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Regia di Nacho G. Velilla vedi scheda film

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La recensione su Fuori menù

di marlucche
8 stelle

Il Gambero Rosso ha sponsorizzato l’anteprima di questo divertente film spagnolo che è stato proiettato nel Teatro della Cucina, all'interno della Città del Gusto.
Parto col dire che trattandosi di cinema spagnolo questo film viene lanciato a livello pubblicitario come “almodovariano”… ma vi assicuro che di Pedro in questo film non c’è nemmeno l’ombra… non c’è la carica eversiva di Pepi, Luci, Bom y las otras chicas del montón degli esordi ma neanche la matura drammaticità, intrisa di ironia e di sentimento di Tutto su mia madre… ma senza essere necessariamente un epigono del più celebre regista ispanico Fuori menu è comunque un film che a tratti ti fa anche sganasciare dalle risate.
M'hai detto gnente!? Di questi tempi? Dopo che hai visto Louise-Michel e avresti voluto dare un paio di legnate sui denti al regista?
Ma dio santo viva le risate!
Il primo tempo manca del mordente necessario per legare le battute a raffica, i dialoghi avrebbero necessitato di un ritmo più sincopato... ma poi nella seconda parte, forse perché il gioco è più sfacciatamente esibito, tutti i pezzi della storia si incastrano in maniera spumeggiante..
Il protagonista è un cuoco di quelli che fanno cose molto chic… spumine, composizioni artistiche sul piatto, una caccoletta qua… una caccoletta là… et voila! Il piatto è pronto per essere esposto al Guggenheim! È gay ma in gioventù si è sposato e ha fatto due figli (praticamente ha fatto il percorso inverso della canzone di Povia.. che non ho mai sentito ma, cazzo, ne hanno parlato pure i muri…). Vabbè insomma a sti due figli muore la madre e lui se ne deve occupare con un certo iniziale fastidio....
Tutta la pellicola è disseminata di battute a volte un po’ grevi… ma che alla fine fanno ridere ma bisogna ammettere che non sono poi troppo lontane da quelle che avrebbe fatto er monnezza al suo amico Bombolo…. Solo che qui è tutto più elegante e quindi ci divertiamo senza sensi di colpa su tutta una serie di luoghi comuni sui gay.
Io devo dire però che il mio caposaldo della comicità in un film “gay” è “Di giorno e di notte” che, porca puttana, non passano mai in TV e non si trova nemmeno in DVD… Adoroooooo “Di giorno e di notte”.. anzi chi avesse la possibilità di farmene una copia faccia un fischio….
Ma vado avanti con la trama… Lo chef ha una maitre al limite della ninfomania che si invaghisce di un tipo che tutti dicono essere tanto carino e che invece a me non dice niente…
Eh… oh…. I gusti so’ gusti… a me il tizio proprio non dice nulla… e comunque lui è invaghito dello chef e quindi tutta una serie di malintesi fino al patatrac finale che è una baraonda di riconciliazioni familiari, amori che trionfano e stili di vita che cambiano.
Lo chef infatti decide di rinunciare all’ambita stella Michelin per aprire un ristorante molto meno impegnativo… come dire che passa dalla Pergola dell'Hilton all’immediatezza di un Gigi lo zozzone.
Detto tra noi... Secondo me quelli del Gambero Rosso non l’avevano visto sto finale così distante dai loro concetti di frou frou food style, massima qualità/massimo prezzo, anche l’occhio vuole la sua parte anzi ne vuole una parte più grande dello stomaco, eccetera eccetera…
Dunque se volete vedere un film divertente potete anche andare… sappiate che il cibo è solo uno spunto e un presupposto…. Diciamo che Ratatouille è molto più orientato sull’argomento di Fuori menu…. Sono altri i temi accennati… come quello sulla libertà di vivere la propria identità sessuale ma prima ancora sentimentale in una Spagna dove a dispetto di leggi politico/sociali che tutelano i diritti dei gay evidentemente si sente ancora il bisogno di fare un film dove qualcuno è sul punto di rinunciare a quello che forse è l’amore della sua vita per non incappare nel giudizio dei “benpensanti”.
Nota di merito al personaggio di Ramiro che era troppo divertente e che è il protagonista assoluto di una delle scene più divertenti ovvero quando colloquia con l’ispettore della Guida Michelin… una scena che rischia di diventare un cult! certo 4 stellette sono troppe... 3 sono risicate... 3 e mezzo sarebbe perfetto!

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