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The Deuce - La via del porno

3 stagioni - 25 episodi vedi scheda serie

Recensione

Stagione 2

  • 2018-2018
  • 9 episodi

L'autore

mck

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di mck
9 stelle

Da "the Candy Store" a "the Candy's Store".

 

“Stop using whores. They're dead around the eyes.”
Una pornoregista ex-pornoattrice a (Candy) una new-pornoregista non(ancora)-ex pronoattrice.

“Pimp is a role. So is whore. You pretended to be one, I pretended to be the other.”
Darlene a Larry Brown.

 


I. “This Year's Girl” (“She's a Citizen”), ovvero: “A Damage Don't Lie” = “Fix This World”.

Un lustro dopo. L'anno è il 1977-'78.
Iniziamo dalla fine. Da quel dialogo tra papponi che si auto-spacciano/propongono/propugnano/incensano per assassini situato nel pre-finale dell'8° ep. che getta un'ombra nero pece di pericolo ferale e ferino, altro che cliffhanger, sul da lì a poco imminente finale di stagione, e poi proprio da quell'inizio della fine, in cui Dorothy (Jamie Neumann) si presenta a noi attraverso la fototessera di un documento di riconoscimento, e sul momento non la riconosciamo, non la vogliamo riconoscere, e infine, poco dopo, attraverso un altro piccolo ritratto da un tempo passato in bianco e nero, e allora ecco che Ashley si palesa in quel decomposto livor mortis porpora-violaceo vecchio di 5 giorni abitato da crasse larve saprofago-carnarie, e Dorothy rimarrà per sempre in Kansas - o era a Casa, in fondo? - a percorrere all'infinito la Yellow Brick Road.

 


II. “The Life and Time of a Pimp” / “SisterHood Is PowerFul”.

N.Y., è quella la Foresta: non hai bisogno di alberi, radure e sentieri quando hai tutto quel cemento, acciaio, vetro e asfalto.

Questa seconda stagione della serie creata da David Simon e George Pelecanos con l'aiuto di Richard Price è composta da nove episodi (uno in più della precedente) diretti da 8 registi, di cui 7 donne, e scritti da 9 (co-)sceneggiatori, di cui 3 donne. Quote rosa nello sguardo/messa in scena e maschilismo nella definizione dei caratteri? Domanda idiota. No: registi e sceneggiatori coi controcazzi, controcoglioni, controclitoridi e controvaie.
Candy rulez. Anzi, Eileen.
E pure Larry Brown, un po'.



• Episodi.
01. "Our Raison d'Etre", scritto da David Simon e George Pelecanos e diretto da Alex Hall
02. "There's an Art to This", scritto da Richard Price (un gioiellino il prologo, in cui la Ragazza Nuova Arrivata in Città “piscia_in_testa” a Larry Brown) e diretto da Alex Hall.

03. "Seven-Fifty", scritto da Chris Yakaitis e diretto da Steph Green.
04. "What Big Ideas", scritto da Anya Epstein e diretto da Uta Briesewitz.
05. "All You'll Be Eating is Cannibals", scritto da Richard Price e Carl Capotorto e diretto da Zetna Fuentes.
06. "We're All Beasts", scritto da Megan Abbott e Stephani DeLuca e diretto da Susanna White.

07. "The Feminism Part", scritto da Will Ralston e diretto da Tricia Brock (bellissima e sorprendente per understatement di costruzione e risoluzione la scena in cui il padre, Bobby Dwyer, va a recuperare il figlio in procinto di partirsene per una fuga d'amore con una prostituta: quanti livelli di scrittura ha? Com'è stata girata, interpretata, montata? Piccolo capolavoro).

08. "Nobody Has to Get Hurt", scritto da George Pelecanos e diretto da Tanya Hamilton.
09. "Inside the Pretend", scritto da David Simon e diretto da Minkie Spiro.

 


• Spoiler.
James Franco, Maggie Gyllenhaal, Margarita Levieva, Gbenga Akinnagbe (tra il Metodo dell'Actors's Studio), Emily Meade, David Krumholtz, Sepideh Moafi, Thaddeus Street: impressionanti.


Non vedo l'ora di ritrovare Lawrence Gilliard, Jr. (“Qualcuno nella Commissione Etica è dotato di etica?”), fra altri 5 anni, nel pieno del MidTown Enforcement Project e del decennio di Ed Koch - sua l'idea, in campagna elettorale, di una Zona a Luci Rosse (Red Light District), poi abortita -, cui seguiranno David Dinkins (Dem., primo sindaco afro-americano - non il primo “nero”, se si considerano tutti i sindaci italo-americani che l'hanno preceduto - di New York), Rudy Giuliani (Rep., dalle Finestre Rotte alla Tolleranza zero), Michael Bloomberg (Rep., e poi Ind.) e Bill de Blasio (Dem.). E magari rispunterà fuori Natalie Paul (Sandra Washington e il suo Pulitzer)…


Chrys Coy è protagonista della scena pre-“Se lo conosci lo eviti, se lo conosci non ti uccide”, mentre il compagno è lanciato verso l'Apollo Theatre...o l'Off-Broadway.
Ritornano Mustafa Shakir e (nel finale di stagione, dopo il pilot della prima) Zoe Kazan.
Compaiono Armand Assante (il padre di Frankie e Vincent) e Nathalie “Fig” Figueroa (Alysia Reiner: “OItNB”).
Scompaiono Gary Carr (C.C.) e Method Man (Rodney), per mano l'uno di...Frank Sobotka (Chris Bauer: “the Wire”) e l'altro di...Karate Kid (Ralph Macchio).

Persistono i mafiosi (Gambino e Genovese, in una guerra a bassa intensità e...collaborativa), così come i politici corrotti e corruttibili, e periscono gli altri.

 


“Scompare” Dominique Fishback, e “Darlene Lives!”

 

(©ericmorales.com)

• PS. Ma com'e quant'è bella Roberta (“I Love Dick”) Colindrez? Ma com'e quant'è bella Irene quando si strugge per la bella Kim Director? “Nulla fa più schifo di un premio di consolazione”, le dice Frankie a proposito di tutt'altro, e lei, guardando Shay dormire sfatta sul divano, gli risponde: “Yeah”.

 

No, distogliete lo sguardo per un momento dalla pratica e gettatevi sulla dialettica...

 


• Film/BookList (Red Hot Poppin' Candy).

- I've read my fair share of [Bruno] Bettelheim.
- I am familiar with all the freudian shit sex and death and annihilation of innocence and matricide and infanticide, et cetera.

“Fingers”, l'esordio alla regia/sceneggiatura di James Toback (#HimToo). “Blue Collar”, l'esordio alla regia di Paul Schrader. “Annie” e “Chorus Line” (i musical teatrali, non cinematografici). Dramma Sex-Exploitation Porno-Romantico: “the Confessions of a Young American HouseWife” (1974) di Joseph W. Sarno.

 


E poi: Tex Avery (Cappuccetto Rosso), John Belushi (movida), Harvey Keitel (aka “Rapsodia di un Killer”), John Waters (movida per interposta attrice), Richard Pryor (aka "Tuta Blu"), Pam Grier…

- “Cappuccetto Rosso”: Charles Perrault, 1697 / J.L. e W.K. Grimm, 1857
- “the Dialectic of Sex: the Case for Feminist Revolution” (1970) di Shulamith "Shulie" Firestone (1945-2012)
- “SisterHood Is Powerful: an Anthology of Writings from the Women's Liberation Movement” (1970), un'antologia a cura di Robin Morgan (1941)
- “Fear of Flying” (1973) di Erica Jong (1942)

 

“E questa è arte? Ci sarei riuscita anch'io!”, dice Nan Goldin guardando un suo “Auto”FotoRitratto con Buzz, un pappone/magnaccia, di 40 anni prima. 

 


III. “Let the Music Play” (100 canzoni e più, come nella 1a stag., anche se assieme non raggiungono le 250 di “Vinyl”...).

This Year's Girl”, dal 2° album in studio e da solista di Elvis Costello, “This Year's Model”, del 1978, qui nella versione (2018) appositamente remixata con la voce di Natalie Bergman dei Wild Belle. 

Vulture ha pubblicato un bel pezzo sulla genesi tanto della scelta della canzone per la nuova sigla quanto della nuova versione della canzone stessa.

Rimane, violenta, indelebile, quell'ultima sequenza di frame di "Pozzanghera di Marciapiede Calpestata da Piede Nudo di Donna in Corsa con Riflesso di Grattacielo Rovesciato".

 

 

See her picture in a thousand places 'cause she's this year's girl
You think you all own little pieces of this year's girl
Forget your fancy manners
Forget your english grammar
'Cause you don't really give a damn about this year's girl

Still you're hoping that she's well-spoken 'cause she's this year's girl
You want her broken with her mouth wide open 'cause she's this year's girl
[Never knowing it's a real attraction
All these promises of satisfaction
While she's being bored to distraction being this year's girl

Time's running out, she's not happy with the cost
There'd be no doubt, only she's forgotten much more than she's lost
A bright spark might corner the market in this year's girl
You see yourself rolling on the carpet with this year's girl]

Those disco synthesizers
Those daily tranquilizers
Those body-building prizes
Those bedroom alibis

All this, but no surprises for this year's girl
[All this, but no surprises for this year's girl]
All this, but no surprises for this year's girl
Hey!

La traduzione è mia: se ci fosse qualche English GrammarNazi dotato di Fancy Manners in zona che si faccesse pure avanti in caso notasse errori di sbaglio, refusi e possibili migliorie.

Puoi vedere la sua fotografia ovunque in giro perché lei è la ragazza dell'anno
Pensi di poter possedere ogni singolo pezzetto di questa ragazza dell'anno
Dimenticati delle buone maniere
Scordati il latinòrum ostentato
Perché in realtà non te ne frega veramente un cazzo della ragazza dell'anno

Eppure speri che se ne parli bene perché lei è la ragazza dell'anno
La vuoi ♥ domata ♥ e con la ♥ bocca aperta ♥ perché lei è la ragazza dell'anno
[…]
Quei sintetizzatori da discoteca
Quei tranquillanti quotidiani
Quei premi da culturista
Quegli alibi da letto matrimoniale
Tutto questo, ma nessuna sorpresa per la ragazza dell'anno
Tutto questo, ma nessuna sorpresa per la ragazza dell'anno, oh sì.

 


• PlayList.
Supervisore alle musiche: Blake Leyh.

Oltre a Elvis Costello e Barry White, in ordine cronologico diegetico: Talking Heads, Funkadelic, Television, Them Two, Zeus, Giorgio Moroder, Ramones, Ornette Coleman, Patti Smith, Tavares, Tee Fletcher, Lou Reed, Thelma Houston, Peter Gordon, A Taste of Honey, Fred Willimas, Blondie, Wire, Iggy Pop, Ian Dury, Betty Harris, the Stranglers, Sarah Vaughan, Brick, Boney M., Creedence Clearwater Revival, the Runaways, T. Rex, Fat Larry's Band, Graham Parker, Swithold, Solomon Burke, the Rolling Stones, Ira Thomas, Fela Kuti, Pat Martino, Siouxsie & the Banshee...
E il ritorno di Curtis Mayfield, dopo i titoli di testa della 1a stag., qui con “Billy Jack”.
E a chiudere, i Pretenders, con “Mystery Achievement”. 

 


The Deuce”, a Martin Scorsese's movie, è quel che a “Vinyl” non è stato consentito di (o, in parte, non è riuscita ad) essere.
The Deuce”, a David Simon's serie.

Occorrerebbe una recensione per ogni episodio. Grazie al Cielo (o al Culo, dipende da quale credo professate) ci ha pensato “the Guardian”. 
Stagione Uno : 1971-'72.
Stagione Due : * * * * ½.        

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