Black Sails

2014-2017 USA Avventura Starz Terminata
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4 stagioni - 38 episodi
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Fanny Sally

Scheda realizzata con il contributo

di Fanny Sally

L’epopea avventurosa e drammatica di un indomito ed eterogeneo gruppo di pirati in lotta aperta contro la civiltà e le sue regole per rivendicare la libertà di scegliere come vivere e costruire la propria fortuna, senza sottostare alle restrizioni della società e della gretta morale imperante. L’arrivo della civiltà in un territorio fuori da ogni legge porta questi intrepidi avventurieri senza scrupoli a domandarsi se sono uomini o mostri, innescando una catena di eventi che rimescolano gli equilibri esistenti e le loro stesse convinzioni. Tra duelli sanguinosi, battaglie tra le onde, spietati tradimenti, loschi intrighi, colpi di scena e ribaltamenti inaspettati, si respira l’epica dei romanzi d’avventura vecchio stile mescolata ad uno stile crudo, realistico e spettacolare che catapulta lo spettatore nelle atmosfere salmastre, malsane e pericolose delle Bahamas del XVIII secolo, in cui la morte attende tutti e può giungere nella maniera più crudele e inaspettata, che sia la lama di una spada, la canna di una pistola, un mare in tempesta o l’infido voltafaccia di un amico.

Black Sails - Di cosa parla

Caraibi, 1715: i pirati spadroneggiano incontrastati, assaltando e derubando le navi che transitano verso il Nuovo Mondo, rendendo quasi impossibile la navigazione dei mercantili e terrorizzando chiunque si azzardi ad incrociare la loro rotta. Hanno eletto l’isola di New Providence, una colonia inglese oramai fuori dal controllo dell’Impero Britannico, come loro patria, un piccolo paradiso nella cui capitale, Nassau, possono dedicarsi alle loro attività preferite: duelli, scommesse, risse, bevute e belle donne. Quando la civiltà impersonata dall’Inghilterra minaccia di tornare per ristabilire l’ordine, l’autorità e la giustizia, l’ambizioso e utopistico progetto di una nazione di pirati libera da qualsiasi regime sembra ormai sul punto di naufragare. E la minaccia di un’imminente invasione mette una contro l’altra le fazioni di filibustieri che popolano le sabbiose rive di Nassau. A contendersi il potere e l’alleanza degli altri fuorilegge del mare, da una parte c’è il carismatico e calcolatore Capitan James Flint e dall’altra il selvaggio e ribelle Capitano Charles Vane. Entrambi però devono fare i conti con la donna che tiene in pugno gli affari commerciali dell’isola, la giovane e determinata Eleanor Guthrie, che gestisce i loschi traffici derivanti dalle scorrerie dei bucanieri di Nassau ed esercita anche un influente potere politico su di essi, detenendo di fatto la facoltà di deporli oppure di favorirne l’ascesa, rivendendo i loro sporchi bottini su altri mercati.
La serie, che si propone di essere un sequel de L’isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson, è ambientata circa vent’anni prima degli eventi narrati nel famoso romanzo del 1883, e mescola i personaggi letterari di John Silver, James Flint, Billy Bones con altri liberamente ispirati a pirati storici realmente attivi nella prima decade del 1700 nei Caraibi, quali Charles Vane, “Calico” Jack Rackham, Anne Bonny, oltre ad alcune figure totalmente inventate dagli autori come connessione tra i primi e i secondi.
A scatenare le acque inizialmente è soprattutto la ricerca del galeone spagnolo Urca de Lima che trasporta un’incredibile quantità di oro proveniente dal Perù, la cui conquista potrebbe assicurare una nuova prosperità e stabilità all’isola, ma anche essere l’inizio della fine del regno dei pirati, attirando su di essi le ire della Spagna e della Marina Inglese, che già da qualche tempo annuncia il suo ritorno.
La conquista dei cinque milioni di dollari spagnoli, a tanto ammonta il carico dell’ambito galeone, ben presto, però, passa in secondo piano nella trama e con l’avanzare della storia le vicende si discostano dal tipico racconto piratesco della caccia ad un favoloso tesoro, per spostarsi su tematiche molto più complesse e pregne di riflessione, quali la giustizia, il perdono, il rimorso, l’uguaglianza, la lealtà, l’onore, la morte, conferendo alla serie una profondità e uno spessore apparentemente impensabili per un prodotto televisivo di intrattenimento basato su un romanzo per ragazzi e avente per protagonisti una banda di malviventi dalla condotta moralmente discutibile.
In verità, si va scoprendo che ognuno ha le sue motivazioni per essere pirata e non signore: alcuni perseguono tornaconti personali e nobili ideali, alcuni bramano ricchezze e gloria, altri sono in cerca di riscatto e vendetta, oppure sono semplicemente dei folli che esercitano la brutalità e il terrore per puro piacere; eppure in questo mondo maledetto, popolato da uomini feroci e violenti pronti a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi, nessuno è privo di umanità o valori, anche se negativi.
Tutti i personaggi della serie sono un po' dei relitti umani che arrancano in mezzo ai resti delle loro disgrazie, si scopre continuamente che tutti hanno drammi o tragedie nel loro passato, e non potrebbe essere diversamente perché altrimenti non sarebbero costretti a condurre una vita da rinnegati e fuorilegge. La sapiente introspezione psicologica dei personaggi, che si dipana lentamente nel corso degli episodi grazie a confronti e dialoghi articolati e ricchi di spunti, riesce a tenere incollati allo schermo anche in mancanza di veri momenti di spettacolo, che d’altronde richiedono cospicue risorse in termini di budget e giorni di riprese.
La politica, intesa nella sua accezione più generica di dialogo, convivenza e interrelazione tra persone di una comunità multiforme per aspirazioni e origini, governa i meccanismi narrativi a volte in maniera molto più effettiva e preponderante dell’azione, tant’è che le grandi scene di battaglie e combattimenti sono per lo più riservate agli episodi conclusivi, in cui il ritmo subisce una decisa accelerazione.
La serie dunque non teme di indulgere in momenti riflessivi, di parlare di problemi di natura etica ed economica, di mostrare tanto gli aspetti più affascinanti e pericolosi del navigare, quanto quelli più pratici e tecnici, che sia la rischiosa operazione di carenatura di uno scafo o la frenetica ricerca di voti per eleggere un nuovo capitano.
L’intenzione di sceneggiatori, registi e produttori è infatti quella di allontanarsi dagli stilemi fantasiosi e farseschi, che hanno inficiato la figura del pirata nel cinema recente e non, e di offrire al pubblico una ricostruzione quanto più adulta, realistica e storicamente accurata della vita di quegli uomini e di quelle donne che scelsero di infrangere la legge e prestare giuramento alla filibusta, non solo perché vedevano in essa un mezzo di arricchimento facile, bensì perché la ritenevano una forma di ribellione al potere costituito, corrotto, classista e falso, impersonato dalla società civilizzata.
Gli ideatori principali, Jonathan E. Steinberg e Robert Levine, hanno dichiarato di essersi documentati per almeno tre anni sul periodo in cui sarebbero state ambientate le vicende, leggendo soprattutto libri di storia sociale, per tentare di dotare le situazioni e i personaggi, sia di loro invenzione, sia realmente esistiti, di una convincente profondità di motivazioni. L’idea alla base di tutto è comunque quella di raccontare una storia originale, distaccandosi dalle precedenti versioni del romanzo e allo stesso tempo evidenziando il potere del racconto, concetto che ritorna più volte tra i temi della serie, in cui è equiparato in maniera interessante ad una vera e propria arma da impiegare contro il nemico.
Pur partendo da un’opera letteraria e dunque di fantasia, Black Sails cerca di analizzare ed esplorare il contesto storico, politico, sociale e culturale dell’epoca, senza esaltare né condannare il fenomeno della pirateria, non risparmiando perciò di mostrarne anche gli aspetti più crudi, brutali e tragici, il che implica l’uso di un linguaggio piuttosto esplicito e la presenza di scene di violenza e sesso adatte ad un pubblico maturo.
La prevalenza di toni cupi, violenti e duri, nonché l’abbondanza di strategie belliche e scontri armati, non deve però trarre in inganno né scoraggiare il pubblico femminile meno attratto dal genere azione e testosterone in quanto qui, oltre a fascinosi e rudi farabutti, non manca qualche sprazzo di ironia (spesso decisamente nera) e abbondano i personaggi femminili forti e sfaccettati, oltre a relazioni sentimentali (anche omosessuali) tormentate, burrascose o impossibili che aggiungono una buona dose di coinvolgimento emotivo, pur non ricadendo negli stilemi del romanticismo classico: si tratta in fin dei conti di grezzi delinquenti, per nulla avvezzi alla tenerezza, seppure anche loro incendiati da ardenti passioni e affetti da umane fragilità.
Le donne hanno un ruolo attivo e preponderante, non sono mai scontate e mai succubi degli eventi: alla fine spesso sono loro a detenere il vero comando sugli uomini che le circondano, in maniera più o meno diretta.
La resa visiva è sorprendente e realistica, con allestimenti scenici notevoli e suggestivi panorami tropicali esaltati da una limpida e calibrata fotografia, che arricchisce la narrazione e l’interpretazione dei protagonisti.

Black Sails - I personaggi

Ambigui, sfaccettati, problematici, passionali, spregiudicati, imperfetti. In questa serie corale non ci sono né buoni né cattivi in senso stretto: ognuno possiede lati oscuri, segreti inconfessabili, rimorsi e colpe, sogni e aspirazioni irrealizzabili, e gran parte delle relazioni si reggono sugli alterni moti di marea. Col progredire della storia i destini dei personaggi si intrecciano, gli approfondimenti sul loro passato si accrescono e anche i loro ruoli e le loro motivazioni assumono un nuovo significato nella visione generale. Poiché gli autori hanno dichiarato di voler scrivere un prequel de L’isola del tesoro, è bene iniziare dai suoi protagonisti.

Il Capitano James Flint, comandante dell’invincibile Walrus, è un pirata dalla famigerata reputazione, un uomo ombroso e solitario, feroce e pragmatico, temuto e odiato per l’egoismo e la prepotenza con cui persegue i suoi obiettivi sacrificando gli interessi della sua stessa ciurma, ma anche straordinariamente capace di ottenerne l’obbedienza e il rispetto grazie ad un magnetico carisma, ad un’impareggiabile eloquenza e ad un’incrollabile determinazione. Dietro la facciata di brigante incallito e inarrestabile, si nasconde però un disincantato idealista che dopo anni di lutti, avversità e cruente battaglie per mare desidera trovare un po' di pace per il suo spirito provato e ritirarsi sulla terraferma insieme all’amata Miranda Barlow, l’amorevole e malinconica donna che lo accoglie e si prende cura di lui ogni volta che torna da un viaggio. Ma quando la sorte gli riserverà altre terribili sfide, mettendolo di fronte al giudizio per le sue stesse scelte e riportando alla luce un oscuro e inconfessabile passato, facendo intersecare nel contempo la sua rotta con il giovane e spavaldo ladro John Silver, si ritroverà a guidare gli altri pirati nel sogno utopistico di realizzare una Nazione di ladri in lotta aperta contro lo strapotere dell’Inghilterra. La critica ha definito Capitan Flint, incarnato con grande intensità e umanità da un Toby Stephens in stato di grazia, uno dei migliori personaggi televisivi degli ultimi anni, in virtù delle molteplici e inaspettate sfumature della sua personalità che sorprendono continuamente lo spettatore.

Secondo per importanza nella dinamica della serie è John Silver che altri non è se non quel Long John Silver, uno dei personaggi di fantasia più noti e amati della letteratura d’avventura, il pirata per antonomasia, prima che Hollywood ci proponesse le avventure buffonesche e spericolate di Jack Sparrow. Uomo di mezza età, dalla posizione rispettabile ma ancora non pago della vita borghese e con dei conti in sospeso, si imbarca sotto falsa identità al seguito di una spedizione per ritrovare il favoloso tesoro conquistato e sepolto anni addietro dal famigerato Capitano Flint. Ambiguo, arguto, gioviale e diabolico, storpio ma temibile, Silver è un irresistibile antieroe, una canaglia in fondo simpatica, cui lo stesso Jim Hawkins finisce per affezionarsi. Così ci viene presentato da Robert Louis Stevenson. Qui lo ritroviamo ancora giovane e spensierato, niente gamba di legno né pappagallo parlante sulla spalla, un ladruncolo imbroglione e codardo ma dotato di una grande faccia tosta, di un sorriso solare e contagioso e di un’acuta furbizia che gli permettono di conquistare con facilità l’appoggio e la collaborazione degli altri. È un sopravvissuto, un opportunista incorreggibile, un bugiardo impunito, sempre pronto a cogliere l’occasione per salvarsi senza il minimo rispetto per la vita altrui, ma nel corso dei tanti eventi in cui si ritroverà coinvolto, inizierà a sperimentare anche il peso della responsabilità, nonché una certa propensione per il comando e il fascino subdolo del male. La sua trasformazione nel mitico farabutto temuto e riverito da seguaci e marinai è uno degli aspetti più intriganti della serie.

Terzo componente della ciurma letteraria è Billy Bones, che qui ha le sembianze del giovane, aitante e leale nostromo della Walrus. È il pirata più assennato, giudizioso e onesto della ciurma, un ottimo combattente e all’occorrenza anche un valido stratega, cova del risentimento e dei dubbi nei riguardi delle azioni spericolate e brutali del Capitano Flint, ma è al contempo uno dei suoi uomini più fidati e non esita a proteggerlo anche nei momenti più critici.

Tra i pirati storici che hanno maggiore risalto nelle vicende narrate nelle prime tre stagioni, troviamo Charles Vane, lo spietato, sanguinario ed enigmatico capitano della Ranger, dai più ritenuto un animale per la condotta dissoluta e violenta con cui governa anche la sua ciurma. Vane, che nella realtà ebbe una modesta carriera, rappresenta nella serie l’esempio più concreto del pirata tipico, l'uomo libero e indomabile, feroce e istintivo, che pur attenendosi ad un suo codice d’onore e credendo in concetti astratti come la lealtà, non accetta di vivere secondo le regole della società e sarebbe anche disposto a morire pur di non piegarsi alla civiltà e alle sue costrizioni e ipocrisie. Ha una lunga e turbolenta relazione di amore e odio con la potente trafficante Eleanor Guthrie.

Giovane, avida e intraprendente, Eleanor Guthrie è la figlia del mercante Richard Guthrie, la quale grazie alla sua caparbia personalità, alla sua tenace fermezza, alla sua indole autoritaria e ad un vincente e disinvolto senso per gli affari, è riuscita a costruire un suo piccolo e pressoché incontrastato regno politico e commerciale su tagliagole, ladri e criminali d’ogni sorta che popolano New Providence. Ambiziosa oltre ogni limite e desiderosa di ottenere l’approvazione del padre freddo e assente, pur di affermare e mantenere il suo potere non si esime dal sacrificare sentimenti, promesse e affetti, arrivando a mettere a repentaglio anche le vite delle persone che le sono più vicine.

Tra queste vi è la sua amante Max, una seducente, intrigante e furba prostituta che lavora nel bordello più frequentato di Nassau ma ha anche delle mire che vanno oltre la mera paga ricevuta dai clienti. Entrata a conoscenza per caso di informazioni preziose sul ricchissimo tesoro dell’Urca de Lima, si attiva per cercare di ottenerne una parte, prima alleandosi con il nuovo arrivato John Silver e in seguito portando avanti un rischioso accordo con altri pirati, in cui finisce per avere la peggio. Doppiogiochista e impulsiva, ma anche saggia e perspicace, riesce a risollevarsi dalle avversità grazie alla sua abilità nel destreggiarsi in ogni occasione e manipolare gli altri usando la sua lucidità e intelligenza. Il suo percorso si intreccerà in maniera inaspettata con quello di altri due pirati reali inseriti dagli autori, ovvero i famigerati Jack Rackham ed Anne Bonny, coppia di fuorilegge legati da un profondo rapporto simbiotico che va oltre il semplice amore romantico e che costituisce una delle relazioni più particolari e interessanti della serie. Rackham scaltro, brillante, colto e arguto, è il quartiermastro di Charles Vane, uomo di mente più che di braccio, pirata flemmatico e atipico che uccide solo se costretto dalle circostanze, mentre il più delle volte preferisce soprattutto giocare d’astuzia, complottare nell’ombra e scendere a compromessi, anche se si scoprirà che è in cerca di riscatto e fama e naturalmente del titolo di Capitano. Si distingue dagli altri filibustieri per il suo aplomb e per i suoi gusti eccentrici e raffinati in fatto di guardaroba, nonché per accompagnarsi costantemente alla fedele e letale Anne, amante e compagna di vita, complice e alleata, assassina glaciale e taciturna, imbattibile con le spade, scontrosa e passionale, inquieta e rancorosa, unica donna pirata (finora) in grado di tenere testa ai colleghi maschi per audacia e capacità di duellare, per quanto anche lei segnata da cicatrici e vulnerabilità che verranno fuori nel corso della storia.

In ruoli secondari ma non meno importanti sono comparsi anche altri personaggi storici della filibusta quali il compassato e maturo bucaniere Benjamin Hornigold, il sadico e sanguinario Ned Low, e, a partire dalla terza stagione, il pirata più leggendario di tutti i tempi ovvero Edward Teach Blackbeard, uomo assai impenetrabile, tenebroso e pragmatico. Realmente esistito è anche Woodes Rogers, corsaro eletto Governatore dell’Isola di New Providence con la missione di riportarla sotto il dominio inglese, anche lui introdotto nell’ultimo anno.

Infine va riconosciuto come perfino i personaggi di contorno siano ben caratterizzati e abbiano spesso delle battute significative che li rendono più di semplici comparse, tant’è che per alcuni di essi, come ad esempio la prosperosa e sagace prostituta Idelle o alcuni componenti minori della ciurma di Flint, i minutaggi si sono ampliati e anche la funzione che hanno assunto all’interno di alcune puntate è divenuta più consistente.

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Il cast

Il cast include un gruppo di talentuosi attori di varia provenienza geografica, con una formazione essenzialmente teatrale e televisiva, e in gran parte accomunati dalla caratteristica di non essere volti molto noti al pubblico. Toby Stephens, interprete dell’ombroso e battagliero Capitano James Flint, londinese,… Vedi tutto

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Commenti (1) vedi tutti

  • Che posso dire??? Serie bellissima, girata in location da sogno. Donne bellissime e sensuali; pirati ironici e crudeli. Da godere respirando l'aria salmastra e ricca di spezie!!!

    commento di krizily
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Guida agli episodi

  1. Prima stagione

    8 episodi Vedi tutto
  2. Seconda stagione

    10 episodi Vedi tutto
  3. Terza stagione

    10 episodi Vedi tutto
  4. Quarta stagione

    10 episodi Vedi tutto

In streaming

Disponibile interamente in streaming su NowTV e parzialmente (stagioni 1-2-3) su Netflix e su TimVision.

Produzione e ricezione

Black Sails è una serie di genere period drama e avventura creata da Jonathan E. Steinberg (Jericho, Human Target) e Robert Levine (Touch), con la produzione esecutiva di Michael Bay (Transformers, Armageddon, Pearl Harbor), e dei suoi partner di Platinum Dunes, Brad Fuller e Andrew Form, Chris Symes e Dan Shotz per il canale via cavo a pagamento Starz, già reduce dai successi di Spartacus, I Pilastri della Terra, Camelot e Da Vinci’s Demons.
Ha debuttato il 18 gennaio 2014 su YouTube, iTunes, Amazon Prime e su altre piattaforme di streaming e video on demand per poi essere trasmessa sul canale Starz una settimana più tardi, mentre erano già iniziate la produzione della seconda stagione.
Michael Bay, coinvolto per la prima volta nella produzione di un serial televisivo, ha praticamente dato carta bianca ai due sceneggiatori principali, Steinberg e Levine, dopo essere rimasto positivamente colpito dalla lettura dei primi script, intervenendo solo per alcune scelte del cast e nella post produzione degli effetti visivi, per i quali si è affidato ad un team di lavoro con cui aveva già collaborato in sue precedenti produzioni.
Anche se ambientata a New Providence, una delle isole più popolate dell’Arcipelago delle Bahamas, la serie è stata girata nei Cape Town Film Studios di Città del Capo, in Sudafrica, con la collaborazione del locale studio di produzione Film Afrika Worldwide. L’isola caraibica, con le sue varie location, è stata ricreata in una gigantesca backlot costruita da zero, che il cast ha descritto come una sorta di parco di divertimenti. Per le scene in mare sono state usate quasi sempre delle enormi vasche.
Benché secondo i critici più attenti e preparati la resa storica non sia priva di anacronismi, e sia l’abbigliamento che le armi risultino più simili a quelli in uso nel periodo di fine Settecento, la produzione milionaria non ha badato a spese, impiegando centinaia di fabbri, carpentieri e manovali per la ricostruzione delle scenografie, molto ricche e dettagliate, per i costumi dei vari personaggi, cuciti a mano e con stoffe provenienti da tutto il mondo, e naturalmente per le maestose navi che veleggiano sullo schermo grazie ad una valida commistione di effetti artigianali e computer grafica.
È il galeone da guerra spagnolo detto Man of War a detenere il record delle dimensioni: è lungo oltre 60 metri, dotato di 3 alberi, di cui un albero maestro alto 41 metri, e di 9 vele composte da tele di 340 grammi ciascuna; le funi sono invece fabbricate in poliestere, in modo da rendere più facili le manovre. Degli altri velieri sono state ricostruite solo le parti esterne e il ponte superiore, mentre gli interni sono stati realizzati in studio e l'effetto dell’oceano è stato riprodotto con sistemi meccanici.
Nella seconda stagione oltre 1000 comparse sono state reclutate per affollare le strade di Nassau, Londra e Charles Town, tutte quante ricostruite in set di posa.
Prima dell’inizio delle riprese gli attori sono stati impegnati per tre settimane in un estenuante campo di addestramento per scolpire i muscoli e le abilità fisiche necessarie ad entrare nella maniera più credibile nei panni di uomini abituati a combattere e faticare.
Una grande attenzione è stata riservata anche ai particolari della vita di bordo che contribuiscono a conferire un notevole realismo al racconto (carenatura, misurazione dei nodi, tattiche per gli arrembaggi o trucchi per gli avvistamenti), ricorrendo alla consulenza di veri capitani, storici militari, armaioli e ingegneri.
Se i registi cambiano ad ogni episodio, una nota a parte va riservata alla incalzante e suggestiva colonna sonora composta da Bear McCreary, già autore degli score di Battlestar Galactica, Human Target, The Walking Dead e Da Vinci’s Demons. Il compositore statunitense ha scelto di usare unicamente degli strumenti musicali in linea con il periodo di ambientazione, tra cui la ghironda, l’organino, la fisarmonica, liuti e flauti.
Black Sails ha già vinto due Emmy Awards nel 2014 per gli straordinari effetti speciali e l’eccezionale Sound Editing.
Ogni nuova stagione è stata in linea di massima giudicata migliore della precedente e attualmente su IMDB la media dei voti degli utenti sfiora l’8,1.
Se la prima stagione, nonostante l’intricata sceneggiatura e i numerosi colpi di scena, ha ricevuto giudizi contrastanti da parte della critica del settore e del pubblico che, pur riconoscendo e apprezzando l’alto livello tecnico, la preparazione degli attori e l’impatto visivo della storia e dei personaggi, hanno rimproverato l’eccessiva ambiguità e il poco approfondimento degli stessi come un punto debole per il coinvolgimento dello spettatore, la seconda stagione si è riscattata, ampliando gli scenari e i retroscena e riuscendo a mostrare una maggiore maturità sia a livello di scrittura che di rappresentazione dell’universo piratesco e storico di riferimento, distaccandosi dagli stilemi classici di una caccia al tesoro presentata nei primi episodi e accogliendo invece una maggiore dose di dramma oltre che di azione, accompagnati da un altrettanto solido arricchimento caratteriale dei personaggi e da un paio di scelte narrative coraggiose e originali.
La terza stagione ha continuato ad esplorare tanto i personaggi e le loro interazioni, raggiungendo nuove vette di profondità e di epicità, spingendo anche le capacità del reparto tecnico che ha dovuto ricostruire nuovi set, tra cui quello di un’intera isola con la sua relativa comunità, e realizzare scene di battaglia in larga scala sia per mare sia per terra, oltre ad uno spaventoso uragano ricreato in studio con raffiche generate da una macchina del vento a quattro eliche con motore V-8 e onde scaturite da serbatoi d’acqua di due tonnellate.
Alcune prestigiose testate online, quali Inverse, IGN e Collider, hanno acclamato la terza stagione come la migliore di sempre sia per il livello di spettacolarità sia per il grande lavoro di scrittura dei personaggi, il numero di intrighi e rivelazioni, oltre che per la notevole qualità dei dialoghi che contengono spesso quesiti filosofici, etici e morali niente affatto scontati in un prodotto di intrattenimento per il piccolo schermo.

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Le stagioni

Stagione 1

Nelle intenzioni degli autori, ogni episodio rappresenta un capitolo della storia complessiva che intendono raccontare, per cui i titoli sono semplicemente identificati da dei numeri romani. La prima stagione, composta da 8 episodi, è stata trasmessa in prima visione assoluta su Starz dal 25 gennaio al 15 marzo 2014, mentre in Italia è arrivata in prima visione satellitare sul canale AXN, della piattaforma Sky, dal 22 settembre al 27 ottobre 2014 e successivamente in chiaro su Rai 4 dal 30 novembre 2015 al 18 gennaio 2016.

Fungendo da introduzione e dovendo dunque soffermarsi nel presentare un gran numero di personaggi e sottotrame, è la stagione che obiettivamente soffre di più della necessità di offrire uno sguardo più superficiale e pittoresco all’ambientazione e ai protagonisti, senza poterne inquadrare in maniera compiuta le origini e le motivazioni e concludendosi con un finale molto aperto. In generale, ruota attorno al classico tema della caccia ad un fantomatico tesoro, quello del galeone spagnolo dell’Urca de Lima, che scatena le rivalità delle varie ciurme presenti sull’isola di New Providence, mettendo in discussione equilibri, alleanze, ambizioni e priorità di ciascun abitante.

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Stagione 2

La seconda stagione, confermata ancora prima della conclusione della prima e salita a 10 episodi, è andata in onda negli Usa su Starz dal 24 gennaio al 28 marzo 2015, mentre in Italia il canale satellitare AXN questa volta l’ha proposta in prima assoluta a meno di 48 ore di distanza dagli Stati Uniti, dal 2 febbraio al 30 marzo 2015, e su Rai 4 è iniziata il 9 marzo con due episodi settimanali. Rispetto ai precedenti, questi episodi riprendono esattamente laddove si era interrotto il finale e portano avanti le vicende tramite l’aggiunta di alcuni nuovi personaggi, tra cui il sanguinario e psicopatico pirata Ned Low, il nobile lord Thomas Hamilton e il corrotto governatore della Carolina Lord Peter Ashe, ma si concentrano anche nell’esplorare, tramite dei flashbacks ambientati a Londra, i fantasmi del passato che tormentano il Capitano Flint e lo costringeranno a fronteggiare insieme ai compagni la minaccia incombente di un giudizio da parte delle autorità inglesi, forzandoli a decidere da che parte schierarsi, se tornare ad essere uomini o lasciare che il resto del mondo li condanni come mostri.

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Stagione 3

La terza stagione, composta anch’essa da 10 episodi ed entrata in produzione durante la trasmissione della seconda, è stata programmata sempre dal canale statunitense Starz dal 23 gennaio al 26 marzo 2016; in Italia Sky Atlantic se ne è assicurata la prima visione assoluta a meno di 72 ore di distanza dagli Stati Uniti, dal 26 gennaio al 29 marzo 2016.
Più delle precedenti stagioni, la terza ha rimarcato il tema dei pirati in guerra aperta contro il mondo, moltiplicando sia gli scenari di azione, sia i riferimenti al romanzo di ispirazione, integrando nella trama due personaggi di peso quali il leggendario Edward Teach, di ritorno a Nassau dopo otto anni di esilio, e l’ex corsaro Woodes Rogers, nominato nuovo Governatore di New Providence, con la missione di sconfiggere la pirateria nelle Indie Occidentali e restituire l’isola al dominio inglese con la promessa di un’amnistia generale. L’arrivo di questi due nuovi attori e la scoperta di altri nemici, non mancherà di portare ulteriore scompiglio tra le file dei bucanieri, innescando scontri e rivolgimenti di fronte dagli esiti imprevedibili.

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Stagione 4

La quarta e ultima stagione, composta da 10 episodi, viene trasmessa dal canale statunitense via cavo Starz dal 29 gennaio al 2 aprile 2017.

In Italia viene trasmessa in prima visione su Sky Atlantic dal 4 settembre al 9 ottobre 2017.

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