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Blood Brothers

Regia di Alexi Tan vedi scheda film

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AndreaVenuti

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La recensione su Blood Brothers

di AndreaVenuti
6 stelle

Blood Brothers è una co-produzione Cina/Hong Kong del 2007, diretto dall'esordiente Alexi Tan.

La pellicola è girata interamente in Cina e prodotta da John Woo e Terence Chang (entrambi di Hong Kong, quest'ultimo è un caro amico di Woo).

Il film è stato selezionato per chiudere la 64 Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia  (8 settembre 2007).

 

Sinossi: Kang (Liu Ye) e Hu Xiao (Tony Yang) sono due fratelli estremamente legati l'un l'altro; entrambi sono amici fin dall'infanzia con Fung (Daniel Wu) a tal punto da essere parte integrante della famiglia, quindi lo considerano come un fratello.

Tutti e tre vivono in un paesino della Cina rurale degli altri 30, la vita è semplice e molto umile per cui  decidono di cercare fortuna nella grande Shanghai.

locandina

Blood Brothers (2007): locandina

Il film di Alexi Tan non ha avuto molto successo, nonostante ci siano diversi elementi positivi, ed il motivo principale è da individuare nella vasta scelta avuta dal pubblico locale in quell'annata cinematografica; infatti per prima cosa nel 2007 ad Hong Kong sono stati prodotti tantissimi film interessanti ed estremamente validi quali The Warlord di Peter Cha, Protegè di Derek Yee o ancora Mad Detective di Johnnie To.

 

La regia di Blood Brothers è etremamente valida ed in particolare modo si segnalano due specchi autoriflessivi estremanente funzionali al contesto; il primo su Shu Qi (Lulu la ragazza di Boss Hong) è bellissimo, ed è un'occasione per riflettere sulle scelte fatte dalla protagonista, valutazioni non sempre corrette e lo dimostra il pianto della ragazza.

Il secondo è su Daniel Wu on una funzionalità simile a quello appena descritto.

Oltre ad un utilizzo corretto e accademico dello specchio il regista opta altresì per uno stile di conversazione ben preciso alternando al classico dialogo campo/contro-campo la semi-soggettiva che inquadra un soggetto più figura intera del secondo personaggio in scena o  ancora campo medio con macchina fissa.

Ottimi anche i vari gun-fight, tuttavia il regista non opta per uno stile alla Woo -eccezion fatta per lo showdown- (ricordo che il noto maestro di Hong kong qui ricopre il ruolo di produttore) bensì utilizza un approccio molto realista alla Derek Yee dove troviamo improvvise esposioni di violenza alla Kitano.

Detto questo il film non è esente da critiche anzì presenta una sceneggiatura debole, l'evoluzione dei personaggi viene trattata in maniera troppo frettolosa inoltre il regista non è riuscito ad orchestrare un cast molto numeroso; la caratterizzazione dei personaggi è alquanto carente nonostante ci siano soggetti estremamente interessanti (come Boss Hong -interpretato da Sun Honglei- oppure Mark -Chang Chen-).

 

Tra le altre critiche il regista ha premuto troppo il pulsante sul melodrammatico; doveva inserire con astuzia e maestria sequenze diverse  per spezzare il ritmo.

 

Termino con due piccole curiosità:

1) Il regista cita e omaggia il padrino di Coppola (verso la fine)

 

2) Il titolo del film è un chiaro ossequio ad un maestro di Hong Kong come Chang Cheh.

 

Concludendo Blood Brothers potenzialmente poteva stupire tutti ma il regista ha pagato la sua inesperienza (voto 6.5).

 

 

 

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