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Stranger Things

4 stagioni - 33 episodi vedi scheda serie

Recensione

Stagione 3

  • 2019-2019
  • 8 episodi

L'autore

Immorale

Immorale

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di Immorale
7 stelle

(mostri) americani e (capitalisti) russi

 

Si ritorna a Hawkins, nel pieno degli anni 80. E si riallacciano i fili tematici lasciati in sospeso; il “coming of age” si fa più accentuato: i ragazzi sono cresciuti e gli amori sbocciano o si consolidano. Le tenute, i luoghi e le atmosfere si amalgamano di quelle fatue e  “utopistiche” realtà eighties (amicizie che non dureranno per sempre, passioni purissime e…Bryan Adams da ascoltare in cameretta). Una Shangri-La, per gli spettatori orfani  (ormai) del fatal decennio. Tutto americano, of course (loro Bryan Adams, Huey & the News and co., noi l’onda lunga di Baglioni e l’ascesa di Ramazzotti: a ciascuno il suo) e pertanto esportato (non freneticamente come oggi ma comunque efficacemente) a livello globale.

 

Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Finn Wolfhard, Noah Schnapp

Stranger Things (2016): Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Finn Wolfhard, Noah Schnapp

 

Il “mostro” capitalista consolida quindi le sue basi: i grandi centri commerciali scalzano i piccoli negozietti, il “junk food” impera.                Si iniziò da qui:la fine di un mondo, l’avvio di un altro

 

e si finì nella diffusione irreversibile del non-luogo per eccellenza 

https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/12/20/news/la-regione-piu-ricca-di-centri-commerciali-1.12651956

 

scena

Stranger Things (2016): scena

 

Una rivisitazione - apparentemente idilliaca – innestata nel racconto della (consueta)   minaccia  del sottosopra; le ombre della guerra fredda e la percezione di cambiamenti incombenti. Gli autori (la metà degli 8 episodi sono scritti dagli ideatori Duffer Brothers) per scongiurare la sensazione di deja vu scelgono – saggiamente – un’introduzione stuzzicante: un gruppo di russi – avanguardia della democrazia autoritario-capitalista d’esportazione (più cinese che post sovietica) odierna.- si installano nel cuore “sottosopra d’America e tramano per accedere nel portale faticosamente richiuso al termine della 2^ stagione.

 

Winona Ryder

Stranger Things (2016): Winona Ryder

 

Questa (la sovietizzazione - non miliusiana - d’america..o viceversa) rimane la novità di stagione maggiormente degna di nota, i cui sviluppi (lo scienziato “reazionario” Alexei, le schermaglie da “guerra dei sessi” tra Hopper e Joyce, il coinvolgimento del bizzarro Murray) permettono di intervallare le peripezie dei ragazzi – forse mai come in questa stagione novelli Goonies - alle prese con il Mind Flyer: avventure sicuramente ben ritmate ed efficacemente rese ma che spesso fanno suonare nello spettatore – almeno per quanto mi riguarda – un campanello d’allarme circa la (piacevole senz’altro) ripetitività delle situazioni mostrate. E non sempre l’effetto nostalgia anni 80  riesce a coprire tale sensazione, latente quasi in ogni episodio.

 

David Harbour

Stranger Things (2016): David Harbour

 

Ma bisogna infine ammettere che il progetto regge ancora bene e, grazie a tutti gli interpreti – ormai affiatati - la tenuta dell’intera annata (presa nel suo insieme, cliffhanger finale compreso)  è comunque garantita.  

 

https://www.youtube.com/watch?v=nS5_EQgbuLc

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