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Utopia

2 stagioni - 12 episodi vedi scheda serie

Recensione

Stagione 2

  • 2014-2014
  • 6 episodi

L'autore

mck

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di mck
7 stelle

The Future is Dark, the Utopia is Lime Green.

 

Stagione Due [ * * * ¾ ]

Supportate anche voi il V Day!
“Non è che non potresti uccidere qualcuno. Penso potresti ucciderne a miliardi. Ma...dovrebbero essere morti necessarie.” 

 

 

Dennis Kelly ha consegnato Bruno Vespa all'immortalità, un po' come fece Manzoni con la propria cacca. Il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro, l'assassinio di Mino Pecorelli, l'attentato mortale a Airey Neave, la conferma dell'ascesa al potere di Margaret Thatcher, l'incidente di Three Mile Island, le varie pandemie influenzali (Hong Kong '68-'69, suina H1N1, aviaria H5N1), sovrappopolazione, costo del cibo e crisi del petrolio/energetica : tutto sfruttato, piegato e travisato, tutto frullato senza ritegno alcuno e messo a cuocere nel calderone : la brodaglia è bollita sino a traboccare dall'orlo del pentolone e ha spento le fiamme, il gas è continuato ad uscire, l'abitazione è esplosa. Ma lo spettatore era già sia sazio della prima stagione che affamato della seconda e, tanto pasciuto quanto famelico, illeso s'è spolverato i calcinacci di dosso godendosela. 

 

 

Utopia si fa apprezzare anche per la coerenza interna : gli indizi forniti ritornano sempre a fornire il loro contributo per risolvere l'enigma e non vanno a morire in false piste o peggio nel dimenticatoio. 

 

 

Inibire la violenza? Perché non inibire il rimorso, allora? Perché non inibire le inibizioni?    

 

 

E chi l'ha detto che le riunioni BilderBerg non servono a un cazzo di niente (il termine minchiuto è da intendersi come una locuzione ''negativa'', portando il conto totale delle negazioni a tre : tripla negazione = negazione) ?   

 


Cast artistico e tecnico immutato rispetto alla prima stagione in tutto tranne che per la pur breve ma incisiva comparsa di Rose Leslie (nel pilot, ambientato a fine anni '70 e interamente girato in 4:3 con una lievissima predominanza seppia) e per il cambio di guida al timone della direzione della fotografia. Pronti, via, si parte.

 


Stagione 2 (Lug.-Ago. '14). 6 episodi da 50' l'uno interamente scritti (il dittico centrale a 4 mani con John Donnelly) dal creatore e showrunner Dennis Kelly. I primi tre diretti (come per la stag. 1) da Marc Munden (il pilot è grandioso), gli ultimi tre girati da Sam Donovan. La partitura musicale è quindi ancora nelle salde e inventive mani del cilo-canadese Tapia de Veer.

 

 

Lo stile fotografico, pur passando di mano e finendo in quelle di Lol Crawley (“the Crimson Petal and the White”, “the OA”), rimane lo stesso, ma sono altri i livelli di saturazione (naturali colori primari, neon elettrici, pastelli acidi e cieli tersi su brumose brughiere) che subiscono una crescita esponenziale : tanto quello dell'iconicità -{alla “Breaking Bad”, per intenderci [e la serie di Vince Gilligan (e Peter Gould) può essere considerata sorgente, matrice ed etimo anche dal PdV del Male a fin di Bene (in B.B. per la famiglia del protagonista, in Utopia per l'Homo s. sapiens) : un'iconicità che in qualche modo tende e serve a coadiuvare, ''mascherare'', facilitare l'assimilazione di quel coacervo nodale ch'è il territorio...chiamiamolo mk-ultra complottista cospirazionistico (che resta e rimane ben lontano da, che so, Pynchon-De Lillo-Roth-Wu Ming, per dire: o forse no, si?) in cui si muove la serie : un territorio mappato alla perfezione (ovvero non in scala 1:1 ma a grandi linee...) da “Stranger Things” e malamente attraversato e ricostruito da “the OA”}- quanto quello dei morti ammazzati -{sia per quantità (il computo sale e sfora il grafico) che per qualità [sia delle vittime (bambini) che degli assassini (brave persone)]}- raggiungono dimensioni, quote e cariche se non eccessive...eccedenti, sino al punto di rottura : suppurano, percolano, e...si, infine, disturbano : non è una questione di qualità, ma di semplice quantità. E questa è senz'altro una qualità di “Utopia” : negativa? Positiva? Intrinseca, inestirpabile. Necessaria al discorso messo in scena.

 

 

Utopia is not Red.      

 


Tutto ciò a nulla è servito per scongiurare la cancellazione della serie. “Utopia” non si è conclusa : è stata conclusa. Ciò detto, ad ogni modo s'è comunque chiuso un cerchio : Mr. Rabbit ha figliato, e il mondo è sempre in pericolo. Come dev'essere.
Ed è ben difficile decidere se siano più pericolosi i Monsieur Verdoux, i Dottor Stranamore o i Mario Rossi.    

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