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La politica è donna
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La politica è donna. Questo ci dice il mondo del fantasy seriale, sebbene la realtà dica tutt'altro. Senza sciorinare frasi fatte e cliché, la rappresentanza femminile (non solo nel nostro paese, dove appena qualche mese fa si parlava di "una donna" generica come possibile scelta per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica) rimane difficile, osteggiata da fattori sociali - sicuramente - e anche culturali, che rallentano maggiormente qualsiasi tentativo di fare passi in avanti. E dunque, se la politica femminile fa fatica nel mondo reale, nel mondo del fantasy e delle serie TV le donne ricoprono un ruolo primario. 

The house of dragon (sono uscite le prime due puntate in italiano su now tv) è l'attesissimo prequel de Il trono di spade, nel quale vengono raccontate le vicende legate alla dinastia Targaryen quasi duecento anni prima la nascita di Daenerys Targaryen, la principessa nata dalla tempesta, ecc... che nel gioco dei troni ha un unico obiettivo: riconquistare il luogo che di diritto le appartiene: la corona del regno di Westeros, il trono di spade, appunto. 

In queste prime due puntate, i rimandi alla serie madre sono stati innumerevoli: dai capelli di Rhaenyra al suo Drakarys, parola usata da Daenerys per dare ordine ai suoi draghi di fare fuoco, simbolo dunque del suo potere e della sua famiglia. Non sono mancate profezie sul terribile inverno che un giorno lontano, non si ancora quando, si sarebbe abbattuto su quella terra. Strizzatine d'occhio che servono come ponte tra le due serie, già paragonate e commentate sul web (forse è un po' troppo presto per paragoni e accostamenti). 

Eccoci tornati a Westeros, nel mondo fanta-medievale creato da George R. R. Martin ricco di incesti, sangue e ambizione al potere, dopo appena tre anni dall'ultima - disappointing Sorry Epic - stagione. (Inizio spoiler). Con l'oscurità ormai aldiqua della barriera, le figure politiche - due donne - continuavano a fronteggiarsi per il trono di spade. Daenerys, appunto, figlia del re folle, ultimo dei Targaryen sul trono di spade e Cersei Lannister, sadica e fredda figura di potere che detiene lo scettro dopo la morte dei figli e l'assenza di un successore (senza dimenticare Sansa, da alcuni considerata come l'unica vincitrice dei giochi, futura regina del nord). E gli uomini? Non pervenuti, anche se così non sarà alla fine. L'eroe di tutte le stagioni, Jon Snow, che finalmente sa la verità, borbotta e nulla più: She's my Queen di qua, i don't want to be a king di la, tirandosi fuori dalla competizione da subito, anche se molti, nel mondo fantasy e in quello reale, erano proprio lui che volevano vedere seduto sul trono di spade. Su questa rivalità tutta femminile si basano le ultime due stagioni della serie (con l'esercito dei morti che avanza lentamente, ma non interessa tantissimo alla politica, un po' come il cambiamento climatico), salvo poi, con un vero colpo di scena finale, rimettere tutto nelle mani di un uomo, il più insospettabile tra quelli presenti. Così muore la serie, tra deboli applausi e tanti fischi. (Fine spoiler).

E allora, appena tre anni dopo, eccoci di nuovo nelle insidie delle sale di King's landing. Duecento anni prima quasi nulla sembra essere cambiato - approdo del Re continua a essere un bordello a cielo aperto, sadici pazzi vogliono il trono, non mancano le classiche lotte familiari - eccetto qualche drago in più che svolazza nei cieli. 

Uno di questi, Syrax, appartiene a Rhaenyra, figlia del re Viserys Targaryen, un Enrico VIII inetto e con poca cattiveria, che cerca disperatamente un erede maschio spinto dal suo consiglio (interamente al maschile), in cui non mancano i soliti assetati di potere che cercano in qualsiasi modo di avvicinarsi al re; e infine Daemon, il fratello del re, carattere sanguigno e poco propenso all'agire legale, in appena due puntate si farà riconoscere per il suo comportamento. Ecco i protagonisti maschili.

Ma se gli uomini parlano, e tanto, le donne agiscono, si lanciano occhiate, preparano strategie. In appena due puntate sono già state tratte le linee guida per il futuro (almeno della prima stagione): sarà una lotta tra donne.  

La politica a Westeros si riconferma donna. Certo, i precedenti (del futuro) non sono per nulla promettenti. Che Rhaenyra condivida qualcos'altro con Daenerys oltre a una folta chioma bionda, un nome molto simile e un drago usato come strumento di potere (e ci mancherebbe!)? Buon sangue non mente, dice il famoso proverbio. Forse in questo caso è meglio augurarsi il contrario.

 

 

Emilia Clarke, Nathalie Emmanuel

Il Trono di Spade (2011): Emilia Clarke, Nathalie Emmanuel

 

 

 

 

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