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Sicilia Queer FilmFest XII
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Dal 30 maggio al 5 giugno 2022 ai Cantieri Culturali della Zisa di Palermo si terrà il Sicilia Queer FilmFest, edizione XII. Quest'anno per la prima volta sono stato invitato a entrare a far parte del programming team per i lungometraggi, in particolare per stabilire i titoli del concorso Nuove Visioni, che ogni anno consegna un premio al film votato vincitore da una giuria ufficiale. Dal 2014 sono uno spettatore attivo e costante del festival, sono lentamente entrato a far parte della loro famiglia, e quest'anno mi è giunta questa proposta, che mi ha abbastanza sorpreso. Non avrebbe dovuto, sulla base di quanto viene detto in una conversazione che ho avuto con il direttore artistico, Andrea Inzerillo, qualche giorno fa. E' stata caricata sul podcast che conduco da quasi 3 anni, il Salotto Monogatari: lascio qui un link a chi volesse ascoltarla: https://www.youtube.com/watch?v=HYAnZi_wWi0 

 

Le parole del direttore, citando quelle del direttore del Festival Queer Lisboa, sono quelle di chi crede che un festival dovrebbe essere strumento di emancipazione, di visione del nuovo e di condivisione. Un festival che sia di ricerca ma anche di comunità dovrebbe, nel caso più ideale, vedersi composto da tanti appassionati di cinema, dai più "alti in grado" fino ai volontari, una famiglia di appassionati che hanno in comune il desiderio di rimanere colpiti, commossi o sconcertati dal grande schermo. Ecco perché in realtà, a seguito del contatto diretto che avevo avuto con il "dietro le quinte" del festival durante gli ultimi anni, il mio inserimento ufficiale nel team è stato - comunque con invariata sorpresa - paradossalmente un'evoluzione naturale. 

 

Ed è vero che negli ultimi 6 anni almeno, tra Venezia e altri festival a cui ho potuto partecipare, tendevo a cercare il "film per il Sicilia Queer", e se sospettavo ce ne fosse qualcuno lo segnalavo senza attendere oltre. Perché il Sicilia Queer, pur essendo apparentemente un festival tematico, ha in realtà creato un modus, un'identità, fatta di tutti i film scelti negli ultimi anni. Ma è anche un'identità organica e cangiante, si aggiorna, si trasforma, e se guardo il festival retroattivamente dopo 9 anni, devo dire che è stata una trasformazione organica davvero, con un senso, un fil rouge

 

Fare il selezionatore è un compito piuttosto curioso. Vedi tante cose, accumuli, rifletti, ti confronti, e qualcosa rischia pure di scivolare via. Ci sono stati momenti di confusione, ma certi film sono state realmente visioni, cose che capisci subito stanno bene dentro il Sicilia Queer, si meritano quel "logo". E' questo che dovrebbero fare i festival "piccoli": procedere con un'identità, far accumulare ai selezionatori perché alla fine il risultato finale per il pubblico sia vario ma non generalista, sia diversificato ma non dispersivo. E pensiamo che quest'anno, com'è successo gli altri anni, la selezione corrisponda a questo ideale.

 

Di seguito, illustro le sezioni di lungometraggi e cortometraggi che saranno presentati al festival, con qualche commento qui e lì. In ordine: il concorso di lungometraggi Nuove Visioni, il concorso di cortometraggi Queer Shorts, la sezione Presenze dedicata a Mark Rappaport, la sezione fuori concorso Panorama Queer, la sezione di storia del cinema internazionale Carte Postale à Serge Daney e la sezione dedicata al cinema italiano Retrovie Italiane. Buona lettura!

 

Sicilia Queer filmfest - FilmFreeway

 

CONCORSO NUOVE VISIONI

 

First Time [The Time for All But Sunset - VIOLET] di Nicholaas Schmidt, Germania 2021.

 

Un treno, due ragazzi, e il mondo che scorre accanto a loro. Più che mai siamo in grado di percepire l'invisibile che succede, l'impossibile che c'è ma non si palesa. Un'esperienza contemplativa.

 

 

The End of Wonderland di Laurence Turcotte-Fraser, Canada 2021. Anteprima nazionale

 

Un insight nel making of di un immaginario camp folle ed imperdibile.

 

 

Jerk di Gisèle Vienne, Francia 2021. Anteprima nazionale 

 

Jonathan Capdevielle vi racconta una storia. No, mi correggo, ve la fa vivere. No, meglio, ve la fa scorrere addosso, vi ci fa sporcare, vi fa guardare in un abisso da cui non si torna indietro.

 

 

Extraneous Matter di Kenichi Ugana, Giappone 2021. 

 

Qualcuno l'aveva visto a Torino. Noi lo riproponiamo in concorso perché è un incontro abbastanza inaudito di triviale e di sublime. Qualsiasi appassionato di weird giapponese non può perderselo. Tutti gli altri saranno il triplo stupiti.

 

 

Freedom from Everything di Mike Hoolboom, Canada 2022. Anteprima nazionale

 

Cos'hanno in comune il neoliberismo e Akira Kurosawa? Siamo mercenari di un presente in cui dover gestire la propria verità, immersi in un mondo di immagini incalcolabili.

 

 

The Cathedral di Ricky D'Ambrose, USA 2021.

 

Una delle promesse del cinema indie statunitense. Che ci ricorda come dell'infanzia rimangano alcuni ricordi nitidi, e alcuni decisamente più soffusi. 

 

 

Petite nature di Samule Theis, Francia 2021. 

 

Diciamocelo, e diciamocelo anche fra cinefili snobbettini cuori di pietra, questo film è di una dolcezza incredibile. E come ogni film dolce, è fragile. E come ogni film dolce e fragile, porta con sé una buona dose di crudeltà.
E diciamocelo, c'è Child in Time dei Deep Purple. E diciamocelo ancora, i film che mettono in colonna sonora The Disintegration Loops di Basinski stanno giocoforza su un altro livello.
 
 
Errante Corazon di Leonardo Brzezicki, Argentina 2021. Anteprima nazionale 
 
Pochi all'epoca riuscirono a vedere Noche di Leonardo Brzezicki. Ancora meno, credo, lo apprezzarono quanto me. Ebbene, sia che apprezzaste Noche, sia che non lo apprezzaste, sia che non lo vedeste, sia che non ne avete manco sentito parlare, qui siamo su altri lidi totalmente. Non contempliamo più stanze, boschi e laghi nella nebbia, ma siamo nella vita (comunque altrettanto nebbiosa) di Santiago; e Brzezicki ha questa capacità, da melodramma rovente, di trasportarci da una situazione all'altra della vita del protagonista con semplicità ed energia, capacità che io personalmente trovo soltanto in qualche film europeo di fine Novecento, soprattutto francesi. Un attaccamento tale, alla vita di Santiago, che ne arriviamo a vivere aspettative e delusioni anche quando ci aspettiamo che vada tutto male, anche quando sappiamo che quel momento finirà. L'amore di qualche ora o la scappatella casuale sono vissute con uguale intensità, con uguale voglia di rischiare le incertezze di quella situazione. Con uguale intensità ne viviamo le conseguenze pratiche ed emotive. E' un film bellissimo.
 
 
Un été comme ça di Denis Coté, Canada 2022. Anteprima nazionale
 
Coté ha già fatto tanti film, nei circuiti lo conoscono. Eppure l'Italia forse l'ha appena sfiorata. E il film, che insegue tre ragazze ossessionate dal sesso, è garanzia di confronti e discussioni.
 
 
 
CONCORSO QUEER SHORTS
 
Valga per i corti un discorso generale. Sono sguardi da tutto il mondo, sono moltissimi sguardi di donne (7 su 12), sono esplorazioni, orrori, viaggi, trip, caleidoscopi, sorprese e visite nell'oltretomba. Io non sono parte del comitato di selezione dei cortometraggi, quindi mi sento ancora più libero di dire che hanno fatto, quest'anno, un lavoro davvero ottimo.
 
 
Dans le silence d'une mer abyssale di Juliette Klinke, Belgio 2020. Anteprima nazionale 
 
 

Aos dezasseis di Carlos Lobo, Portogallo 2022. Anteprima nazionale

 

 

Amygdala di Maria Hatzakou, Grecia 2021. 

 

 

Mémoires des méduses di Morgane Frund, Svizzera 2021. Anteprima nazionale

 

 

St. Jude di Pauline Quinonero, Francia 2021. Anteprima nazionale

 

 

Too Rough di Sean Lionadh, Regno Unito 2022.

 

 

L'incanto di Chiara Caterina, Italia 2021.

 

 

Perchés di Guillame Lelio, Francia 2021. Anteprima nazionale 

 

 

Um Quarto na Cidade di Joao Pedro Rodrigues e Joao Rui Guerra da Mata, Portogallo 2021. Anteprima nazionale

 

 

Sad Cowboy Platonic Love di Ciel Sourdeau, Svizzera 2021. Anteprima nazionale

 

 

Kerel (Sea of Love) di Jon Cuyson, Filippine 2021. Anteprima mondiale

 

 

 

Ob Scena di Paloma Orlandini Castro, Argentina 2021. Anteprima nazionale

 

 

Mars exalté di Jean-Sébastien Chauvin, Francia 2022. Anteprima nazionale 

 

 

 

PRESENZE (MARK RAPPAPORT)

 

SICILIA QUEER FEST 12 - Mark Rappaport protagonista della sezione  "Presenze" - CinemaItaliano.info

 

Un nome invisibile, la cui invisibilità fa bene il paio con l'assunto del suo cinema "video-saggistico": guardare alla storia della Settima Arte come dallo spioncino, dalla porta di servizio, dal lato dei dettagli, dei feticci e dei bordi dell'immagine. Guardarla attraverso le personalità e le identità dei suoi protagonisti, sì, ma anche delle sue comparse, e delle sue invisibili ossessioni. Guardarla come un appassionato libero, libero di ossessionarsi con un certo tipo di cinema, libero di ignorarne altro, libero di ignorare altresì i libri di storia, i saggi ufficiali e la "fama" del tempo. Oggi si ha un'idea del cinema hollywoodiano come di un cinema troppo centrale storicamente per essere laterale; nei saggi di Rappaport (ma anche nei suoi film di finzione, in senso lato), il cinema di Hollywood ritorna laterale, subacqueo, un coacervo di allusioni a cose indicibili, un coro di leitmotiv rimasti stipati dietro il sipario, una successione di aneddoti sia comici che crudeli. Non è mostrare gli altarini di un'industria che ha determinato l'immaginario delle arti del Novecento, è deformarla a una complessità molteplice di cui sembra essere stata privata per semplicità. Forse addirittura trascuratezza. Al Sicilia Queer si avrà la possibilità di discorrere anche di persona con un piccolo genio degli archivi e delle segrete anomalie della Golden Age of Hollywood.

 

Blue Streak, USA 1971. Anteprima nazionale 

Rock Hudson's Home Movies, USA 1992. 

From the Journals of Jean Seberg, USA 1995.

The Silver Screen. Color Me Lavander, USA 1997. 

Becoming Anita Ekberg, USA 2014. Anteprima nazionale

The Vanity Tables of Douglas Sirk, USA 2014.

Max & James & Danielle..., USA 2015. Anteprima nazionale

Chris Olsen - The Boy Who Cried, USA 2016. Anteprima nazionale

Debra Paget, For Example, USA 2016. Anteprima nazionale

Sergei/Sir Gay, USA 2016.

Tati vs. Bresson: The GagUSA 2016. Anteprima nazionale

Will Geer: America's GrandpaUSA 2018. Anteprima nazionale 

The Stendhal Syndrome, or My Dinner with Turhan Bey, USA 2020. Anteprima nazionale

Martin und Hans, USA 2021. Anteprima nazionale

 

PANORAMA QUEER

 

Hideous di Yann Gonzalez, Francia 2022. Anteprima nazionale

 

Fresco fresco di Semaine de la Critique di Cannes, membro fedele del manifesto Flamme che raggruppa alcuni registi francesi fra cui Bertrand Mandico, Caroline Poggi e Jonathan Vinel, un videoclip glittercore dal gustosissimo sapore camp. 

 

 

Bébé Colère di Jonathan Vinel e Caroline Poggi, Italia/Francia 2020. 

 

 

El auge del humano di Eduardo Williams, Argentina/Portogallo/Brasile 2016.

 

Immaginate di star facendo un viaggio, in cui state vedendo tanti posti nuovi, e che durante questo viaggio però siate perennemente sotto ipnosi, in uno stato in cui c'è qualcuno (il film) che vi dice dove andare, cosa vedere, cosa inseguire. Nell'alterità la crudezza dei corpi veri (colonizzati, sommersi, prostituiti) non si esaurisce, è più presente che mai; eppure è altro, è un attimo sospeso e prolungato per la durata di un film.

 

 

The Canyon di Zachary Epcar, USA 2021. 

 

 

Viva Forever di Sinje Kohler, Germania 2021. 

 

 

Wild Nights with Emily di Madeleine Olnek, USA 2018. 

 

 

Porpora di Roberto Cannavò, Italia 2021. 

 

 

Gendernauts. A Journey Through Shifting Identities di Monika Treut, Germania 1999.

 

 

Genderation di Monika Treut, Germania 2021. 

 

 

918 gau di Arantza Santesteban, Spagna 2021. 

 

 

Masking Threshold di Johannes Grenzfurthner, Austria 2021. Anteprima nazionale 

 

Una cosa del genere al Sicilia Queer non l'avete mai vista. Esagererei dicendo che a Palermo in generale questa cosa non l'avete mai vista. E questo specifico film in Italia non è stato mai visto. E quindi vi propongo di "sperimentarvi" nella visione di questa follia martellante e chirurgica, horror found footage sotto mentite spoglie, schizzato e frantumato. Come direbbe il buon Cronenberg: "qualcuno scapperà dalla sala".

 

 

Lassù di Bartolomeo Pampaloni, Italia/Francia 2022. 

 

 

Agatha di Beatrice Gibson, Regno Unito 2012. 

 

Ed ecco un'altra sfida: se potesse usarsi solo il corpo per comunicare? E la parola non esistesse? I film di Beatrice Gibson propongono questo ed altri dilemmi fantastici, in cui si incrociano caso, memoria e sorellanze lontane ma vicinissime. I suoi lavori offrono la rara possibilità di 'posarsi' e meditare.

 

 

I Hope I'm Loud When I'm Dead di Beatrice Gibson, Regno Unito 2018. 

 

 

Deux soeurs qui ne sont pas soeurs di Beatrice Gibson, Francia/Regno Unito 2019. 

 

 

Dear Barbara, Bette, Nina di Beatrice Gibson, Francia/Regno Unito 2021. 

 

 

Il tempo della tartaruga di Costanza La Bruna, Italia 2022. Anteprima mondiale

 

 

Great Freedom di Sebastian Meise, Germania 2021. 

 

 

Vous ne désirez que moi di Claire Simon, Francia 2021. 

 

C'è un momento magnifico in questo film, in cui usciamo da una stanza in cui ci eravamo ambientati, e veniamo catapultati per qualche minuto fuori, in silenzio. Quando torniamo nella stanza non siamo più gli stessi.
Per Duras non c'è rapporto amoroso senza sofferenza; ma in questo film si consuma la passione di qualsiasi altro rapporto possibile. Fra intervistatore e intervistato, fra sguardo e cinepresa, fra campo e controcampo, fra tempo e spazio, fra prima e dopo, fra vivi e morti. Tutto il mondo in una stanza.
 
 
Vortex di Gaspar Noé, Francia 2021. 
 
Film di chiusura, di fatto e di sostanza, chiude idealmente tutto. Dopo che Climax, nel 2019, al Sicilia Queer aveva aperto le danze.
 
 
CARTE POSTALE A SERGE DANEY
 
Madame de... di Max Ophuls, Francia 1953.
 
In The Circle Closes, Mark Rappaport paragona Madame de... a Winchester '73ViridianaAu Hasard Balthazar perché tutti e quattro i film sono animati da un oggetto inanimato. Che determina destini e follie. Ophuls è un mago del melodramma, ma è anche vispo e sagace, e i suoi sguardi inglobano gioie e tragedie come in una giostra infinita, in una messa in scena che si rielabora costantemente, piega per nuove direzioni, crea e annienta. 
 
 
Advise & Consent di Otto Preminger, USA 1962. 
 
Ma che ve lo dico a fare. Charles Laughton che fa monologhi antipatici e istrionici, Henry Fonda che è buono come ce lo ricordiamo ma manco troppo e ci viene pure qualche dubbio, Preminger che si muove fra le colonne di Capitol Hill come se volasse, Gene Tierney che è la donna più bella della storia dell'universo terracqueo, e tutto il resto.
 
 
RETROVIE ITALIANE
 
Requiescant di Carlo Lizzani, Italia 1967. 
 

 

 

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