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La croce di fuoco

Regia di John Ford vedi scheda film

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La recensione su La croce di fuoco

di teaestefano
8 stelle

Che ci posso fare se certi argomenti danno fastidio a taluni? Niente, ma mi dispiace, perché questo film è bello e, anche se non un capolavoro, è perfettamente degno del suo regista e dei suoi interpreti. Ciò che urta certi spettatori è che si parli di un prete cattolico che ritrova la sua dignità, che si mostri la gente del popolo che ama la Chiesa, i suoi ministri, e la fede, e ancora che si mostrino come tutti costoro furono brutalmente perseguitati dal potere politico di turno. Del resto gli avvenimenti del film (nel senso del contesto, dello scenario) sono realmente accaduti storicamente. La voce fuori campo del prologo nega e afferma nello stesso tempo che si tratti del Messico e della brutale persecuzione anticattolica che fu operata dal governo massonico tra il 1925 e il 1931. Bisognava ottenere il permesso delle autorità locali per girare e si è cercato di dire la verità nel modo del "a buon indenditor poche parole". Fonda interpreta un prete pavido e anzi vigliacco, che fugge davanti al pericolo e ai prepotenti, nascondendo e quindi rinnegando la sua fede, il suo ministero, e quindi Gesù Cristo. Il fondo della viltà lo tocca col lasciar fucilare un contadino innocente al suo posto. Interessante è che il fuggire e il nascondersi, lungi dal sottrarlo ai pericoli, lo fa scivolare da una disavventura all'altra, da un'umiliazione a una peggiore, specie quando fugge da quella serpe di informatore. In questo senso il titolo originale è molto più significativo di quello italiano, che non c'entra un fico secco. Sarà proprio il momento in cui inizierà a far schifo a se stesso che riuscirà a riscattare la sua viltà e a ritrovare la sua dignità. Un grimaldello per questo è il rispetto incondizionato da parte della popolazione, specie di una donna, che non si rendono conto della sua vigliaccheria. Nella stessa direzione agirà l'aiuto di un fuorilegge, che si sacrifica per coprirgli la fuga. Su tutto, l'azione della Provvidenza, che tra l'altro lo ferma dal confermare il suo rinnegamento col tagliare la corda via nave. Lo stile di Ford è limpido e sereno, e come sempre senza fretta ma solido, e non manca un bel momento di musica (con un balletto sul bancone di Dolores del Rio). Interessanti i ritratti dei militari che perseguitano e fucilano per "un domani migliore", e in particolare quello dell'uomo di D. del Rio, il quale sotto sotto sente che quel male compiuto in nome del bene è un'assurdità. Le inesattezze al romanzo di Greene le perdono volentieri a Ford, il cui film si potrebbe definire "liberamente ispirato".

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