Espandi menu
cerca
Il mistero del falco

Regia di John Huston vedi scheda film

Recensioni

L'autore

myHusky

myHusky

Iscritto dal 4 settembre 2012 Vai al suo profilo
  • Seguaci 47
  • Post 2
  • Recensioni 56
  • Playlist 2
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il mistero del falco

di myHusky
10 stelle

"The Maltese Falcon", film del 1941 diretto da John Huston, è considerato il primo "noir" della storia del cinema. Il noir, genere particolarmente eccentrico, nato agli inizi degli anni '40, è sempre stato accreditato come uno delle varietà più originali e intransigenti della produzione cinematografica statunitense. 

 

Per fare un breve riepilogo: tutto nasce dalla tradizione letteraria inglese della "Hard Boiled Novel" (romanzo dei duri) in cui veniva rappresentato l'ambiente criminale in un modo molto esplicito e crudo. A questa fonte primordiale confluirono, nel genere cinematografico, filoni della cultura europea, come l'esistenzialismo (soprattutto quello francese) e le teorie sulla psicoanalisi. 

Grazie a questi punti di riferimento, il "noir" si permise un certo atteggiamento, molto più libero: bene e male, luce ed ombra non erano ben distinti come lo erano, invece, negli altri generi classici.

La caratteristica principale è che, al centro di queste storie, c'è quasi sempre il detective privato (lupo solitario), una figura ambigua che agisce con metodi che spesso superano il limite stesso della legge. Lupo solitario perché si muove in solitudine e vive in solitudine e che, non riconoscendosi nei valori sociali condivisi, cerca, piuttosto, la propria identità in quei piccoli gesti intransigenti del vivere comune, come il fumare o il bere.

A ciò ci aggiungono altri segni distintivi, come l'ambientazione che oscilla sempre fra la luce e le tenebre, fra le strade di una città quasi sempre bagnata dalla pioggia.

"The Maltese Falcon", tratto dal romanzo "Il falcone maltese" di Dashiell Hammett, incarna pienamente tutte quelle caratteristiche che ho citato, e lo fa per la prima volta. Proprio per questo risulta una delle pellicole più importanti del cinema americano.

 

Il regista, John Huston, è al primo lungometraggio, concesso dalla Warner che, però, decise di realizzarlo con un investimento particolarmente ridotto (i set del film vennero ricostruiti, quasi tutti, in studio). Lo stesso protagonista, Humphrey Bogart, allora, non era altro che un attore in declino.

La pellicola narra di un detective privato, Sam Spade, a cui viene chiesto di indagare sulla misteriosa scomparsa di un oggetto particolarmente prezioso. Il protagonista, durante le sue indagini, si troverà affiancato da personaggi ambigui, ai quali dovrà decidere se credere o non credere. 

 

Come ho detto prima, il film incarna quasi tutte le caratteristiche di genere: il detective-lupo solitario, il continuo contrasto tra l'oscurità e la luce (il bene e il male), la città di San Francisco spesso bagnata dalla pioggia. 

Anche dal punto di vista tecnico troviamo delle piccole eccezioni alla regola, degli elementi meno trasparenti, in contrasto alla precisione e alla linearità del montaggio classico. Ciò che colpisce l'occhio, fin da subito, è la tendenza a tenere spesso la macchina bassa e angolata, in modo che siano visibili i soffitti e che i personaggi siano inquadrati, appunto, dall'alto verso il basso. Scelta responsabile del regista che aveva intenzione di creare un ambiente chiuso, particolarmente claustrofobico. 

 

Un'altra caratteristica fondamentale (del film e del genere) che prima non ho citato, è quella del personaggio femminile, che merita infatti un'analisi un po' più approfondita. 
Bridgid O'Shaugnessy (interpretata da Mary Astor) rappresenta, infatti, la figura (tipica del genere) della "femme fatale" o "donna-ragno", che cerca di intrappolare l'uomo all'interno del proprio gioco, grazie alla sua sensualità. Infatti, anche in questo caso, è proprio la donna ad essersi macchiata di uno degli omicidi che stanno all'origine della storia. 

Inutile approfondire troppo, invece, il discorso delle intepretazioni. Come sappiamo, Humphrey Bogart è stato uno dei divi più importanti della storia del cinema, e quella di Sam Spade rientra tra le sue più grandi interpretazioni. Mary Astor, come ho detto prima, incarna alla perfezione la figura della donna fatale, sensuale e misteriosa al tempo stesso. Non è da meno, poi, la recitazione di Peter Lorre, altra grande icona del cinema "noir"

"The Maltese Falcon" di John Huston è, per questi e tanti altri motivi, una delle pellicole più importanti e significative della storia del cinema americano. Un punto di partenza per un genere cinematografico che ancora oggi influenza e affascina registi (e pubblico) di tutto il mondo. 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati