Quell'idiota di nostro fratello (2011)
Con Paul Rudd, Elizabeth Banks, Zooey Deschanel, Emily Mortimer, Steve Coogan, Hugh Dancy, Kathryn Hahn, Rashida Jones, Shirley Knight, T.J. Miller
La trama
Nonostante i guai che provoca o in cui si caccia, Ned (Paul Rudd) agisce sempre in maniera onesta e limpida ed è talmente idealista da essere considerato uno stupido inetto anche dall’invasiva madre e dalle tre ambiziose sorelle (Elizabeth Banks, Zooey Deschanel e Emily Mortimer), tutte troppo prese dai propri problemi personali e lavorativi. Dopo essere stato arrestato e rilasciato per aver venduto della droga a un poliziotto, Ned è estromesso a opera dell'ex fidanzata dall’azienda biologica, in cui vive e lavora, perdendo anche la custodia del suo amato cane. Non gli rimane così che chiedere aiuto in famiglia, facendosi ospitare a rotazione dalle sorelle, le cui vite saranno gettate nel caos e nello scompiglio.
Il film di Jesse Peretz è una commedia lieve sulla ricerca - possibile - di un posto nel mondo. Anche con le disastrose premesse incarnate da Paul Rudd: ottuso ma gentile, rustico ma pacioso, patologicamente sincero, è l’anima e il corpo di un’opera garbata e ottimista. Mentre inciampa nelle complicazioni sentimentali e professionali della variegata famiglia, accompagnato da canzoncine ad hoc, realizza un paradosso concettuale: imbastire un film brillante attorno a un personaggio che non “brilla”. Eppure è un cuore pulsante di entusiasmo, offerto senza remore all’umanità tutta.
La recensione di FilmTv
Di Chiara Bruno - FilmTV n. 28/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 25/07/2012 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
L'evoluzione della (sotto)specie idiotica allestita con i sempre buoni arredi e corredi della commedia brillante virata nella massificante ottica del neodemenziale di derivazione apatowiana, su cui s’instillano sottili venature drammatiche ed una filosofia simil new age che fa tanto simpatico e adorabile il protagonista, Ned. Uno di cui, secondo le intenzioni degli autori, si dovrebbe finire per comprenderne il comportamento ed abbracciarne le virtù. Ma che sciocchezza.
Il supposto candore dell’idiota del titolo s’infila ruvidamente come una supposta programmatica nell’orifizio deputato alla ricezione con l’unico scopo di solleticare/sollecitare il sollazzo da solleone e giungere al sospirato sollucchero. Il sospetto che l’ammaliante maschera d’imperturbabile e illuminante innocenza - indossata con intubata e inebetita fissità dall’impalpabile Paul Rudd - condita con i canditi salvapubenda di variopinte sempliciotte gags sia unicamente funzionale al mero esercizio del cialtronesco divertire, diviene banale certezza col passare dei minuti. E delle situazioni che convergono sulla faccia da buontempone tordo di Ned.
Il copione è pervaso furbescamente da una imperante moralina, che si rivela pretenziosa e fasulla, nonché del tutto superflua; priva, inoltre, di concreta e definita aderenza alla figura accentrante di Ned. Il quale, da ipotetico potenziale modello forrestgumpiano - animato e armato, cioè, d’inossidabile fiducia e generosità verso il genere umano - inciampa presto in quella che si scopre essere la sua condizione: il ritardo mentale. Come spiegare altrimenti molte delle sventure che gli capitano? O le scene(tte) a cui assiste? Ed in ogni gesto che fa, ogni parola che proferisce, ogni bizzarra circostanza che lo vede a vario titolo coinvolto - tutto stride con la tanto proclamata, ripetutamente, natura di uomo che ama in maniera viscerale e sconsiderata ogni cosa, tanto da cambiare le prospettive delle tre apparentemente realizzate sorelle, implicate, non a caso, nel loro momento di maggior isteria e presa di coscienza in seguito ad imprevisti accadimenti.
Le dichiarazioni non corrispondono a quello che si vede: colpa della sceneggiatura, incapace di comporre un ritratto credibile, di dare autentica forma e compiutezza alle tappe del percorso di “crescita” di Ned. Sempre che l’obiettivo sia stato quello, il che non è affatto detto. Perché la “sana” serie di vicende e di azioni del protagonista - aggrovigliate in una confusa e grossolana matassa di fili nominalmente (e solo quello) riconducibili a purezza, ingenuità, simpatica sfortuna - mostra in realtà, limpidamente, una metodica e spasmodica concezione mirata esclusivamente allo sviluppo della comicità, al richiamo dello spettatore.
In questo senso è da leggere anche il finale, che invece di rimanere sospeso sulla decisione di Ned di intraprendere la sua strada, insiste nella farsa, colorata di romanticismo, che prevede l’accoppiata di cani (sic!) dai nomi starwarsiani (almeno nella versione italiana) e lascia intravedere quella dei rispettivi padroni. In fondo, è una giusta e degna conclusione a quanto visto prima.
E' pur vero che non si tratta di un film brutto in senso stretto, o malfatto, in quanto ammantato comunque di una non disdicevole dose di malinconia e comprensibile sensazione di inadeguatezza alle nevrosi urbane, ma, tutt’al più, lo si può trovare momentaneamente gradevole, carino: sostanzialmente trascurabile, inconsistente.
E presto dimenticabile.
- negative [1]
- sufficienti [9]
- positive [2]
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9 aprile 2013 Opinione di zombi su "Quell'idiota di nostro fratello"
commedia americana. alla sua uscita nei cinema l'avevo snobbato, probabilmente per il titolo e anche per la presenza di paul rudd. un attore che mi aveva convinto di fare solo sciocchezzuole. la tv(sky)aiuta a recuperare ciò che pigramente, scioccamente e a volte insensatamente si decide di non andare a vedere(a volte anche economicamente, visto quanto costa un biglietto del cinema). ned vive con la fidanzata e commercia al mercato i prodotti della terra da loro coltivati. viene arrestato...
voto al film: 
8 aprile 2013 Opinione di Paul Hackett su "Quell'idiota di nostro fratello"
Ned è un hippy cuor contento reduce da otto mesi di prigione per aver ingenuamente ceduto dell'erba ad un poliziotto in divisa. Il suo candore metterà involontariamente a soqquadro l'esistenza di tre acidissime sorelle che lo considerano poco più di un idiota, finché le tre arpie non capiranno il suo punto di vista e impareranno ad apprezzarlo... segue consolatorio volemose bene. Garbata commediola buonista con le stimmate dell'indipendenza griffate Sundance e un bel cast di attori...
voto al film: 
24 novembre 2012 Opinione di iPl4y su "Quell'idiota di nostro fratello"
Commedia divertente sul fratello "scemo" che ritorna in famiglia creando scompiglio. Attraverso il protagonista, sempre in bilico tra ingenuità e volontaria onestà, si cerca di criticare (seppur timidamente, come sempre nelle commedie americane) una società basata sul mentire, o non dire, per farla franca o anche solo per mero quieto vivere. Il messaggio è tutto sommato portato avanti bene, mentre la commedia fatica un pò tra una sceneggiatura non perfetta e un cast eccellente ma...
voto al film: 
4 settembre 2012 Opinione di Deiv90 su "Quell'idiota di nostro fratello"
Chiunque coglierebbe il senso moralistico di questa sorta di storia edificante, in cui un personaggio fuori dal coro inserito all’interno di un ambiente “normale” finisce per sconvolgerne l’equilibrio e portarne a galla tutte le incomprensioni e le ipocrisie. Potreste comodamente sparare a zero su Our Idiot Brother, marcandolo come la solita commedia semi-demenziale, con finale zuccheroso tipicamente americano, ma è innegabile che negli USA sappiano bene quello che producono. Con...
voto al film: 
25 luglio 2012 Opinione di canaja su "Quell'idiota di nostro fratello"
Ned, un tizio semplice, ingenuo e credulone, finisce in galera per aver venduto erba a un agente in divisa che l’aveva impietosito raccontandogli una balla. Una volta uscito di prigione, però, lo aspettano ancora guai: la compagna Janet, che nel frattempo l’ha rimpiazzato con un altro, lo caccia dalla fattoria che gestivano assieme vietandogli inoltre di portare con sé l’amato cane Obi Wan Kenobi. Senza più fidanzata, casa, lavoro e cane, a Ned resta una sola cosa da fare: tornare...
voto al film: 
25 luglio 2012 Opinione di M Valdemar su "Quell'idiota di nostro fratello"
Sterile e stolterella storiella di (de)formazione. L'evoluzione della (sotto)specie idiotica allestita con i sempre buoni arredi e corredi della commedia brillante virata nella massificante ottica del neodemenziale di derivazione apatowiana, su cui s’instillano sottili venature drammatiche ed una filosofia simil new age che fa tanto simpatico e adorabile il protagonista, Ned. Uno di cui, secondo le intenzioni degli autori, si dovrebbe finire per comprenderne il comportamento ed...
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12 luglio 2012 Opinione di mc 5 su "Quell'idiota di nostro fratello"
In questo caso il problema è che non mi sembrerebbe giusto esagerare con le critiche nei confronti di un film così gradevole e tutto sommato simpatico. Eppure è anche vero che si tratta di pellicola dal peso specifico piuttosto basso. Mettiamola così: il primo aggettivo che mi viene in mente è "caruccio", ma il secondo subito dopo è "inconsistente". Ecco, siamo di fronte ad un'opera prima di tutto graziosa ma anche piuttosto debole. Avete presente quando, per evocare un certo cinema,...
voto al film: 
8 luglio 2012 Opinione di bradipo68 su "Quell'idiota di nostro fratello"
Certo che 'sto fratello è proprio scemo. Sarebbe da fargli l'elettroshock a forza di schiaffoni per quanti guai combina. E le sue sorelle hanno una capacità di sopportazione che va decisamente oltre la verosimiglianza. Ho letto che alcuni per descrivere il personaggio recitato da un Paul Rudd sepolto sotto barba e capelli fluentissimi, hanno addirittura scomodato il Candido di Voltaire. Sarà così, va bene tutto per carità. Ma secondo me bastava al massimo scomodare i fratelli Farrelly,...
voto al film: 
6 luglio 2012 Opinione di nickoftime su "Quell'idiota di nostro fratello"
Tanto rumore per nulla. Un affermazione di matrice shakesperiana sorge spontanea al termine della proiezione di un film come “Quell’idiota di mio fratello”. Prodotto indipendente con un cast oltre la media, il film in questione è un palloncino che si sgonfia quasi subito per mancanza di un idea trainante. Se infatti l’intento fosse quello di dimostrare la validità dell’assunto che sta alla base del film, e cioè che la spontanea genuinità delle persone semplici ed in particolare...
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5 luglio 2012 Opinione di Blasia su "Quell'idiota di nostro fratello"
1.Cose 2.Opinione 1. Idio(lo)zie. La storia del cinema è piena di idioti. Il motivo palingenetico o escatologico della idiozia risuona in molti film svelandoci delle ovvietà dimenticate, che per il sol fatto di essere state partorite da un idiota appaiono ai nostri occhi come splendide verità.Vediamo se mi riesco a spiegare.Questa tensione e ambiguità destabilizza la percezione dei comuni valori morali condivisi trasformandoli in prodotti del cortocircuito che li associa ai...
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