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The Beatles: Get Back

1 stagioni - 3 episodi vedi scheda serie

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di mm40
8 stelle

Nel gennaio del 1969 i Beatles tornano al lavoro su una manciata di pezzi nuovi. Per l'occasione affittano gli immensi Twickenham studios e una troupe cinematografica diretta dal regista Michael Lindsay-Hogg, con l'obiettivo di girare un documentario sul making of dell'album. Dopo una decina di giorni e un momentaneo abbandono da parte del chitarrista George Harrison, i quattro decidono di trasferirsi nei più modesti e accoglienti spazi della Apple records, dove si unirà a loro il tastierista Billy Preston. È così che pian piano nasce Let it be, testamento artistico della band, la cui presentazione al pubblico avrà un epilogo a sorpresa: un concerto improvvisato sul tetto dell'edificio della Apple.

Paul McCartney, George Harrison, John Lennon, Ringo Starr

The Beatles: Get Back (2021): Paul McCartney, George Harrison, John Lennon, Ringo Starr


Get back è un monumentale servizio alla storia del rock and roll, un importante tassello sulla swingin' London di fine anni '60 e quindi più in generale sul costume del Novecento, un documento fondamentale per chiunque abbia mai suonato in una rockband o abbia minimamente avuto l'intenzione di fondarne una. Dimenticate Let it be, fans dei Beatles: qui le immagini girate in origine da Michael Lindsay-Hogg sono state innanzitutto restaurate in maniera eccellente, e poi sono state ordinate con una perizia a dir poco maniacale da Peter Jackson, la cui fama registica non ha bisogno di presentazioni. E, quanto più preme sottolineare, delle oltre 50 ore di registrazione effettuate nel 1969 ce ne sono pervenute all'incirca sette e mezza: l'attesa è durata oltre mezzo secolo, ma indubbiamente ne è valsa la pena. Pensare a un lavoro simile prima del 2021 era oggettivamente assurdo; nell'era delle serie fruibili per via digitale, però, l'idea comincia ad avere un senso compiuto e la sua concretizzazione oltrepassa finalmente i limiti del progetto (qui, per dire, c'è dietro Disney+). In tre puntate da circa due ore e mezza ciascuna i momenti esaltanti sono fin troppi; vale la pena però ricordarne almeno tre che sembrano fare da spartiacque per l'intero lavoro. Innanzitutto c'è Paul McCartney che, in un momento di crisi della band, si richiude in sé stesso, abbraccia il basso e comincia dal nulla a comporre Get back: sembra in trance, posseduto dai demoni del rock'n'roll, e la forma originaria del brano assomiglia solo in maniera vaga a quella che oggi conosciamo. Il diamante è grezzo e vederlo lavorare un poco per volta non ha realmente prezzo. Seconda istantanea basilare di Get back: Billy Preston che si siede alla tastiera e, senza aver mai sentito prima I've got a feeling, improvvisa la linea melodica di piano elettrico che rende quel brano caratteristico, così, dal nulla. Lo sguardo di Paul è incredulo e trionfale, le prove da quel momento diventano una cosa seria e l'album comincia a prendere davvero forma. Terzo punto saliente del film: Lindsay-Hogg fa il punto delle riprese, verso la fine, e sostiene che quello che effettivamente manca è “una storia”. Ha ragionissima. E Let it be (il film) lo dimostra. Jackson, mezzo secolo più tardi, compie un capolavoro di montaggio dando un significato, una linearità temporale alle riprese del collega: e Get back (il film) finisce per essere tutto ciò che Let it be non era e non poteva in alcun modo essere: un'opera compiuta. 8/10.

locandina

The Beatles: Get Back (2021): locandina

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