The Words (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Words: assente
Ritmo ritmo in The Words: presente
Impegno impegno in The Words: assente
Tensione tensione in The Words: presente
Erotismo erotismo in The Words: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a The Words

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a The Words (voti: 15 media: 2,87) 15

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locandina di The Words

Clip 1 | Lasciami finire... Finito.

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La trama

Rory Jonsen, un aspirante scrittore in cerca di fama e denaro, non resiste alla tentazione di far passare come suo il diario scritto da un altro uomo, ossessionato da spaventosi ricordi, e ritrovato casualmente in mezzo ad alcuni racconti perduti. In seguito alla pubblicazione, il libro ottiene uno straordinario successo e la vita di Rory sembra procedere a gonfie vele quando all'improvviso si ritrova a pagare il prezzo dell'essersi impossessato del lavoro altrui. 

Di certo c’è solo che una tale bulimia narrativa si riflette anche sul piano contenutistico. Al punto da ottenere un guazzabuglio di temi (la discrepanza tra talento e desiderio, l’arte come prolungamento di sé, le scelte e le loro conseguenze) che però sembrano tutti ripescati da film già visti o da libri già letti. Non solo. C’è ancora un’ultima storia in questo sistema di matrioske ed è quella narrata dalla voce fuori campo: ingombrante se non addirittura logorroica. Quasi che il film stesso abbia bisogno delle parole di qualcun altro per raccontare la propria storia. E (anche) in questo si evince tutta la debolezza della regia.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Erica Re - FilmTV n. 38/2012

Quasi fosse un sistema di scatole cinesi, il film d’esordio della coppia Klugman/Sternthal si sviluppa attorno a tre storie concentriche e interconnesse, sebbene in realtà ciascuna di esse potrebbe vivere di vita autonoma. Il pilone portante è costituito dal personaggio di Rory Jansen, scrittore frustrato più che tormentato, in cerca del suo 8 e 1/2 senza però aver trovato neanche i primi 8. Passa le notti a buttare inchiostro sul foglio bianco ma il successo, quello vero, lo sperimenterà solo con un testo non suo (il cui contenuto rappresenta per l’appunto il secondo filone), trovato per caso e scritto mezzo secolo prima da un Vecchio. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 28/09/2012 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto sufficiente

   “The Words” (id., 2012) è un film diretto dal duo Lee Sternthal e Brian Klugman
   (Per sorvolare su un’orazione di sentimenti passati, scritti e raccontati, il presente prefigura inganni continui a cui è meglio stare lontani. Basta rintanarsi e rinchiudersi in un passatempo di gusto sempre che il nervosismo soporifero non affiori ogni tanto il fiorire dei sentimenti si conservano in una serra).
   “The words” appare un (po’) troppo verboso; contraddicendo le intenzioni del titolo (e del romanzo di un giovane-vecchio e di un ruba-idee) si mescolano in una storia con vedute diversificate, i languori e le sconfitte con un parlare sugli altri e una ribellione di cuori sciolti che mai avrebbero pensato di sciorinare le parole come segno di abbandono, di speranza e di coraggio inespresso. E sì,  il  mescolio eccessivo tra le tre narrazioni (con incipit il testo ancora da aprire adagiato sopra la scrivania) è un buon pretesto (narrativo) per la riuscita del film stesso ma purtroppo ha dei ‘lacci’ che fermano la scioltezza e il gusto di assaporare (fino in fondo) i personaggi raccontati. Alcuni, tra l’altro, ben inquadrati e riusciti che si perdono o meglio rischiano di essere immersi nel pastoso (e a tratti inutilmente fuori-onda) parolaio di racconti e raccontini laterali un po’ soli. Mentre tutto procede ad incastri nella vita (passato-presente) di tre personaggi (e di incontri casuali e forti), lo scrittore Rory Jansen non arriva mai al dunque per un (il) romanzo della vita e il successo mai arrivato si trova (casualmente) in una borsa regalo (nascosto e riservatissimo). Il gioco compiacente e (talvolta) asettico delle storie e dei loro (non) contatti procede in un tormento narrativo non sempre ficcante e determinare per la riuscita sia scenica che recitativa. Il romanzo della giovinezza perduta e di un amore in una Parigi assorta e beneaugurante (almeno così sembra) sono il lascito imperdibile per un giovane che ha idee sparse e quasi nessuna per un nuovo libro da far piacere ad un editore per una pubblicazione fruttuosa. E la storia di Celia e di una nuova vita che si interrompe bruscamente lasciano il segno indelebile nel ragazzo. E vede il suo ego nella scrittura tralasciando il resto e dimenticando un incontro (per una pace da raggiungere). Una dolce avventura e un ricatto maestro che divide e apre tutti i vari incontri e scontri del film. Girato con voglia e con forza la pellicola non riesce a dare allo spettatore il senso compiuto e lo smascheramento delle psicologie dei vari personaggi che ad un certo punto riescono difficilmente a coesistere (ad amalgamarsi resta un dubbio già in partenza). Tra lo scrittore di successo Clay (che ha solo da sorvegliare il pubblico delle sue conferenza stampa), il giovane rampante Rory (che non vede l’ora di sbaragliare tutti) e il vecchio (che crede ‘oramai’ di non aver scritto la sua vita) sono uno nell’altro e uno dentro l’altro: indistinguibili per verso e spauriti da ciò che devono raccontarsi. ESPANDI +
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Opinioni su The Words


16 gennaio 2013 Opinione di LAMPUR su "The Words"
LAMPUR

L'opera prima di Lee Sternthal e Brian Klugmann  sconta irrimediabilmente l'accostamento a due must come Delitto tra le righe e Vero come la finzione. Il campo prescelto, plagio e convivenza con rimorsi e scrupoli, non è comunque tra i più originali ma l'impostazione (film nel film nel film...) si fa seguire con in più un finale semiaperto che lascia lo spettatore col dubbio che tutto finisca lì o che ci si trovi dinanzi ad un'ulteriore trappola. Ho trovato singolare la prova del...

voto al film: LAMPUR assegna il voto buono a The Words (2012)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

24 dicembre 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "The Words"
giorgiobarbarotta

Esaustiva la recensione di Erica Re, a cui è inutile aggiungere molto altro. In sintesi: The Words è pretenzioso e ingiustificato. in qualche modo però non sgradevole e, caso abbastanza raro nel cinema americano medio, privo di qualsiasi forma di volgarità. Tre segmenti narrativi pesantemente a incastro e un significato ultimo che sfugge, forse perché ignoto in primis anche ai suoi autori. Buon cast (ascoltare Irons in lingua originale non è per niente male e la sequenza della panchina...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto sufficiente a The Words (2012)



4 ottobre 2012 Opinione di will kane su "The Words"
will kane

Lo spunto era interessante,un intreccio tra realtà e finzione,o meglio,tra fatti e racconto,tra verità e versione romanzata della stessa,giocato su più piani narrativi,in cui si è portati ad addentrarsi in ognuna delle storie narrate:se la formula riesce,si può arrivare alti con un'architettura del genere,ma non è facile,e se qualcosa va storto,a sgonfiarsi,l'intera costruzione ci mette poco."The words" è la storia di due scrittori,uno di successo e navigato che racconta un romanzo di...

voto al film: will kane assegna il voto mediocre a The Words (2012)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

3 ottobre 2012 Opinione di pico52 su "The Words"
pico52

Per quanto mi riguarda è uno dei peggiori film in assoluto tra quelli che ho visto. Normalmente prima di andare a vedere un film cerco di documentarmi, consultare FilmTV e/o altri supporti informativi e probabilmente se non ci fosse una così cronica penuria di materiale di qualità (ripeto, sempre per i miei gusti) probabilmente non sarei mai andato a vederlo. I commenti erano tutti fra il mediocre e lo scarso ma il parere di un amico che era già andato a vederlo mi ha spinto verso la...

voto al film: pico52 assegna il voto pessimo a The Words (2012)



28 settembre 2012 Opinione di lorenzodg su "The Words"
lorenzodg

   “The Words” (id., 2012) è un film diretto dal duo Lee Sternthal e Brian Klugman    (Per sorvolare su un’orazione di sentimenti passati, scritti e raccontati, il presente prefigura inganni continui a cui è meglio stare lontani. Basta rintanarsi e rinchiudersi in un passatempo di gusto sempre che il nervosismo soporifero non affiori ogni tanto il fiorire dei sentimenti si conservano in una serra).    “The words” appare un (po’) troppo verboso; contraddicendo le...

voto al film: lorenzodg assegna il voto sufficiente a The Words (2012)

6 commenti
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28 settembre 2012 Opinione di Luis82 su "The Words"
Luis82

Su The Words non ci sono troppe parole da spendere, per quanto il titolo della pellicola parrebbe suggerire l'opposto. Trattasi di una storia dentro la storia con un'altra storia al proprio interno, insomma un metaromanzo filmico, un gioco di scatole cinesi o forse più semplicemente un polpettone? Parliamoci chiaro, la storia di per sè sembra anche piuttosto interessante, nonostante sappia di già visto, ma purtroppo poco dopo la metà del film sembra abbia già raccontato tutto e...

voto al film: Luis82 assegna il voto mediocre a The Words (2012)

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25 settembre 2012 Opinione di bufera su "The Words"
bufera

Le parole, dice il titolo, e parole sono, al vento e magari solo a quello, perché per qualche ora ci ingolfano la testa e ci fanno dubitare sulle nostre capacità di comprensione. Il film ha due registi esordienti Klugman e Sternthal, anche sceneggiatori, con la fortuna di un cast di alto livello e in tal caso anche volonteroso, che sorregge con sentite, per quanto possibile, interpretazioni di un intreccio di tre storie, che poi sarebbero una, che poi sarebbe nessuna ma solo un romanzo....

voto al film: bufera assegna il voto mediocre a The Words (2012)

2 commenti
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24 settembre 2012 Opinione di alan smithee su "The Words"
alan smithee

The Words e’ il film (anzi un film nel film nel film….) sull’ispirazione, sulle motivazioni che accendono nello scrittore quella scintilla travolgente che non lo stacca più dalla sedia sino alla conclusione della sua incredibile e drammatica storia. Tutto ciò presuppone un adeguato stato d’animo dal quale la sensibilità di chi scrive possa trarre ispirazione. Se poi, come in questo caso, la vicenda ha uno spunto autobiografico legato ad una storia d’amore dai risvolti...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a The Words (2012)

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