal vento ed il buio della notte che oscuravano anche il terreno sotto i loro piedi, non ha permesso loro di scorgere le tende sull'ampia distesa informe del colle Sud. Esausti, si sono stretti insieme cercando di scaldarsi l'un l’altro con l’ultimo calore residuo, nella speranza di sopravvivere e superare le condizioni climatiche e le temperature sotto lo zero, e attendere una migliore visibilità per trovare i loro rispettivi campi base.

Non appena la tempesta si è pacata, Groom sapeva di avere una piccola finestra per andare a chiedere aiuto. Ha lasciato Weathers ed altri quattro alpinisti, i quali erano in uno stato di incoscienza, per tornare al Campo Quattro e chiedere i soccorsi. A questo punto, tutti i soggetti coinvolti erano profondamente indeboliti. Quella giornata era iniziata 27 ore prima, e avevano finito le bombole di ossigeno, cibo e acqua. Assiderati, senza ossigeno ed affamati erano completamente esausti, ai margini della volontà di vivere.

Gi aiuti arrivarono poche ore dopo. A tarda notte, Boukreev portò in salvo i restanti tre clienti della Mountain Madness. Ha amaramente constatato che i clienti di Hall, Weathers e Yasuko Namba, un’alpinista giapponese impegnata nel suo settimo dei Seven Summit, erano prossimi alla morte – praticamente assiderati e non più in grado di muoversi o parlare.

In quello che fu poi descritto come un miracolo nel mondo dell’alpinismo, Weathers è riuscito a rianimarsi e - nonostante la sua visita rovinosamente offuscata, morto di freddo con le mani congelate fino ai polsi - barcollando ha trovato la strada per tornare alla tenda del Campo Quattro, il pomeriggio seguente. Il giorno dopo, è stato scortato giù dalla montagna al Campo Uno (6035 m) da una squadra di soccorso formata da alpinisti di altre spedizioni. Chi lo ha visto, ha descritto Weathers come un cadavere ambulante.

Nella stessa regione a quel tempo anche Guy Cotter, un'altra guida per Adventure Consultants, guidava una spedizione sull'adiacente Monte Pumori. Cotter era rimasto in contatto via radio con Hall durante il giorno del raggiungimento della vetta, e quando si è scatenata la bufera, ha subito capito la situazione disastrosa, e che il suo amico di lunga data era in serio pericolo di vita. La mattina seguente ha intrapreso la strada più breve per raggiungere il Campo Base dell'Everest (5534 m) per prestare soccorso alla squadra.

Invano, Cotter ha tentato di organizzare il salvataggio di Hall, ma due Sherpa salendo verso Hall sono stati costretti a tornare indietro a 106.7 m sotto la sua posizione, esausti ed impossibilitati a continuare. Era evidente che la fatica e la tempesta stessa avevano preso il sopravvento su tutti. Semplicemente non c'erano persone in grado di aiutare Hall a scendere giù per i pendii scoscesi della montagna, e tutti i tentativi di portarlo in salvo sono stati vani. Alla fine, i sopravvissuti assediati sul Colle Sud, faticosamente hanno intrapreso la discesa dalla montagna con l'aiuto dei loro compagni Sherpa.

Peach Weathers, e Lisa Choegyal  ormai residente da tempo a Kathmandu, hanno lavorato al fianco dell'ambasciata americana per assicurare un elicottero militare nepalese per la ricerca del marito della Weathers, Beck, e di un altro scalatore all'altezza di 6.000 M, sulla cima dell'Icefall. Questo è stato considerato uno dei salvataggi più audaci mai effettuati sulle montagne Nepalesi.

Weathers è sopravvissuto, ma la tempesta ha provocato la morte di Hall, Fischer, Harris, Hansen e Namba, così come di altri tre alpinisti di un gruppo composto da poliziotti di frontiera indo-tibetani – la prima squadra indiana a raggiungere la vetta del Colle Nord (7020 m). A quel tempo, è stata la giornata più nera della storia del Monte Everest.

Una storia di resistenza umana, resilienza e ambizione sfrenata: gli eventi occorsi hanno affascinato i media e l'immaginario del mondo intero. Il racconto dei sopravvissuti coraggiosi e degli avventurieri scomparsi, è fuori dall'ordinario, e ancora oggi continua ad avere una certa risonanza.

I PERSONAGGI PRINCIPALI

Con la direzione della fotografia di Salvatore Totino, le scenografie di Gary Freeman, i costumi di Guy Speranza e le musiche di Dario Marianelli, Everest vanta un cast di prim'ordine.

L'attore australiano Jason Clarke interpreta il neozelandese Rob Hall, uno scalatore di tutto rispetto, che ha scoperto l'alpinismo crescendo vicino alle Alpi Meridionali, a South Island. Nel 1980 ha raggiunto il suo primo vertice himalayano, la cresta nord dell’Ama Dablam a Sola Khumbu alta 6.856 metri, all'età di 19 anni. Nel 1990, ha scalato l’ Everest con il suo compagno di cordata, Gary Ball, ed il figlio di Sir Edmund Hillary, Peter; il gruppo ha catturando l'attenzione della nazione in occasione di una telefonata satellitare fatta dalla cima - trasmessa in diretta televisiva in Nuova Zelanda.

Jake Gyllenhaal interpreta Scott Fischer. Fischer era un alpinista americano ed una guida, nonché il primo americano a raggiungere la cima Lhotse a 8.516 m, la quarta montagna più alta del mondo. Fischer è cresciuto nel Michigan e nel New Jersey, frequentando corsi di arrampicata dopo essere stato ispirato da uno spettacolo trasmesso in televisione. A partire dal 1970, ha scalato le cime più alte e più impegnative del mondo, e ha trasmesso la passione della montagna a tante altre persone. Istruttore di arrampicata e guida per più di 25 anni, Fischer ha capito che la scoperta e la sfida dell’ arrampicata avrebbero potuto trasformare la vita delle persone.

Josh Brolin dà vita a Beck Weathers, il patologo Texano sopravvissuto alla spedizione, che ha perso il suo braccio destro, le dita ed il pollice della mano sinistra, ed il naso per congelamento. E' l’autore di un libro nel quale racconta la sua esperienza, sul quale il film si basa, e continua ad esercitare la professione medica ed a pronunciare discorsi motivazionali.

John Hawkes ritrae il postino americano Doug Hansen. Hansen aveva scalato l'Everest nel 1995 con Hall, ma a poca distanza dalla vetta è dovuto tornare indietro. Nel 1996 tenta nuovamente l’impresa ancora più desideroso di portarla a termine, e da alcune testimonianze emerge che il desiderio di Hall fosse proprio garantire questa volta ad Hansen il raggiungimento della cima, cosa che entrambi hanno pagato con la vita.

Michael Kelly porta in scena lo scrittore e scalatore americano Jon Krakauer. Krakauer, uno scalatore provetto e giornalista che quell’anno si è unito alla spedizione della Adventure Consultants per scrivere un articolo sul proliferare delle scalate a pagamento per la rivista Outside, ha raggiunto la vetta quello sfortunato Maggio. Cinque settimane dopo, l'autore consegnato un manoscritto alla rivista, per poi scrivere un libro sulla spedizione dal titolo Into Thin Air (Aria Sottile).

L'attrice giapponese Naoko Mori impersona Yasuko Namba, famosa in Giappone per esser stata la seconda donna giapponese ad aver raggiunto tutte le Sette Cime, tra cui l'Everest, dove morì durante la sua discesa nel 1996. Namba era una donna d'affari, che lavora a Tokyo per la FedEx, e per praticare l’hobby dell’alpinismo ha girato il mondo. A 47 anni è stata la donna più anziana a raggiungere la vetta dell'Everest (il suo record è stato poi battuto dalla polacca Anna Czerwinska, che ha raggiunto la vetta a 50 anni).

L'attore neozelandese Martin Henderson porta in scena Andy "Harold" Harris, la guida che ha perso la vita sull'Everest a seguito dei terribili eventi che si sono svolti quel giorno, mentre l'attore australiano Thomas M. Wright interpreta la guida Mike Groom.

Sam Worthington supporta la parte di Guy Cotter, una guida di grande esperienza che stava scalando la vicina vetta Pumori quando si è verificata la tragedia di quel fatidico giorno di Maggio del 1996. Fino a che la tempesta non si scatenasse, Cotter era regolarmente in contatto via radio e visivo con la squadra di Hall che si trovava sull'Everest.

Per i ruoli di supporto, i realizzatori hanno scelto le attrici Emily Watson, nei panni della manager del Campo Base, Helen Wilton; ed Elizabeth Debicki, il medico del Campo Base, Caroline McKenzie. A ritrarre la moglie di Rob Hall, Jan Arnold, e la moglie di Beck, Peach Weathers, sono state scelte rispettivamente Keira Knightley e Robin Wright.

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Note

Everest ha il pregio di non inseguire quasi mai il cinema di Werner Herzog: non cerca il sublime più del necessario, ma preferisce raccontare in modo credibile un’esperienza al limite dell’umano, trovando l’equilibrio tra le esigenze dello spettacolo e il rispetto per una vicenda di stupidità e passione. Ispirato a una storia vera.

Commenti (5) vedi tutti

  • Meglio un libro sulle avventure raccontate da Bonatti che questi ricconi in cerca di emozioni a pagamento.

    commento di Artemisia1593
  • Consiglio la lettura del libro da cui è tratto "Aria sottile". Il film è inguardabile e non rende per nulla il dramma di quelle gironate e meno che meno gli interrogativi morali.

    commento di sfrisolo
  • Una telefonata alla moglie in meno e un po' di avventura in più, please, please!

    commento di sticazzi
  • Avvincente. Storia vera. Scenari straordinari.

    commento di Zarco
  • Nella sua mediocrità, Everest riesce comunque ad essere un film che intrattiene. Il regista non eccede troppo nella spettacolarizzazione delle scene ed evita inutili virtuosismi. Purtroppo però questo non basta: personaggi poco caratterizzati, una regia anonima e qualche scena strappalacrime di troppo, rendono questa pellicola poco interessante.

    commento di alxer996
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M Valdemar di M Valdemar
5 stelle

  Tutto un po' troppo prevedibile, in Everest. E piatto, pian(ificat)o: come una sorvolata su luoghi di inaccessibile primordiale bellezza al comodo di una poltroncina s'un boeing. Certo il panorama è (furiosamente) spettacolare, e gli scenari sfondi naturali di avventure per pochi eletti (e molti caduti), ma manca di quel respiro che lo elevi al di sopra di un mero... leggi tutto

14 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle positive

atomzombie di atomzombie
7 stelle

  “Ispirato da una serie di incredibili eventi accaduti durante una pericolosa spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, Everest documenta le avversità del viaggio di due diverse spedizioni sfidate oltre i loro limiti da una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall'uomo”.   L'ultimo lavoro del regista... leggi tutto

8 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle negative

maurizio73 di maurizio73
4 stelle

10 Maggio 1996, Everest, Himalaya. Due spedizioni commerciali, una americana e l'altra neozelandese,durante la fase di ridiscesa dalla cima della montagna, vengono colte di sorpresa  dalle avverse condizioni meteorologiche e da gravi problemi organizzativi. Nove componenti perderanno la vita, tra i quali gli esperti e famosi alpinisti alla guida due gruppi Rob Hall e Scott Fischer.... leggi tutto

3 recensioni negative

Nel mese di luglio questo film ha ricevuto 8 voti
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Nel mese di gennaio questo film ha ricevuto 3 voti
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emil di emil
5 stelle

I titoli di coda scorrono sullo schermo, insieme ad istantanee che ritraggono i protagonisti della reale e sciagurata spedizione del 1996 organizzata sul monte Everest, che costò la vita a nove alpinisti dilettanti, mebri di spedizioni organizzate da alcune società commerciali. La somiglianza degli attori ai  protagonisti è impressionante, immagino...

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