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Cacciatore bianco, cacciatore nero - "Gli sbandati"
di Neve Che Vola
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Tra le molte serie western televisive che seguivo da bambino con fanatismo religioso, c'era il misconosciuto (?) Gli sbandati (The Outcasts, 1968/69) con Don Murray nel ruolo di Earl Corey e Otis Young in quello di Jemal David.

Erano due cacciatori di taglie, il primo un uomo bianco, il secondo di colore, ex schiavo ora libero che preferirebbe morire piuttosto di riperdere la padronanza di se stesso. C'era sempre una certa tensione tra loro, nonostante lavorassero insieme, e naturalmente il colore della pelle di Jemal gli procurava più guai di quanti ne avrebbe passati altrimenti.

Le loro avventure mi appassionavano, ricordo una puntata in cui i due dovevano trasportare della nitroglicerina.

Le colts sembrano delle 5 1/2, ma nella puntata da me rivista stasera impugnano delle 4 3/4

 

Ho appena rivista la puntata Three Ways to Die, della quale ignoro il titolo italiano, pur avendolo registrato da un canale nostrano una ventina di anni fa porta solo il titolo originale.

I nostri sono qui alle prese con uno sceriffo troppo puntiglioso, che sbatte in cellaJemal, poco dopo l'arrivo in città, insieme ad un giovane bulletto che pretendeva di fare il bagno prima di lui nonostante fosse arrivato dopo.

Lo sceriffo approfitta della notte per uccidere Tom, il ragazzo, reo di averlo preso in giro e di conoscere un dettaglio spiacevole del suo passato di "irreprensibile" tutore dell'ordine, e per far ricadere la colpa del gesto su Jemal, che sembra disprezzare più in quanto cacciatore di taglie che per la razza di appartenenza.Corey lo toglie di prigione con le cattive, e i due tentano, inseguiti, la fuga nel deserto.

Fu forse da questo episodio, che imparai che si deve incidere la zona del morso di un serpente a sonagli e succhiarne via il veleno (i medici, comunque, smentiscono che si debba agire in questo modo).

 

Mi piacevano molte cose della breve serie, venticinque puntate in tutto, al cui appuntamento non mancavo mai.

Ricordo che l'aria western riempiva tutte le mie fibre, fisicamente, era una sensazione tutta particolare. Facevo entrare nel corpo quel clima, quei luoghi, quei personaggi che amavo, ma, come al solito, c'era qualcosa che mi piaceva più delle altre: la sigla, l'immortale sigla di "Gli sbandati", telefilm che non riuscii mai più a rivedere, a parte questa puntata (forse un'altra) che registrai, dai tempi della trasmissione su TMC dei secondi anni settanta.

La musica di Hugo Montenegro, però, ha continuato a vivere accanto a me, perchè l'avevo registrata col piccolo registratore portatile in mio possesso. La propongo qui, presa dalla registrazione vhs, sebbene sia stata leggermente accorciata della ripetizione presente nell'audio cassetta (potrebbe anche essere vero il contrario), cioè che fosse stata allungata nella versione italiana, tuttavia la logica musicale e il brusco fade out finale mi sembrerebbe far propendere per l'accorciamento.

 

 

Qui c'è la sigla iniziale, postata da un francese, probabilmente non usata ai tempi della trasmissione su TMC, ma non sono sicuro

 

Non appena mi riuscirà di passare la vhs su dvd, vedrò di proporne delle immagini.

Qui, per intanto, c'è una intervista a Don Murray, e il primo incontro fra Corey eJemal.

 

 

Qui forse c'è un tentativo di dare un look alla Clint Eastwood al protagonista bianco, sempre che non sia stato Clint Eastwood ad ispirarsi.


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