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How to Change Your Mind - Psilocybin
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Ci sono molte varietà di funghi contenenti psilocibina in giro per il mondo. In Europa e specialmente nei Paesi nordici, in Inghilterra e Galles per esempio, la psylocibe semilanceata, comunemente chiamata liberty cap, è una delle più frequenti. Si può trovare nei campi, in particolare quelli in cui hanno pascolato pecore o in prossimità di gruppi di rocce. Il periodo di raccolta è novembre. Personalmente ho usato diverse volte questi funghi e diciamo che con un dosaggio fra i trenta e i quaranta esemplari si possono già avere profonde esperienze  di conoscenza di sé stessi e della propria essenza, luminosi e colorati insights e meravigliose visioni geometriche ad occhi chiusi o aperti, con i patterns sulle superfici degli oggetti, delle pareti e dei mobili (se siete in casa) in continuo movimento, come se stessero danzando e la percezione che le cose respirino, le pareti della stanza, i loro magnifici colori che pulsano e sono vivi e altre impressioni personali che non è così facile spiegare perché oltrepassano il linguaggio verbale e perciò se ne ha, nel  momento in cui avvengono, una comprensione intuitiva che dopo è difficile trasformare in parole. Però ho sempre avuto la sensazione, durante queste esperienze, che qualcuno stesse cercando di insegnarmi qualcosa in una maniera così intima che arrivava alle radici stesse del mio essere. Ci si sente simili a delle piante appartenenti al mondo vegetale in alcuni frangenti (soprattutto se assumete i funghi in un prato e siete circondati dalla natura) e dopo si prova una maggiore familiarità con esse. Devo dire che il mio modo di guardare gli alberi (che cominciano ad essere visti come esseri aventi una propria personalità) o di percepire la presenza di piante e fiori è cambiata per sempre. Ne riconosco la vita, la coscienza e la saggezza.

 

Nel secondo episodio di How to Change Your Mind si parla principalmente dei funghi contenenti psilocibina che si possono trovare in Sud America e anche  in questa occasione Michael Pollan cerca di ricostruire una breve storia del loro utilizzo e di come la loro conoscenza sia arrivata da pochi adepti ad un pubblico molto più vasto. Alcune delle popolazioni mesoamericane ne facevano un uso rituale e religioso e lo hanno fatto senza essere disturbati per centinaia di anni, prima dell’arrivo dei conquistadores che, nel rispetto della propria indole piena di ignoranza e violenza (abbinata alla fede cattolica), cercarono di distruggerne la presenza nelle cerimonie dei nativi. Alla carne degli dei (teonanacatl), così erano chiamati i funghi, venne poi sostituta, da parte dei missionari spagnoli, il corpo di cristo (l’ostia), peccato che la prima avesse realmente un potere spirituale mentre la seconda era solo una simbolica comunione con il divino. Comunque sia, in un modo o nell’altro, la tradizione di usare i funghi sacri in un contesto cerimoniale di guarigione si tramandò fino ai nostri giorni, soprattutto attraverso la figura del curandero, che incorporò dentro la propria pratica anche alcuni elementi del cattolicesimo, soprattutto in termini di figure religiose e iconografia sacra. R. Gordon Wasson, banchiere e micologo, insieme alla moglie Valentina furono le persone che fecero conoscere questi funghi alle masse, soprattutto negli Stati Uniti, dopo un viaggio fatto in Messico e la pubblicazione su Life di un articolo dal titolo Seeking the Magic Mushroom (1957). Mr. Wasson fu iniziato, in una cerimonia, ai segreti dei funghi sacri dalla curandera Maria Sabina e dopo che l’articolo su Life fu pubblicato il pueblo dove essa viveva si trasformò in una meta per hippies e beatnik in cerca di esperienze allucinogene, con grande disappunto della comunità autoctona. Wasson entrò poi in contatto con Albert Hoffman e il chimico svizzero riuscì a individuare la psilocibina come uno dei composti psicotattivi dei funghi e a sintetizzarla; fatta provare alla famosa curandera, la risposta di quest’ultima fu molto chiara, lo spirito presente nelle pillole che le erano state date era lo stesso dei funghi.

 

Una buona parte della puntata è poi incentrata sulle esperienze fatte da alcune persone con la psilocibina in campo medico, con riprese video delle sessioni in cui assumono un dosaggio abbastanza alto della sostanza ed è interessante ascoltare le loro testimonianze e riflessioni. Per molti è stata una esperienza che gli ha cambiato la vita, in meglio. In piccoli dosaggi, rimanendo nella fase di threshold, i funghi hanno uno splendente effetto di pace interiore, di calma e felicità e questa lucentezza rimane con noi per molto tempo. Un altro effetto che ho notato, una volta che ho preso i funghi con una persona che non conoscevo, è l’apertura del cuore, la facilità di entrare in contatto con lei, come se tutte le solite barriere svanissero e potessimo sentirne la presenza, senza nessun giudizio, nessuna paura o diffidenza. Di solito tendo a fare queste esperienze  per conto mio, data la mia natura introspettiva e solitaria. E anche Michael Pollan al termine di questo episodio fa la sua conoscenza con i funghi magici (non sappiamo quali), prendendone due grammi e ci racconta le sue sensazioni, quelle legate alla musica, quelle visive mentre va a pisciare e l’urina risplende fra gli zaffiri della ceramica della tazza in frattali che si espandono concentrici intorno a lui (ricordo qualcosa di simile in un cesso chimico di Vondelpark) e quello che vede una volta che si mette davanti allo specchio. Molte volte pensiamo che la morte sia qualcosa di estraneo a noi eppure essa esiste al nostro interno e una volta che la vediamo e la conosciamo e la sentiamo parte del nostro essere, essa smette di farci paura. E quel buio che credevamo la fine diventa la luce verso la quale arriveremo.

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