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CONSIGLI D'AUTORE 12 - Da Luhrmann a Menzel
di Utente rimosso (SillyWalter) ultimo aggiornamento
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Utente rimosso (SillyWalter)

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CONSIGLI D'AUTORE  12 - Da Luhrmann a Menzel

Il cuore della dodicesima è la trinità viva e attiva Lynch - Malick - Mann. Tre diverse coordinate degli Stati Uniti odierni più sconfinati. Qualche parola d'accompagnamento è necessaria soprattutto per l'enigma Malick, su cui mai si penserebbe di trovare altro che rumors e leggende. Invece abbiamo a disposizione prima di tutto una manata di film selezionati dal nostro per una rassegna del Philbrook Museum of Arts di Tulsa in Oklahoma. Qualcuno forse ricorderà di averne sentito parlare perché in questa cinquina c'è la conferma a un bisbiglio che circolava già da un po': ZOOLANDER è effettivamente uno dei film preferiti dello schivo regista che visse due volte (o forse è il suo scherzo migliore al circo mediatico). Gli altri consigli di Malick vengono da vicino, Festa del cinema di Roma 2007, dove il buon Terry ha pubblicamente e incredibilmente esibito e commentato le sue preferenze in materia di cinema italiano (qui un resoconto più esaustivo: http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-regista-senza-volto-conversazione-con-terrence-malick/)... Primo contributo carioca in assoluto con Fernando Meirelles, che fortunatamente non si scorda del cinema di casa e ci porta in dote due poco frequentati titoli brasiliani (inediti nelle nostre liste) e tra l'altro molto utili a capire le radici del suo stile. Stessa cosa fa il ceco Jiri Menzel premiando diversi connazionali dei tempi belli della Nová Vlna (senza, per la verità, troppe sorprese per chi conosce "l'onda cecoslovacca")... Se anche i giudizi sulla sua dimensione autoriale non sono sempre concordi, Baz Luhrmann si rivela quanto meno un vero cinefilo ad ampio spettro grazie all'invidiabile allenamento fatto da bambino nel cinema di famiglia (laddove altri particolari militareschi della sua infanzia risultano invece meno invidiabili)... Le ultime due poltrone sono riservate al grande Sidney Lumet e al troppo dimenticato Paul Mazursky, entrambi ebrei newyorkesi, entrambi attori ricaduti sul morbido della regia, ed entrambi carichi di storie di cinema vissuto.

 

 

Beccatevi questi:

Baz Luhrmann  (MOULIN ROUGE!; BALLROOM) 

Sidney Lumet  (QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI; SERPICO) 

David Lynch  (VELLUTO BLU; ERASERHEAD) 

Terrence Malick  (LA SOTTILE LINEA ROSSA; LA RABBIA GIOVANE) 

Michael Mann  (HEAT - LA SFIDA; MANHUNTER) 

Paul Mazursky  (HARRY E TONTO; UNA DONNA TUTTA SOLA) 

Fernando Meirelles  (CITY OF GOD; THE COSTANT GARDNER) 

Jiri Menzel  (TRENI STRETTAMENTE SORVEGLIATI; IL MIO PICCOLO VILLAGGIO) 

 

 

Per chi se li fosse persi:

1 - Da Allen a Aronofsky                          7 - Da Friedkin a Hathaway

2 - Da Assayas a Bergman                      8 - Da Haynes a P. Jackson

3 - Da Bertolucci a Tim Burton               9 - Da Jarman a Kieslowski

4 - Da Cameron a Craven                      10 - Da Kitano a Kurosawa

5 - Da Cronenberg a De Sica                 11 - Da Lean a Loach

6 - Da Dreyer a Frears

 

Playlist film

Guerra e pace. Incendio a Mosca

  • Drammatico
  • Urss
  • durata 98'

Titolo originale Vojna i mir

Regia di Sergey Bondarchuk

Con Lyudmila Saveleva, Sergey Bondarchuk, Vyacheslav Tikhonov, Boris Zakhava, Anatoli Ktorov

Guerra e pace. Incendio a Mosca

consigliato da   BAZ LUHRMANN 

"Uno dei miei più grandi amori cinematografici di sempre, e l'ho visto tre volte, è GUERRA E PACE di Bondarchuk. Non sono in tanti ad averlo potuto vedere. È stato fatto in epoca sovietica. Sarei felice di rivederlo ancora – tra l'altro dura 12 ore. Ci sono voluti 10 anni per realizzarlo, ed alcuni attori sono morti nel periodo della realizzazione del film. È un po' influenzato dall'essere un film degli anni '60, quindi ha un po' una vena da trip acido; è un po' astratto. Ma ha alcuni dei più raffinati esempi di recitazione russa di quell'era. Sono stato profondamente influenzato dal teatro russo e dal loro stile recitativo. È stato girato con cineprese e pellicole a cui semplicemente non abbiamo mai avuto accesso. Se non sbaglio, durante i titoli d'apertura la cinepresa è dentro una capsula spaziale indirizzata verso la Terra. È probabilmente il più grande dolly della storia del cinema. Sulle prime si pensa, "Beh, questo sarà noioso," ma se resistete credo che vi ritroverete trascinati dentro. E la ragazza che ha interpretato Natasha [Lyudmila Savelyeva] è una sosia di Audrey Hepburn ed è una delle più luminose stelle che sia mai capitata su uno schermo." ~ Baz Luhrmann 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Star 80

  • Drammatico
  • USA
  • durata 102'

Titolo originale Star 80

Regia di Bob Fosse

Con Mariel Hemingway, Eric Roberts, Cliff Robertson, Carroll Baker

Star 80

consigliato da   BAZ LUHRMANN 

"STAR '80 credo proprio che meriti una visita, perché non è stato un film di successo e trattava di un crimine odioso. Il film in sé è fatto in maniera brillante in termini di ritmo e narrazione; se lo guardate noterete che un mucchio di registi della mia epoca sono stati influenzati da quest'estetica. La grande abilità di Bob Fosse con la narrazione ritmica è molto viva nel film, e la cosa davvero intrigante è che prende un vero capitolo della storia di Hugh Hefner e del mondo di Playboy e lo racconta come una specie di thriller psicologico – ma con un bel po' di teatralità alla Fosse. Perciò penso che sia una sorta di piccola gemma fuori dai radar." ~ Baz Luhrmann

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

America, America dove vai?

  • Drammatico
  • USA
  • durata 110'

Titolo originale Medium Cool

Regia di Haskell Wexler

Con Robert Forster, Verna Bloom, Peter Bonerz, Peter Boyle

America, America dove vai?

consigliato da   BAZ LUHRMANN 

"Vado pazzo per questo film. Per me da quegli anni vengono un mucchio di grandi film perché li vedevo nel nostro cinema quand'ero bambino [Il padre di Luhrmann per un periodo gestì un cinema], ma quello che amo di AMERICA, AMERICA DOVE VAI? è che anticipa l'idea di prendere un vero evento storico e cucirgli addosso un dramma. È per questo che è grande. Robert Forster è splendido in questo film. Per non parlare – qui sarò un po' frivolo – dei fantastici abiti. È un grande film pop culturale." ~ Baz Luhrmann 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Cappello a cilindro

  • Musicale
  • USA
  • durata 101'

Titolo originale Top Hat

Regia di Mark Sandrich

Con Fred Astaire, Ginger Rogers, Edward Everett Horton, Helen Broderick, Erik Rhodes

Cappello a cilindro
altre VISIONI

In streaming su Chili

consigliato da   BAZ LUHRMANN 

INTERVISTATORE: "Quali sono i tuoi musical preferiti?" 

BAZ LUHRMANN: "Credo di avere gusti che spaziano da CAPPELLO A CILINDRO a SPETTACOLO DI VARIETÀ a CABARET. Amo i primi musical di Elvis, ma amo anche WEST SIDE STORY, che invece è una tragedia."

 

LISTA COMPLETA di LUHRMAN 

- Apocalypse Now (Coppola) 

- Lawrence d'Arabia (Lean) 

- Spettacolo di varietà (Minnelli) 

- Il settimo sigillo (Bergman) 

- Io e Annie (Allen) 

- Stardust memories (Allen) 

- Il mago di Oz (Fleming) 

- Taxi driver (Scorsese) 

- Cabaret (Fosse) 

- Apu trilogy (S. Ray) 

- La battaglia di Algeri (Pontecorvo) 

- Essere John Malkovich (Jonze) 

- Tutti gli uomini del presidente (Pakula) 

- Casablanca (Curtiz) 

- Star 80 (Fosse) 

- Guerra e pace (Bondarchuk) 

- America, America dove vai? (Wexler) 

- Fitzcarraldo (Herzog) 

- 8 ½ (Fellini) 

- Cappello a cilindro (Sandrich) 

- West Side Story (Wise & Robbins) 

Fonti: Rotten tomatoes; the Hollywood interview; Strictly Ballroom Study Guide by Film Institute Ireland; IMDb; The New York Times Magazine;

 

"Da bambino amavo i musical. Quando ero alla Scuola di Teatro ero nella mia fase 'artista serio', mettevo in scena Strindberg e cose del genere, ma ad esempio amo anche TAXI DRIVER, APOCALYPSE NOW, IL SETTIMO SIGILLO..." ~ Baz Luhrmann 

"Il Red Curtain Cinema è l'opposto del cinema naturalistico, in cui sei sedotto a credere che stai guardando una storia di vita vera. Una volta che concordi che stai sempre guardando un film, sei lieto di accettare un momento di alta comicità come la 'stand up comedy', poi la tragedia – fratello uccide fratello – poi l'esplodere in una canzone. Ti permette di celebrare l'uso delle tecniche... È molto Brechtiano. Mi piace pensarlo come un 'Brecht col cuore', una specie di Brecht caloroso o un 'Disco Brecht'. Credo che il senso del 'Disco Brecht' sia la partecipazione. Non puoi essere passivo." ~ Baz Luhrmann 

"I genitori di Luhrmann crebbero lui e i suoi due fratelli come giovani rinascimentali. I bambini portavano cravatte e tagli di capelli militari e tutti e quattro (avevano anche una sorella più piccola) competevano nel circuito dei balli da sala. «A proposito di rigidi e sfigati,» dice Luhrmann alzando gli occhi al cielo. «Facevamo pittura, equitazione, sci, tiro al bersaglio. Sai, dovevamo essere in grado di centrare un bersaglio a moltissimi metri di distanza da un'auto in corsa. C'era anche l'addestramento 'commando'. Mio padre ci scaricava nel mezzo del nulla con un pezzo di corda, e noi dovevamo ritrovare la strada di casa al buio.» Il messaggio paterno era chiaro: dovete essere preparati per ogni evenienza. E Luhrmann crede che gli sia servito: «Guarda, la creatività nella sua essenza consiste nell'affrontare un certo tipo di paure. Quando stai facendo un film — dipingendo su una tela gigantesca con 300 persone che ti aiutano a reggere il pennello – si tratta tanto di un'operazione militare quanto di un atto artistico.» " ~ (da The New York Times Magazine) 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

I migliori anni della nostra vita

  • Drammatico
  • USA
  • durata 172'

Titolo originale The Best Years of Our Lives

Regia di William Wyler

Con Fredric March, Dana Andrews, Harold Russell, Myrna Loy, Teresa Wright, Virginia Mayo

I migliori anni della nostra vita

consigliato da   SIDNEY LUMET 

"È un grande film. Un grande film americano...stiamo parlando di un regista che non è mai stato considerato quanto avrebbe meritato... sì, ha fatto una bella carriera, ma il livello generale dei suoi lavori è il più alto tra i registi americani, film dopo film dopo film...nessuno ha fatto più film di qualità. Altri possono aver fatto forse uno o due grandi film più di lui, ma come livello generale nessuno è meglio di Willy Wyler… E credo che il motivo per cui non è mai stato veramente apprezzato sia che ha avuto un tale successo commerciale che è molto dura per certi 'movie-snob' ammettere che un regista che ha avuto successo commerciale possa anche essere un grande artista. E secondo me era un grande artista." ~ Sidney Lumet 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Dies irae

  • Drammatico
  • Danimarca
  • durata 94'

Titolo originale Vredens Dag

Regia di Carl Theodor Dreyer

Con Lisbeth Movin, Thorkild Roose, Sigrid Neiiendam

Dies irae

consigliato da   SIDNEY LUMET 

"Da ragazzo ero una specie di attore teatrale snob, per me c'era solo il teatro, a quel tempo era così, tutti quelli che facevano teatro pensavano che il cinema si facesse solo per far soldi... Successe che m'interessai ai film stranieri. Prima della guerra a New York c'erano più sale cinematografiche che proiettavano film stranieri che altrove. C'erano sale che facevano solo film russi, altre che facevano solo film francesi...quelli italiani arrivarono in realtà dopo la guerra, comunque la distribuzione dei film stranieri era molto florida. Per qualche ragione che non ricordo vidi un film intitolato DIES IRAE, del grande regista danese Carl Theodor Dreyer, e ricordo che la mia reazione – non dovevo avere più di 14 anni – fu: «Wow! Se questo è quel che può essere un film, tutta quelle persone non sono altro che snob...» Niente che avessi visto a teatro era paragonabile a quel film." ~ Sidney Lumet 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

E.T. L'extraterrestre

  • Fantascienza
  • USA
  • durata 110'

Titolo originale E.T.: The Extra-Terrestrial

Regia di Steven Spielberg

Con Dee Wallace, Drew Barrymore, Henry Thomas, Peter Coyote, Robert MacNaughton, K.C. Martel

E.T. L'extraterrestre
altre VISIONI

In streaming su Tim Vision

consigliato da   SIDNEY LUMET 

"E. T., anche se è un tipo di film molto differente nel senso che non è 'serio', è uno dei film più belli e perfettamente realizzati che abbia mai visto. Un lavoro straordinario. Nessuno che non ci abbia provato può sapere quanto sia difficile fare un'opera di fantasia. Il film è un medium molto letterale...e quando quel gruppo di biciclette ha preso il volo, il mio cuore è sobbalzato, come ha fatto tutto il pubblico del cinema in cui l'ho visto. L'intera sala urlava e tifava ed applaudiva...il senso di liberazione emotiva che percepivi, il senso che avrebbero vinto...questo è grande cinema!" ~ Sidney Lumet

 

LISTA COMPLETA di LUMET 

- I migliori anni della nostra vita (Wyler) 

- Fanny e Alexander (Bergman)

- Il Padrino (Coppola)

- Furore (Ford)

- Intolerance (Griffith)

- La passione di Giovanna D'Arco (Dreyer)

- Dies Irae (Dreyer)

- Ran (Kurosawa)

- Roma (Fellini)

- Cantando sotto la pioggia (Kelly & Donen)

- 2001: Odissea nello spazio (Kubrick)

- E. T. (Spielberg) 

- Schindler's list (Spielberg) 

- Quei bravi ragazzi (Scorsese) 

Fonti: Sight & Sound (2002); hollywood-elsewhere.com; the hollywood interview; Time Out London; davidbordwell.net; "Sidney Lumet: interviews" by S. Lumet & J. E. Rapft; dga.org; "Sidney Lumet" ed. Il Castoro;

 

INTERVISTATORE: "Chi ammiri tra i registi contemporanei?" 

SIDNEY LUMET: "Oddio, ce n'è un sacco...mi piacciono i lavori di Robert Zemeckis. Credo che Steven Spielberg sia diventato un grande regista. E non uso la parola 'grande' come Variety usa la parola 'grande', io intendo grande in senso assoluto. Penso che due dei più grandi film americani mai realizzati siano E.T. e SCHINDLER'S LIST. Quelli sono due grandi film nel senso classico del termine... Mi piace Jonathan Demme. Mi piace il lavoro di Ron Howard. È un magnifico regista. (...) John Sayles è un altro regista che mi piace..." ~ Sidney Lumet 

A proposito di QUINTO POTERE: "Chayefsky (sceneggiatore di QUINTO POTERE) fu davvero preveggente. Tutti dicevano che avremmo preso tutti gli Oscar maggiori. E sul volo per Los Angeles lui mi disse: «ROCKY vincerà come Miglior Film» E io: «No, no, è un filmetto stupido.» E lui: «È proprio il genere di merdata sentimentale che amano da quelle parti.» E aveva ragione." ~ Sidney Lumet

"Non credo nell'aspettare che arrivi il capolavoro. Il materiale da capolavoro salta fuori solo raramente. Il punto è che c'è qualcosa per migliorare la tua tecnica in ogni film che fai. (...) Tutto quel che voglio è progredire e la quantità può aiutarmi a risolvere i miei problemi. Sono contento di non essere neanche sicuro di quanti film ho fatto. Se non ho una sceneggiatura che adoro ne faccio una che mi piace. Se non ne ho una che mi piaccia, ne faccio una che abbia un attore che mi piace o che presenti delle sfide dal punto di vista tecnico." ~ Sidney Lumet

"Mio padre (Baruch Lumet, attore di Teatro Yiddish) non era una figura paterna. Era un padre solo sul palco. Era l'unica occasione in cui mi piaceva. Era un uomo terribile. Aveva un brutto carattere. Ci picchiava. E probabilmente tradiva nostra madre continuamente. Non lo so...di sicuro lei si lamentava di lui. Potevo sentire i litigi. Non c'era nulla di ammirevole in lui, finché non andava al lavoro. E allora era ammirevole. (...) Recitare era una necessità economica nella mia famiglia durante la Depressione. Per due anni ogni settimana recitai in uno show Yiddish alla radio. (Il padre l'aveva fatto debuttare a 4 anni - ndt) Mio padre lo scrisse e lo diresse e recitò il protagonista più il nonno del protagonista. Mia madre era la protagonista femminile. Io facevo il figlio. (...) Mio padre era un attore di talento ma aveva un pesante accento polacco, così non potè mai lavorare a Broadway. E mangiare fu un problema per un lungo periodo, finché io non cominciai a recitare a Broadway, nel 1935. Avevo 11 anni, ed avevo già partecipato a otto produzioni teatrali Yiddish." ~ Sidney Lumet 

Nel 1947 Sidney Lumet fu buttato fuori dall'Actors Studio dopo un paio di mesi perché era in disaccordo con lo Studio circa..."Il costante ri-investigare la recitazione realistica… Mio Dio, in questo siamo i migliori al mondo. Quanto a lungo si può investigare uno stile? È solo uno stile. Nulla avrebbe potuto essere più noioso." ~ Sidney Lumet 

"Mi guadagnavo da vivere decentemente, non alla grande ma decentemente, insegnando recitazione alla High School for the Performing Arts...ed un mio vecchio amico, Yul Brynner, faceva il regista per la televisione a quel tempo, e tra l'altro era un magnifico regista. E Yul mi disse: «Vieni a lavorare qua! Nessuno sa niente di quello che sta facendo. È un gran divertimento! Guadagnerai bene!» E così entrai alla CBS come assistente alla regia di Yul. E poi quando Yul lasciò per fare 'Il re ed io' a Broadway, io presi il suo posto." ~ Sidney Lumet 

INTERVISTATORE: "Come si sente quando incontra un giovane filmmaker, come George Clooney, che le dice: «Mr. Lumet, ammiro così tanto il suo lavoro che lo sto depredando» ?" 

SIDNEY LUMET: "Non so proprio di che cazzo stanno parlando. Non so cosa stiano rubando perché, per me, lo stile di ogni film è determinato dallo script. Per come la vedo io, non c'è uno stile Lumet. Io riverso me stesso nei miei film, ma non so cosa ne estraggano gli altri. (...) Cambio stile a seconda del film e della materia del soggetto. E con questo intendo non solo che mi adeguo al genere, ma a quello di cui il film tratta dal punto di vista emotivo. E l'unica cosa che faccio è che lo faccio con grande sottigliezza. Per me una cattiva ripresa è una ripresa che si fa notare."

Su Akira Kurosawa: "Kurosawa non mi ha mai influenzato direttamente per ciò che riguarda il mio modo di fare film perché non avrei mai avuto la presunzione di essere capace di quella percezione e di quella visione." ~ Sidney Lumet 

"La gente mi dice: «Chi sei tu? Fai un melodramma, poi un film drammatico, una commedia, un film satirico, un musical.» Io non li capisco. So invece che il talento è il nostro stesso limite. È l'angustia della nostra comprensione delle cose a farci andare più in profondità, e poi di laggiù ci si espande. I limiti ci aiutano. Ma non penso proprio che ci sia una forma, una maniera di raccontare una storia in sé superiore. Bergman è il solo vero genio che abbiamo avuto nella regia, ma non si può imparare nulla da quanto fa lui. Non si impara da un genio. Già la radice della parola implica una differenza genetica." ~ Sidney Lumet 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Le vacanze di monsieur Hulot

  • Comico
  • Francia
  • durata 96'

Titolo originale Le vacances de Monsieur Hulot

Regia di Jacques Tati

Con Jacques Tati, Louis Perrault, Nathalie Pascaud, Michèle Rolla

Le vacanze di monsieur Hulot
altre VISIONI

In streaming su Amazon Prime Video

consigliato da   DAVID LYNCH 

"Attraverso questo film Jacques Tati getta uno sguardo straordinario sulla società. Quando guardi i suoi film ti rendi conto di quanto conosceva – e amava – la natura umana, e può solo essere un'ispirazione a seguire il suo esempio. (…) Amo Tati. Il complesso del suo stile, e come vede le cose. Inoltre quest'uomo è un inventore dal punto di vista visivo, e con il suono, la coreografia, e la musica. E c'è in lui un amore infantile per i suoi personaggi; (...) Nei film di Tati è il campo lungo che permette l'effetto comico. È il fatto di vedere la possibilità di molteplici relazioni. Se non si vedono tutte queste relazioni, si perde il filo. Quindi è un po' teatrale, ma il modo in cui conduce tutto questo è come una danza...una coreografia." ~ David Lynch 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

L'ora del lupo

  • Drammatico
  • Svezia
  • durata 90'

Titolo originale Vargtimmen

Regia di Ingmar Bergman

Con Max von Sydow, Liv Ullmann, Gertrud Fridh, Georg Rydeberg

L'ora del lupo
altre VISIONI

In streaming su Microsoft Store

consigliato da   DAVID LYNCH 

Rispondendo a una domanda sulla casualità della somiglianza tra il finale de L'ORA DEL LUPO e MULHOLLAND DR: "Amo L'ORA DEL LUPO ma ho dimenticato il finale [il pubblico ride]...Non stavo pensando a L'ORA DEL LUPO ma non possiamo fare niente nel cinema senza riferimenti al passato...le idee vengono a te e sono le tue idee. Ci sono forse similitudini come ovunque nel cinema, ma fanno parte della storia." ~ David Lynch 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Lolita

  • Drammatico
  • USA, Gran Bretagna
  • durata 152'

Titolo originale Lolita

Regia di Stanley Kubrick

Con James Mason, Peter Sellers, Sue Lyon, Shelley Winters, Gary Cockrell, Jerry Stovin

Lolita
altre VISIONI

In streaming su Tim Vision

consigliato da   DAVID LYNCH 

"LOLITA è una lezione su come si lavora avendo dei vincoli: sollecitare l'immaginazione in modo che riempia gli spazi lasciati bianchi e possa vagare e sognare in libertà. È un numero di funambolismo, ogni sua singola parte mi sembra perfetta. La cosa più difficile è riuscire a dosare con efficacia lo humor per poter passare dalla paura a stati d'animo ancora più tetri. Nella prima scena, per esempio, si svolge un dialogo brillante e moderno, ma con il dissolversi dell'umorismo ci si scopre atterriti. Ogni parte di LOLITA è così, tanto che una delle scene comiche più riuscite di tutti i tempi è quella in cui il protagonista disfa il letto. (...) La scena in cui James Mason scoppia a ridere irrefrenabilmente leggendo la dichiarazione d'amore di Shelley Winters è una delle prove più difficili per un attore, e Mason riesce a raggiungere quello stesso grado di perfezione in ogni scena del film. La paranoia che cresce intorno al personaggio di Quilty è strana, anche perché il pubblico sa molto di più sullo sviluppo della storia di James Mason. Quando l'uomo si mette a pedinarli, l'atmosfera creata dalla presenza di questo personaggio è fenomenale, ed è accresciuta dal fatto che nello stesso momento Mason e la ragazza stanno litigando e lui ha un attacco di cuore: in LOLITA avvengono sempre due o tre cose contemporaneamente. Credo che sia il film più vicino alla perfezione che abbia visto: surreale, divertente, terrificante e malinconico. Parlarne significa in qualche modo ridurlo a semplici parole ma questo film contiene atmosfere e sentimenti che non si dissolvono più." ~ David Lynch 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Che bel regalo

  • Commedia
  • USA
  • durata 73'

Titolo originale It's a Gift

Regia di Norman Z. McLeod

Con W.C. Fields, Kathleen Howard, Jean Rouverol, Julian Madison, Tommy Bupp, Baby LeRoy

Che bel regalo

consigliato da   DAVID LYNCH 

 

LISTA COMPLETA di LYNCH 

- 8 ½ (Fellini) 

- La strada (Fellini) 

- I Vitelloni (Fellini) 

- Viale del tramonto (Wilder) 

- L'appartamento (Wilder) 

- Le vacanze di monsieur Hulot (Tati) 

- Mio zio (Tati) 

- La finestra sul cortile (Hitchcock) 

- La donna che visse due volte (Hitchcock) 

- Che bel regalo (McLeod) 

- Lolita (Kubrick) 

- Shining (Kubrick) 

- Quarto potere (Welles) 

- Il Padrino (Coppola) 

- Persona (Bergman) 

- L'ora del lupo (Bergman) 

- Il mago di Oz (Fleming) 

- La ballata di Stroszek (Herzog) 

Fonti: "Lynch on Lynch" edited by Chris Rodley; "Catching the Big Fish" by D. Lynch; City of Absurdity; "Cult!" a cura di Bill Krohn; Salon.com; "In acque profonde" di D. Lynch

 

"Così ero un pittore. Dipingevo e frequentavo l'accademia di belle arti. Non ero per niente interessato al cinema. Qualche volta andavo a vedere un film, ma dipingere era l'unica cosa che volessi veramente fare. Un giorno mi trovavo all'accademia di belle arti della Pennsylvania, in una grande sala da disegno. Avevo un dipinto per le mani, un giardino di notte. Predominava il nero, con piante verdi che uscivano dell'oscurità. Improvvisamente iniziarono a muoversi e udii un vento. Non ero sotto l'effetto di droghe! «Che meraviglia!» pensai. Così iniziai a chiedermi se il cinema potesse essere uno strumento per far muovere i quadri." ~ David Lynch 

"Credo che Herzog sia uno dei più grandi di sempre. Quando ero in Inghilterra una volta vidi STROSZEK in TV. Avevo perso l'inizio quindi pensavo fosse una specie di vero documentario. Mi conquistò nei primi due secondi. Non avevo mai visto niente del genere. Successivamente l'ho incontrato a New York, e mi ha mostrato un diario che aveva tenuto nell'ultimo anno: Camminando lungo il Perimetro della Germania. Aveva annotato ogni singolo giorno e io ho commentato che doveva avere la matita più affilata del mondo! Perché la scrittura era limpidissima, ma così minuta che occorreva una lente d'ingrandimento per leggerla. Il diario era molto piccolo – poco più di 5 cm per 5 cm – e ogni pagina era stata riempita con quattrocento o cinquecento frasi. Era incredibile!" ~ David Lynch 

"Fellini è un'enorme fonte d'ispirazione. Dei suoi film mi piacciono LA STRADA e 8 ½.. No, in realtà mi piacciono tutti, sempre per lo stesso motivo: il mondo, i personaggi, l'atmosfera e questo sottofondo, inafferrabile, che affiora in ciascuno di essi. (...) Fellini riesce ad ottenere coi film quello che fanno perlopiù i pittori astratti – e cioè comunicare un'emozione senza mai dire o mostrare niente in maniera diretta, senza mai spiegare niente, solo attraverso una sorta di pura magia. (...) E siamo entrambi nati il 20 gennaio, quindi se si crede nell'astrologia... C'è qualcosa nei suoi film. Ti fanno sognare. Sono davvero magici e lirici e sorprendenti e inventivi. Era unico. Senza i suoi film mancherebbe una gigantesca fetta di cinema. Non c'è niente di paragonabile in giro. (...) Durante le riprese di uno spot pubblicitario a Roma andai a trovarlo, era ricoverato in ospedale. Erano circa le sei e mezzo di una serata estiva: una serata calda, splendida. Fellini mi fece accomodare. Era seduto su una piccola sedia a rotelle tra i due letti; mi prese la mano e rimanemmo seduti a parlare per mezz'ora. Non penso di avergli fatto molte domande. Lo ascoltai tantissimo e basta. Mi parlò dei vecchi tempi, di come andassero le cose. Raccontò alcune storie. Mi piaceva terribilmente stare seduto accanto a lui. Poi andai via. Era venerdì sera, la domenica entrò in coma e non si risvegliò più." ~ David Lynch 

"Stanley Kubrick è uno dei miei registi preferiti in assoluto, e proprio all'inizio della mia carriera ricevetti da lui una dimostrazione di stima che mi incoraggiò enormemente. Uno dei produttori di ELEPHANT MAN, Jonathan Sanger, mi presentò alcuni tizi che in quel periodo stavano lavorando con George Lucas e disse: «Hanno qualcosa da raccontarti.» «Va bene.» risposi. «David, ieri ci trovavamo all'esterno degli Elstree Studios quando per caso abbiamo incontrato Kubrick. Durante la conversazione, ci ha chiesto: Perché stasera non fate un salto da me? Ci vediamo il mio film preferito.» Loro avevano risposto: Volentieri, fantastico! Erano andati a casa di Stanley Kubrick e avevano guardato insieme a lui ERASERHEAD. Per me fu una botta di euforia, perché ritengo che Kubrick sia uno dei più grandi di tutti i tempi. Praticamente ognuno dei suoi film è nella mia top ten." ~ David Lynch 

"John Waters fu un altro che mi aiutò un sacco. Uno dei suoi film stava uscendo – non sono sicuro di quale fosse – ma lui si era già affermato come ribelle underground. Faceva un intervento con domande e risposte dopo ogni proiezione del suo nuovo film, e non parlava del suo film. Diceva solo alla gente che dovevano vedere ERASERHEAD! Aiutò davvero molto il film. Fu proiettato in diciassette città regolarmente. E in quei giorni, cosa che purtroppo non succede più, le proiezioni di mezzanotte andavano molto forte. Quindi al Nuart qui a Los Angeles, per esempio, fu programmato per 4 anni. Lo proiettavano solo una notte alla settimana, ma ogni giorno era comunque in cartellone. Così, che la gente l'avesse visto o meno, si fece conoscere per quattro anni." ~ David Lynch 

"LA FINESTRA SUL CORTILE è un film che mi fa impazzire, in senso buono ovviamente. È tutto così intimo, c'è James Stewart in carrozzella in una stanza, una stanza da paura, e la gente che entra ed esce... Che meraviglia, sono tutti coinvolti in un mistero che si sta svelando proprio fuori dalla finestra. È pura magia, e chiunque veda il film riesce a percepirlo. Hitchcock riesce a creare – o piuttosto, ri-creare – un intero mondo all'interno di parametri limitati. Riesce a prendere qualcosa di enorme e condensarlo in qualcosa di molto piccolo. E lo realizza attraverso un completo controllo della tecnica filmica." ~ David Lynch 

"I miei quadri sono tutti commedie organiche piene di violenza. Sono prodotti con violenza, devono essere oggetti primitivi e privi di ricercatezza. Così, a questo scopo, più che essere io, lascio che siano i miei impulsi a dipingere, e cerco il più possibile di non ostacolarli. (...) L'atmosfera dei miei quadri è piena di paura, ma c'è anche umorismo. È un umorismo che dice: 'Non è strano che ci siano cose del genere?' Però alla fin fine l'idea centrale dei quadri è il timore che la vita umana sia immersa nell'oscurità e nel caos. Di certo sono lì anch'io. Io vago nell'oscurità e nel caos." ~ David Lynch 

INTERVISTATORE: "Ho sentito dire che prima di girare ERASERHEAD hai fatto proiettare VIALE DEL TRAMONTO per la troupe. Come mai proprio quel film?" 

DAVID LYNCH: "VIALE DEL TRAMONTO è sicuramente tra i miei 5 film preferiti. Tuttavia non c'era nessuna particolare relazione con ERASERHEAD. Costituiva solamente un'occasione in cui il bianco e nero viene impiegato per creare una determinata atmosfera. (...) VIALE DEL TRAMONTO è come se fosse una magnifica strada che conduce a un'altra dimensione. Ne parlai con Billy Wilder e lui mi disse che quel palazzo non sta neanche sul Sunset Boulevard! Vorrei non aver sentito niente del genere: certo che è sul Sunset Boulevard, è proprio laggiù! Ed è ancora là che si trova, da qualche parte."

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Il posto

  • Commedia
  • Italia
  • durata 105'

Regia di Ermanno Olmi

Con Alessandro Panzeri, Loredana Detto, Tullio Kezich

Il posto
altre VISIONI

In streaming su RaiPlay

consigliato da   TERRENCE MALICK 

"È un film molto bello. Mostra quello che succede quando una persona viene schiacciata dal mondo. È qualcosa che, almeno in parte, tutti finiamo con l’accettare, sapendo che c’è qualcosa più forte di noi che domina il pianeta. Eppure Olmi è straordinariamente abile nel mostrarci che c’è una piccola, vivida fiamma che brucia in Panseri – credo sia questo il nome dell’attore – che non si spegnerà. È solo appena accennato e lo spettatore rimane nel dubbio. Ma questo è parte integrante del suo fascino. È un film elegantissimo e ricco di umorismo sottile. Solo raramente fa ridere ad alta voce – come nella scena nella balera, che precede la scena conclusiva, e nella quale muore l’impiegato per la cui scrivania si accende il conflitto nel finale. Ma non è solo un gran film, ha un qualcosa come il respiro di un classico. È davvero un capolavoro." ~ Terrence Malick 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Zoolander

  • Commedia
  • USA
  • durata 89'

Titolo originale Zoolander

Regia di Ben Stiller

Con Ben Stiller, Owen Wilson, Christine Taylor, Will Ferrell, Milla Jovovich, David Duchovny

Zoolander
altre VISIONI

In streaming su Netflix

consigliato da   TERRENCE MALICK 

JACK FISK (production designer di Malick e suo amico da 40 anni): "Credo che ZOOLANDER sia uno dei film preferiti di tutti i tempi di Terry. Lo guarda di continuo, e gli piace citarlo."

 

INTERVISTATORE: "È vero che Terrence Malick ama questo film (ZOOLANDER)?" 

BEN STILLER: "Me l'hanno detto. Non me l'ha detto lui personalmente ma mi è stato detto da diverse persone, da alcune persone che hanno lavorato con lui e il messaggio mi è stato riportato...e mi è stato chiesto di registrare per lui un augurio di compleanno come Derek (protagonista di ZOOLANDER - ndt), cosa che ho fatto...[Risate del pubblico] Continuo ad aspettare che mi chiami per un film ma non succede...(...) È bello sapere che gli piace, è grande sentirselo dire...sono un suo enorme fan e... sì, mi è stato riferito ma non direttamente da lui."

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Totò a colori

  • Commedia
  • Italia
  • durata 94'

Regia di Steno

Con Totò, Luigi Pavese, Isa Barzizza, Mario Castellani, Virgilio Riento

Totò a colori

consigliato da   TERRENCE MALICK 

INTERVISTATORE: "Cosa ama, in particolare, di Totò?" 

TERRENCE MALICK: "Questo è il suo primo film che ho visto ed è stata una gioia scoprire qualcuno che, proprio come Chaplin e Keaton, è così pieno di vitalità da saperti far ridere di ogni lato della vita. Questo è anche l’unico film di Totò che puoi trovare in America; non è stato neanche tradotto in inglese, ma, nonostante questo, è stato riconosciuto subito come un vero talento comico."

INTERVISTATORE: "Poco prima di entrare, nel backstage, parlavamo proprio della malinconia che Totò esprime: è questo ciò che più la colpisce in lui come attore?" 

TERRENCE MALICK: "Non sbagli. Ha una faccia molto malinconica, un po’ come Buster Keaton e ho sentito dire che i bambini italiani avevano paura di lui, perché somigliava alla morte, perché la morte era appollaiata sulla sua spalla. Aveva quella faccia così triste eppure riusciva a essere così divertente."

INTERVISTATORE: "In realtà, ad eccezione di qualche grande maestro come Pasolini, non fu mai preso in considerazione dal cinema d’autore. Dopo la sua morte è stato molto rivalutato e oggi è celebrato come merita." 

TERRENCE MALICK: "Non riesco proprio a spiegarmi come mai non abbiano apprezzato la sua grandezza. Del resto, però, lo stesso destino è toccato a Keaton, che fu popolarissimo negli anni del muto, ma che ora nessuno conosce e che alla fine della carriera soffrì di un isolamento artistico proprio come Totò. Ora però è apprezzato da tutti. La storia gli ha dato ragione."

INTERVISTATORE: "Per concludere su Totò, vorrei condividere con il pubblico un’osservazione che ha fatto in precedenza: nel panorama del cinema comico italiano, l’unico vero erede di Totò sembra essere Roberto Benigni. I due attori hanno qualcosa in comune, vorrei che ce ne parlasse."

TERRENCE MALICK: "Sì, credo ci sia una somiglianza tra i due. Benigni ha una gioia, un amore, una positività fuori dal comune. Tuttavia riesce anche lui a essere estremamente malinconico, creando un contrasto davvero marcato, proprio come Totò e Buster Keaton, ma anche Charlie Chaplin. Credo veramente che possa essere il loro erede e continuare una grande tradizione comica che è rassicurante sapere ancora viva e attiva."

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Il tesoro dell'Africa

  • Avventura
  • USA, Italia, Gran Bretagna
  • durata 100'

Titolo originale Beat the Devil

Regia di John Huston

Con Humphrey Bogart, Gina Lollobrigida, Jennifer Jones, Edward Underwood

Il tesoro dell'Africa

consigliato da   TERRENCE MALICK 

 

LISTA COMPLETA di MALICK 

- Il tesoro dell'Africa (Huston) 

- Lady Eva (Sturges) 

- Zoolander (Stiller) 

- Ben Hur (Wyler) 

- Nanuk l'esquimese (Flaherty)

- Il Posto (Olmi) 

- Lo sceicco bianco (Fellini) 

- Il bidone (Fellini) 

- Sedotta e abbandonata (Germi) 

- Divorzio all'italiana (Germi) 

- Totò a colori (Steno) 

- I soliti ignoti (Monicelli) 

Fonti: cinemablend.com; indiewire; latimes.com; repubblica.it/micromega-online; New York Times;indipendent.co.uk;IMDb; 

 

INTERVISTATORE: "Non ama per nulla essere fotografato e, praticamente, non esistono sue fotografie. Però appare, anche se brevemente, in una scena di un suo film LA RABBIA GIOVANE. Come è successo?"

TERRENCE MALICK: "Oh, quella fu proprio una necessità. L’attore che doveva fare quella parte non si presentò sul set quella mattina e allora cominciai a scherzare con la troupe dicendo: «Beh, vorrà dire che questo ruolo lo farò io». Allora mi misi l’abito previsto per quel personaggio e quando hanno battuto il ciak ho capito cosa deve affrontare un attore davanti alla macchina da presa. Non riuscivo a smettere di ridere. Martin Sheen, l’attore con il quale interpretavo la scena, mi guardava con aria serissima e io scoppiavo a ridere ogni volta. Quando finimmo, dissi che avremmo rigirato la scena il giorno dopo con l’attore che doveva farla, ma lui disse di no, che avremmo tenuto quella scena girata con me. L’ho pregato di ripensarci ma non ha ceduto. Sono stato incastrato dal mio amico Martin."

"Sarebbe difficile per me fare un film sull'America contemporanea oggi [nel 1979]. Viviamo in tempi così oscuri e abbiamo gradualmente perso i nostri spazi aperti. Avevamo sempre la speranza, l'illusione che ci fosse un posto dove potessimo vivere, dove uno potesse emigrare e andare anche oltre. La natura selvaggia, quello è il luogo in cui tutto sembra possibile, dove esiste la solidarietà – e la giustizia – dove le virtù sono in qualche modo collegate a questa giustizia. Nella regione dove sono cresciuto, ognuno lo sentiva in maniera veramente forte. Questo senso dello spazio che sta scomparendo, noi possiamo tuttavia trovarlo nel cinema, che ce lo trasmetterà. C'è così tanto da fare: è come se fossimo nel territorio del Mississippi nel diciottesimo secolo. Per un'ora, o per due giorni, o più a lungo, questi film rendono possibili piccoli cambiamenti d'idee, cambiamenti che significano la stessa cosa: vivere meglio ed amare di più. E anche un vecchio film in condizioni malandate ci può dare questo. Cos'altro si può chiedere?" ~ Terrence Malick 

EMMANUEL LUBEZKI (direttore della fotografia): "Si tratta più di trovare che di pianificare. (Per THE TREE OF LIFE) Terry mi diceva: non preoccuparti di riprendere un pezzo di dialogo o un'interazione degli attori, ma prova a catturare la sensazione della prima volta che sei in una stanza con loro."

"Quando le persone esprimono quel che è più importante per loro, spesso questo viene fuori in forma di cliché. La cosa non li rende ridicoli; è qualcosa di tenero. Come se nello sforzo di raggiungere quel che c'è di più personale in loro riuscissero solo a tirar fuori quel che è piu comune." ~ Terrence Malick 

JESSICA CHASTAIN (attrice in THE TREE OF LIFE) a proposito di Malick: "È come un bambino; c'è in lui un senso di meraviglia, e niente di sarcastico o pungente nel suo senso dell'umorismo. Anche se un cane è buffo lui dirà, 'Quel cane è come un clown' e inizierà a ridere così forte da scuotere la cinepresa." 

INTERVISTATORE: "Questa clip è tratta da un film di Pietro Germi, SEDOTTA E ABBANDONATA. Il protagonista, interpretato da Saro Urzì, un attore caratterista che nei film di Germi sembrava dotato di una ricchezza mimica e grottesca che non è possibile rintracciare in film di altri, dopo aver scoperto che la figlia è incinta, aggredisce l’intera famiglia di urla e sberle, la perdita dell’onore di fronte alla comunità della cittadina siciliana in cui abita, gli procura degli attacchi di panico che solo la collera è in grado di decongestionare. Ciò che ci ha più sorpreso quando abbiamo conosciuto la scelta delle sequenze che intendeva mostrare durante questo incontro è il fatto che esse siano, in buona parte, tratte da commedie. Non si può dire che ci sia un grande spazio per la commedia nei suoi film e proprio per questo ci piacerebbe conoscere cosa l’attira, in generale, della commedia e cosa ama, in particolare, del cinema comico italiano del passato."

TERRENCE MALICK: "Partiamo da questa sequenza. Il tipo di umorismo che usa il regista è molto raffinato: non è il tipo di ironia che ti fa ridere fragorosamente, ma ti lascia una sensazione che ti scalda il cuore. È un umorismo molto saggio, che ti abbraccia come fossi un bambino e ti fa sentire leggero. Alla fine, tutto torna al proprio posto, come se fosse governato da un’entità superiore. Nelle commedie di Germi e Fellini come in quelle di Buster Keaton o Benigni è presente questo tipo di ironia molto diversa da quella contemporanea, che punta al cinismo e non rispetta nulla, che è più fredda e distaccata. Quei film, invece, avevano l’effetto della luce del sole, erano una medicina. Penso anche che i film comici abbiano un potere, per certi versi superiore a quelli drammatici, di parlare di temi importanti senza per questo farne oggetto esplicito di un discorso. Prendiamo, per esempio, ciò che questa pellicola dice sulla famiglia, i cui valori – penso – si stiano oggi disintegrando. Questo film termina con un omaggio alla famiglia, in chiave ironica, e spietata, che difficilmente uno spettatore dimenticherà anche molti anni dopo averlo visto."

INTERVISTATORE: "Sta dicendo che la comicità è una sorta di terapia?" 

TERRENCE MALICK: "Assolutamente. SEDOTTA E ABBANDONATA e DIVORZIO ALL'ITALIANA hanno questo effetto. Quando Mastroianni appare per la prima volta in DIVORZIO, col suo sguardo annoiato e la sigaretta col bocchino…è semplicemente fantastico."

INTERVISTATORE: "Ha citato DIVORZIO ALL'ITALIANA, uno dei pochi film non di lingua inglese, in tutta la storia degli Oscar, ad averne avuto uno per la sceneggiatura. Ma la sua passione per Germi non riguarda solo quel periodo, è vero?" 

TERRENCE MALICK: "Sono molto legato a quel periodo perché erano gli anni in cui arrivarono negli Stati Uniti anche i primi capolavori di Fellini: LO SCEICCO BIANCO, IL BIDONE. Effettivamente la sceneggiatura conta molto, ma soprattutto contano gli attori; sono stupito di non aver più visto l’attore che interpreta il padre in SEDOTTA: è davvero straordinario. Pensavo fosse uno dei più importanti attori nel panorama italiano."

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Providence

  • Drammatico
  • Francia, Svizzera
  • durata 107'

Titolo originale Providence

Regia di Alain Resnais

Con John Gielgud, Dirk Bogarde, Ellen Burstyn

Providence

consigliato da   MICHAEL MANN 

Alla fine degli anni '50, Mann, a cui i film non piacevano granché, aveva una ragazza che lo portò a vedere i film della Nouvelle Vague francese. "Ho cominciato vedendo Resnais e Truffaut e i film russi. Ero all'ultimo anno di Letteratura Inglese all'Università del Wisconsin ed avevo beneficiato di una buona educazione sulle arti liberali...se conosci l'antropologia e la topografia un giorno saprai immaginare come ragiona Occhio di Falco alle 7 di mattina di un martedì agosto del 1757, quando starai girando L'ULTIMO DEI MOHICANI. (...) Sono influenzato dai filmmakers che mi piacciono. Mi piace Kubrick, mi piace Resnais immensamente. Mi piace Tarkovsky, anche se c'è molto poco in Tarkovsky che vorrei replicare. In effetti ho dormito per metà di SOLARIS, ma mi piace ugualmente. Come anche STALKER. Ha un ritmo sofferente tipico russo con cui è difficile relazionarsi, ma non si può evitare di esserne impressionati e di emozionarsi." ~ Michael Mann

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Il dottor Stranamore

  • Grottesco
  • Gran Bretagna
  • durata 93'

Titolo originale Dr. Strangelove or How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb

Regia di Stanley Kubrick

Con Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Peter Bull, Keenan Wynn, Slim Pickens

Il dottor Stranamore
altre VISIONI

In streaming su Amazon Prime Video

consigliato da   MICHAEL MANN 

"Codifica e presenta in forma di satira oltraggiosa la totalità della politica estera e nucleare americana e la cultura politica-militare dal 1948 al 1964. E nell'essere perfidamente comico è più efficace di qualsiasi fiaba ammonitoria. (...) Non mi sono realmente interessato al cinema finché non ho visto IL DOTTOR STRANAMORE, insieme a una serie di film di Murnau e di Pabst per un corso universitario. Sono stati una rivelazione. Avevo già visto dei film della Nouvelle Vague, ma l'idea di dirigere un film? Mai. Prima di STRANAMORE semplicemente non sembrava possibile poter lavorare nell'industria dei film mainstream. IL DOTTOR STRANAMORE disse a tutta la mia generazione di filmmakers che potevi fare una dichiarazione individuale di alta integrità e fare in modo che quel film fosse visto con successo da un pubblico di massa allo stesso tempo. In altri termini che non dovevi fare SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI se volevi far parte dell'industria del cinema, o essere ridotto a filmmaker di nicchia per poter fare film ambiziosi in maniera seria. Questo è stato il significato di Stanley Kubrick, a parte il fatto che amavo Kubrick e che era una grande influenza. (...) Tutto il film è un energetico terzo atto. Il generale pazzo interpretato da Sterling Hayden è totalmente immerso nel suo personaggio nel momento in cui lo incontriamo per la prima volta. Non c'è preludio, non c'è contesto. Semplicemente siamo con lui, sappiamo chi è, e ci mettiamo in pari lungo la strada. Anche se ero un giovane uomo trovai quell'intensità e quell'immediatezza molto eccitante." ~ Michael Mann 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Confessions

  • Drammatico
  • Giappone
  • durata 106'

Titolo originale Kokuhaku

Regia di Tetsuya Nakashima

Con Takako Matsu, Masaki Okada, Yoshino Kimura, Mana Ashida, Kaoru Fujiwara, Sora Iwata

Confessions
altre VISIONI

IN TV Laeffe

canale 135

consigliato da   MICHAEL MANN 

"CONFESSIONS di Nakashima Tetsuya...un capolavoro giapponese. Dal punto di vista formale è spaventosamente, rigidamente controllato. È un'inattesa opera di alta arte." ~ Michael Mann 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

La notte di San Lorenzo

  • Drammatico
  • Italia
  • durata 105'

Regia di Paolo Taviani, Vittorio Taviani

Con Omero Antonutti, Margarita Lozano, Claudio Bigagli, Dario Cantarelli, Massimo Bonetti

La notte di San Lorenzo

consigliato da   MICHAEL MANN 

"Se c'è un trend al momento [nel 1983], credo che sia quello di fare film altamente emotivi. Anche dei marxisti duri e puri come i fratelli Taviani stanno facendo film molto emotivi. Il loro film LA NOTTE DI SAN LORENZO è un film molto politico, ma è politico in rapporto alle emozioni. È semplice e poetico, eppure è un solco che attraversa l'uomo moderno in una maniera strana." ~ Michael Mann

 

LISTA COMPLETA di M. MANN

- Un bacio e una pistola (Aldrich) 

- Providence (Resnais) 

- Nemico pubblico (Wellman) 

- Il tempo dei gitani (Kusturica)

- 2001: Odissea nello spazio (Kubrick) 

- Apocalypse Now (Coppola) 

- La corazzata Potemkin (Eisenstein) 

- Quarto potere (Welles) 

- Il dottor Stranamore... (Kubrick) 

- Faust (Murnau) 

- Solaris (Tarkovsky) 

- Stalker (Tarkovsky) 

- L'anno scorso a Marienbad (Resnais) 

- Lola Montes (Ophüls) 

- La via senza gioia (Pabst) 

- La notte di San Lorenzo (fratelli Taviani) 

- Sfida infernale (Ford) 

- La passione di Giovanna D'Arco (Dreyer) 

- La valle dell'Eden (Kazan) 

- Toro scatenato (Scorsese) 

- Il mucchio selvaggio (Peckinpah)

- Avatar (Cameron) 

- Biutiful (Iñárritu) 

- Confessions (Nakashima) 

Fonti: Sight & Sound (1992 + 2002 + 2012); American Cinema Papers; New York Times; IMD; "Michael Mann" ed. Il Castoro;

 

"L'intima lotta attraverso i più oscuri recessi della vita di strada di Barcellona di un'anima umana, BIUTIFUL di Iñarritu risplende di grazia, pathos e amore. Pura poesia." ~ Michael Mann  

"La mia ambizione è sempre stata di fare film drammatici. Avevo un forte senso del valore del dramma essendo cresciuto a Chicago, che ha avuto a lungo una florida scena teatrale. Avevo anche scoperto, facendo un sacco di lavori di ogni tipo da ragazzo – cuoco nei fast-food, operaio edile, tassista – che c'era una tremenda ricchezza nelle esperienze di vita vissuta, e nel contatto con gente e circostanze che erano a volte estreme. Ne ero attirato istintivamente. Si scoprono certe cose quando sei con veri ladri in carne ed ossa, cose che non potresti mai inventare standotene seduto in una stanza. Anche l'opposto è vero: solo perché scopri qualcosa di interessante, non per forza devi usarlo; non c'è alcun obbligo. Però la vita stessa è la risorsa appropriata." ~ Michael Mann 

Su LA PASSIONE DI GIOVANNA D'ARCO: "Esperienza umana trasmessa dagli elementi astratti del volto umano e dalla pura composizione. Nessun altro ha ripreso e reso reali gli esseri umani come ha fatto Dreyer in questo film." ~ Michael Mann 

"Come filmmakers, vogliamo che il pubblico abbia la più completa esperienza possibile. Per esempio, ai tempi di '2001: ODISSEA NELLO SPAZIO' intervistai Stanley Kubrick. Avrei visto il film quella sera a Londra, e lui continuò a insistere perché io sedessi in uno dei quattro posti nel cinema con la visuale migliore o che altrimenti non vedessi il film." ~ Michael Mann 

Su APOCALYPSE NOW: "Coppola ha dato corpo alle effimere dinamiche del nichilismo celebrativo della psiche di massa, alle sue brame autodistruttive e alla sua precarietà. Ha evocato l'eccitata, oscura ricerca dell'identità, compiendo un viaggio nel sovraccarico; la natura selvaggia catturata in una narrazione operistica e concreta, col più alto grado di difficoltà. Un film favoloso." ~ Michael Mann

"Non m'interessa il filmmaking passivo, fare film preziosi e piccoli e dove tocca alle persone nel pubblico portare se stessi al film. Io voglio bombardare il pubblico – un tipo di seduzione molto attiva e aggressiva. Voglio manipolare i sentimenti del pubblico per le stesse ragioni per cui i compositori scrivono sinfonie." ~ Michael Mann 

Su LA CORAZZATA POTEMKIN: "Con questo film Eisenstein non solo ha posto nel 1924 le fondamenta teoriche per molta della narrazione cinematografica del ventesimo secolo, ma ha realizzato uno dei grandi classici del cinema, applicando la dialettica alla collisione di antitetici elementi compositivi e di senso. La sua influenza sul cinema britannico, di Weimar e americano è enorme." ~ Michael Mann 

"Come ricerca, la musica nel mio caso compare presto. Se riesci a trovare quel pezzo di musica che evochi l'emozione centrale di uno dei tuoi personaggi, una certa crisi fondamentale in cui lui o lei debbano destarsi dalla disperazione e manifestare qualcosa di molto aggressivo all'interno della propria mente – questo diventa il pezzo di musica per quel momento. Se voglio quantificare come un personaggio si sente e pensa in un modo che sia replicabile, per poter ri-evocare quell'emozione molte, molte volte, trovare il giusto pezzo di musica è sicuramente essenziale. Non solo mentre preparo la scena, ma mentre la giro, mentre dirigo gli attori, e infine quando monto la scena." ~ Michael Mann 

Su AVATAR di Cameron: "Per quanto riguarda la fondazione di un sistema biologico totalmente inventato, AVATAR è una brillante sintesi di tropi mitologici, con debiti nei confronti di Levi-Strauss e de 'Il Ramo d'Oro' di Frazer. Prende il volo perché, semplicemente, ti stordisce e ti entusiasma." ~ Michael Mann 

INTERVISTATORE: "Quali sono i film che l'hanno spinta a decidere di fare questo mestiere?" 

MICHAEL MANN: "Probabilmente Eisenstein, Pabst, i primi film tedeschi, Dreyer, Kubrick... Per me artisticamente fu una rivelazione vedere LOLA MONTES di Ophuls, LA VIA SENZA GIOIA di Pabst, LA CORAZZATA POTEMKIN, i film dell'espressionismo tedesco...ma soprattutto IL DOTTOR STRANAMORE."

"Quando vedo LA VALLE DELL'EDEN al cinema, non sembra un film fatto l'anno scorso. Non c'è niente di datato in quel film. È straordinario. Mi chiedo ancora, senza riuscire a darmi una risposta, perché sia così eterno..." ~ Michael Mann 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

I vitelloni

  • Commedia
  • Italia
  • durata 108'

Regia di Federico Fellini

Con Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Carlo Romano

I vitelloni

In streaming su Infinity

consigliato da   PAUL MAZURSKY 

INTERVISTATORE: "Ti ricordi della prima volta che hai preso coscienza della forza artistica del regista?" 

MAZURSKY: "Si, vivevo a Greenwich Village (New York) e un giorno in quel periodo ricordo di essere andato a vedere I VITELLONI di Fellini, un film su 4 giovani uomini nell'Italia postbellica che non sanno cosa fare delle loro vite. In qualche modo il film mi ha parlato. Ricordo che quando sono uscito dal cinema, alla luce del sole – l'ho visto di giorno – facevo fatica a respirare. Mi ha conquistato. Avevo ammirato un mucchio di film, ma mai dal punto di vista del regista. Ma Fellini ha cambiato questa cosa per me. Sono andato avanti e ho visto altri suoi film e poi mi sono interessato al neorealismo italiano. Quello che aveva era una non-patinata, non-americana combinazione di pathos e humor. Questo mi ha conquistato. Ho cominciato a pensare alla regia, ma non così seriamente. Allora volevo ancora sfondare come attore." 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Il lamento sul sentiero

  • Drammatico
  • India
  • durata 115'

Titolo originale Pather Panchali

Regia di Satyajit Ray

Con Kanu Bannerjee, Karuna Bannerjee, Subir Bannerjee, Runki Bannerjee

Il lamento sul sentiero

In streaming su Chili

consigliato da   PAUL MAZURSKY

 

LISTA COMPLETA di PAUL MAZURSKY 

- Il ponte sul fiume Kwai (Lean)

- Quarto potere (Welles)

- Luci della città (Chaplin)

- Il dottor Stranamore (Kubrick)

- Jules e Jim (Truffaut)

- La strada (Fellini) 

- Le notti di Cabiria (Fellini)

- I Vitelloni (Fellini) 

- Psyco (Hitchcock)

- Rashomon (Kurosawa)

- Viale del tramonto (Wilder)

- Il tesoro della Sierra Madre (Huston)

- La regola del gioco (Renoir) 

- Il Padrino (Coppola) 

- Io e Annie (Allen) 

- Il lamento sul sentiero (S. Ray) 

Fonti: Sight & Sound (2002); Film Comment; IMDb; filmmakermagazine.com; L.A. Times; "Paul on Mazursky" di Sam Wasson; rogerebert.com; "L'arte della visione" di Federico Fellini 

 

"Non mi piacciono i film semplici dal punto di vista morale. Non credo che potrei fare un film in cui tutte le situazioni e le relazioni sono o bianche o nere. Io entro nelle aree grigie. Uno dei miei problemi nel vedere QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO è che non era ambiguo – era tutto o bianco o nero, le scelte erano tutte chiare, si sapeva già da che parte stare. Anche quando comincio con una situazione che è fondamentalmente divertente o triste, mi piace continuare a stuzzicarla. Mi piace penetrare al centro di una relazione, esplorare i luoghi nascosti. Mi chiedo se questo mi danneggi al box office." ~ Paul Mazursky 

"Mia madre mi portava al cinema quando avevo 7, 8, 9 anni. Mi faceva saltare la scuola. Diceva, «È OK, gli scriverò una giustificazione. Ha un raffreddore.» Ci riempivamo di caramelle, le piaceva mangiare caramelle, e anche a me. E andavamo a vedere cose come AMANTI PERDUTI e i film di Renoir e tutti i grandi. E mi piaceva, ma non è che mi dicessi «sto guardando film d'arte». Stavo semplicemente guardando dei film. (...) Successivamente è riuscita a vedere i miei primi due film. Dopo aver visto IL MONDO DI ALEX con Donal Sutherland, Jeanne Moreau, Fellini e un attrice che si chiamava Viola Spolin che interpretava l'equivalente di mia madre, lei mi telefonò e disse, «Ho visto il tuo film, fa schifo e ti farò causa e farò un picchetto al cinema. Perché non hai preso Bette Davis per interpretare me?" ~ Paul Mazursky 

"Quando ero all'ultimo anno al Brooklyn College con un amico abbiamo messo su uno spettacolo teatrale off-Broadway per cento dollari a testa. Abbiamo chiamato degli studenti del college a recitare con noi e l'abbiamo ripetuto per due week end. E Howard Sackler, un giovane scrittore che viveva a Greenwich Village, ha visto lo spettacolo e mi ha chiamato per dirmi «La tua performance è stata molto buona e credo che saresti perfetto per un ruolo in un film che ho scritto. Dovresti vedere il regista e fare una lettura con lui.» Sono andato all'indirizzo che mi ha dato e là c'era questo tipo con grandi, rotondi occhi scuri e un mucchio di capelli scuri. Aveva una moglie e un cane e solo due anni più di me. «Sono Stanley Kubrick, leggerò lo script con te.» (...) Sul set di FEAR AND DESIRE Kubrick faceva tutto da solo. Sistemava le luci, manovrava la cinepresa – tutto. Non c'era un dolly, al suo posto credo usasse una carrozzina per bambini...parlava molto poco con noi attori. (...) Finite le riprese, quando stavo lavorando nelle Catskills Mountains, Kubrick venne a trovarmi e ci provò con la mia ragazza (e futura moglie - ndt). Sapeva che era la mia ragazza. Ma lei seppe gestirlo. Betsy è grande...ma mi piaceva Stanley! Lo ammiravo! Un ragazzo che fa tutto da solo, prendendo i soldi da suo zio che aveva un drugstore... (...) Quello che Kubrick aveva era una grande forza di volontà. Aveva le palle." ~ Paul Mazursky 

"Uno dei migliori attori con cui ho lavorato è stato Art Carney, che ha vinto l'Oscar per HARRY E TONTO. Non ho mai dovuto dirgli niente. E Nick Nolte, per SU E GIÙ PER BEVERLY HILLS. È un grande attore. Anche George Segal è stato grande (in UNA PAZZA STORIA D'AMORE). (...) Avevo visto Carney a Broadway un paio di anni prima in 'The Rope Dancers'. E l'avevo visto in 'The Honeymooners' (show televisivo - ndt). Inizialmente avevo cercato Jimmy Cagney che mi ha detto «Sono in pensione». Sono andato da Laurence Olivier. È stata un'idea stramba. Sono andato da Danny Kaye, per cui avevo scritto, e voleva più battute spiritose. Sono andato da Cary Grant, che mi ha detto «Sono in pensione». Allora sono andato da Art Carney. Non voleva farlo. Mi ha detto, «Ho 59 anni e tu vuoi che il protagonista abbia più di 70 anni». Gli ho detto, «Art, questa è la prima volta che ci incontriamo e a me sembri un settantenne – stai diventando calvo, porti un apparecchio acustico e hai una gamba malandata.» Lui mi fa, «Tu non vuoi me. Sono un alcolista.» Durante le riprese ha avuto solo una brutta notte e nient'altro. Era rimasto fuori a bere e si è presentato la mattina sul set in taxi completamente sbronzo. L'ho portato nella sua stanza, l'ho messo sotto la doccia e gli ho fatto un bricco di caffè. È stato facile da dirigere." ~ Paul Mazursky 

"Mandai un telegramma a Federico (Fellini) che faceva più o meno così: «Caro Fellini, mi chiamo Mazursky, sono un regista, ho fatto BOB & CAROL &...vorrebbe recitare in un paio di scene del mio film? Non le ruberei che un paio di giorni.» E lui mi rispose: «Non so chi sia lei, non ho mai visto il suo film, inoltre non recito mai in film di altri registi, comunque se venisse a Roma, sarei felice di incontrarla.» Così il giorno dopo presi un aereo, atterrai a Roma e fissai un appuntamento... (...) Quando Fellini mi vide scoppiò a ridere e disse: «Ma perché si è precipitato qui?», «Lei mi ha scritto che se fossi stato a Roma ci saremmo potuti incontrare.» Trascorsi quattro serate con Fellini che cercava di convincermi ad usare pupazzi, gnomi, o giganti, qualsiasi cosa volessi. Alla fine però acconsentì. (...) È stata un'esperienza straordinaria. Io ero molto intimorito da Fellini, proprio come il regista del mio film. Federico è una persona affascinante. Mi mise subito a mio agio. Fellini è molto umano. Lo so che è un'affermazione banale. Ma non ha mai parlato di film con me, bensì di ristoranti, di cibi, di formaggi e di donne. (...) Da allora siamo diventati amici. Nel 1971 vissi a Roma per 4-5 mesi, e Federico si dimostrò molto gentile con me e la mia famiglia. Volle anche fare una proiezione speciale de I CLOWNS per mia figlia di 5 anni, ma mia figlia dopo pochi minuti si addormentò. Fellini scoppiò a ridere. Ci vediamo almeno una volta all'anno. Si è anche dato da fare per farmi ottenere i finanziamenti per un film che voglio girare in Italia...È un grande regista e una splendida persona." ~ Paul Mazursky

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Enter the Void

  • Drammatico
  • Francia

Titolo originale Enter the Void

Regia di Gaspar Noé

Con Nathaniel Brown, Paz de la Huerta, Cyril Roy, Emily Alyn Lind, Jesse Kuhn, Masato Tanno

Enter the Void
altre VISIONI

In streaming su RakutenTv

consigliato da   FERNANDO MEIRELLES 

"Di recente ho visto ENTER THE VOID di Gaspar Noè e sono rimasto scioccato, sconvolto. Tutti dovrebbero vederlo immediatamente. Fatelo in due serate consecutive perché dura tre ore e vi stancherete. Questo è un film che merita attenzione." ~ Fernando Meirelles 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Iracema

  • Drammatico
  • Brasile, Germania, Francia
  • durata 91'

Titolo originale Iracema - Uma transa amazônica

Regia di Jorge Bodanzky

Con Paulo César Peréio, Edna de Cássia, Lúcio Dos Santos, Elma Martins

Iracema

consigliato da   FERNANDO MEIRELLES 

"IRACEMA di Jorge Bodanzky è per me un punto di riferimento. Mescola il documentario e il dramma, rivelando quello che era il Brasile all'inizio degli anni '70." ~ Fernando Meirelles 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

L'uomo con la macchina da presa

  • Sperimentale
  • URSS
  • durata 67'

Titolo originale Celovek s kinoapparatom

Regia di Dziga Vertov

L'uomo con la macchina da presa

In streaming su Indiecinema

consigliato da   FERNANDO MEIRELLES 

 

LISTA COMPLETA di MEIRELLES 

- Apocalypse Now (Coppola) 

- Il fiore delle Mille e Una Notte (Pasolini) 

- Enter the Void (Noè) 

- Quei bravi ragazzi (Scorsese) 

- Iracema (Bodanzky /Senna) 

- Ran (Kurosawa) 

- Nashville (Altman) 

- L'uomo con la macchina da presa (Vertov) 

- La sottile linea rossa (Malick) 

- The tree of life (Malick) 

- Vidas Secas (Pereira dos Santos) 

- Zabriskie Point (Antonioni) 

Fonti: Sight and Sound (2012); dedicatedigital.com; The Scotsman; Cinedelphia; Slant Magazine; IMDb; aboutfilm.com

 

INTERVISTATORE: "Quali sono i registi che ammira?" 

MEIRELLES: "Pasolini, la sua trilogia (IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE, I RACCONTI DI CANTERBURY, IL DECAMERON) m'incanta per la sua struttura, il suo stile poetico, la sua maniera di rivelare tre periodi e luoghi in forma originale e profonda. LAWRENCE D'ARABIA è un buon film, ma non arriva a rivelare un mondo come fa il film di Pasolini. ZABRISKIE POINT di Antonioni, NASHVILLE di Altman, QUEI BRAVI RAGAZZI di Scorsese, APOCALYPSE NOW di Coppola e molti film di Kurosawa. E, tornando indietro, L'UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA di Dziga Vertov, del 1929, e l'avanguardia russa in generale. Tra i contemporanei, amo molto Paul Thomas Anderson, Pete Avalon, Michael Winterbottom, Alejandro Iñarritu, Wong Kar Wai, Ken Loach, Mike Leigh, etc...la lista è lunga."

INTERVISTATORE: "Dopo CITY OF GOD la chiamavano il Martin Scorsese dell'America Latina, cosa ne pensava?" 

MEIRELLES: "È molto lusinghiero. CITY OF GOD aveva molto in comune con QUEI BRAVI RAGAZZI. La struttura era simile – un giovane che parla della Mafia nel suo quartiere. Nel mio film si tratta di un giovane che parla degli spacciatori di droga nelle favelas. (...) Quando il film è uscito in Brasile sono stato massacrato. Tutti dicevano che stavo usando problemi sociali seri per vendere popcorn. Avevano la sensazione che stessi trasformando la povertà in intrattenimento. È stata dura. C'erano un mucchio di persone che parlavano di quanto fossi stupido. Ma ora in Brasile tutti quanti amano il film. C'è voluto solo un po' di tempo."

"Non so se i film dovrebbero offrire messaggi morali ma di certo dovrebbero esplorare idee. Non ho mai pensato di fare un film che sia un puro e semplice intrattenimento. Non m'interessa. Non ho bisogno di fare un sacco di soldi. La mia vita è bella. Ho una buona posizione. E ho 56 anni e non spenderei due anni della mia vita su qualcosa solo per vendere biglietti. La vita è troppo corta." ~ Fernando Meirelles 

INTERVISTATORE: "Glauber Rocha, il più grande regista del Cinema Novo disse in un'intervista:«Ho fatto TERRA EN TRANSE con l'intenzione che fosse una bomba lanciata contro i pregiudizi di una certa sinistra accademica, conservatrice e che di conseguenza ha reagito in maniera innervosita. Questo è stato positivo. In Brasile il film è stato lanciato con una gran polemica. È stato vietato dalla censura con l'accusa di essere sovversivo, immorale, ed è stato attaccato dal punto di vista politico, morale e sessuale...» CITY OF GOD è il TERRA EN TRANSE dei giorni nostri?"

MEIRELLES: "Non ho fatto CITY OF GOD perché fosse una bomba. Non avevo affatto l'intenzione di attaccare pregiudizi, di creare della polemica. La passione di Glauber per i discorsi e per le polemiche è nei suoi film. Amava essere al centro di discussioni. Il mio intento era l'opposto. Ho voluto solo svelare una realtà. Ho cercato di assentarmi il più possibile dal film, se mai è possibile... Io non ho creato delle polemiche, o almeno ci ho provato, perché mi stancano e, in generale sono sterili. I film che si posizionano tra il documentario e la fiction hanno più legami con CITY OF GOD."

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Vita da cani

  • Comico
  • USA
  • durata 33'

Titolo originale A Dog's Life

Regia di Charles Chaplin

Con Charles Chaplin, Edna Purviance, Chuck Riesner

Vita da cani

In streaming su Indiecinema

consigliato da  JIRI MENZEL 

"Tutti i primi film di Chaplin mi hanno dato la certezza che la commedia può dire in maniera grottesca molto di più sul carattere della gente rispetto ai film seri, che dopo un certo tempo si affievoliscono e diventano ridicoli. La buona commedia è immortale." ~ Jiri Menzel 

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

La scampagnata

  • Drammatico
  • Francia
  • durata 39'

Titolo originale Une partie de campagne

Regia di Jean Renoir

Con Sylvia Bataille, Jane Marken, André Gabriello, Georges Darnoux, Jacques Brunius

La scampagnata
altre VISIONI

In streaming su Chili

consigliato da JIRI MENZEL 

INTERVISTATORE: "Qual'è il suo film preferito di sempre e perché?" 

JIRI MENZEL: "LA SCAMPAGNATA di Jean Renoir. È stato il primo film che mi ha fatto luce e mi ha mostrato quale dovrebbe essere l'aspetto di una bellissima opera. Mi ha insegnato quali sono le cose più importanti in un film."

 

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Illuminazione intima

  • Commedia
  • Cecoslovacchia
  • durata 71'

Titolo originale Intimní osvetlení

Regia di Ivan Passer

Con Vera Kresadlova, Karel Blazek, Miroslav Cvrk, Jan Vostrcil, Zdenek Bezusek

Illuminazione intima

consigliato da   JIRI MENZEL 

 

LISTA COMPLETA di MENZEL 

- Amarcord (Fellini) 

- Quarto potere (Welles) 

- Crimini e misfatti (Allen) 

- Divorzio all'italiana (Germi) 

- Vita da cani (Chaplin) 

- Terra (Dovzhenko) 

- Al fuoco, pompieri! (Forman) 

- Le notti di Cabiria (Fellini) 

- La scampagnata (Renoir) 

- La strada (Fellini) 

- Illuminazione intima (Passer) 

- Gli amori di una bionda (Forman) 

- Pickpocket (Bresson) 

- Ombre rosse (Ford) 

Fonti: Sight & Sound (2012); site.douban.com; the Guardian; efilmcritic.com; filmmakermagazine.com; The Hollywood Reporter; Huffington post

 

"DIVORZIO ALL'ITALIANA, allo stesso modo di tante altre commedie italiane, ci mostra come guardare con un sorriso a diverse deficienze umane." ~ Jiri Menzel

INTERVISTATORE: "Chi sono i tuoi maestri, i tuoi registi preferiti? Quelli da cui hai appreso di più?" 

JIRI MENZEL: "Amo Chaplin, Jean Renoir, René Clair, ovviamente il mio professore Otakar Vávra (al FAMU di Praga - ndt), i registi delle commedie italiane, e molti altri...Buster Keaton."

"Anche nei periodi di censura, possono comparire grandi film. D'altro canto, la libertà assoluta ha permesso di generare cose incredibilmente brutte. Credo che la libertà abbia questo effetto collaterale: rendendo possibile ogni cosa, ti toglie determinazione e direzione. La creazione ha sempre bisogno di limiti. Se stai scrivendo un libro, componendo una canzone, o dirigendo un film, devi costruirteli. La creazione viene dal conflitto. Se non hai confini, finisci per blaterare sciocchezze." ~ Jiri Menzel 

"Se vuoi affrontare qualcosa in maniera profonda, l'umorismo è la via più facile perché il pubblico la accetti. È il modo migliore per arrivare al cuore. Se chi sta guardando non è della tua opinione, chiude occhi e orecchie a quello che hai da dire. Ma con l'umorismo – che è seducente – quello dovrà ascoltarti, e tu avrai la possibilità di influenzarlo. Se parli con humor, significa che sei sicuro della tua opinione. In più, senza humor la maggior parte delle cose sono noiose." ~ Jiri Menzel 

Menzel è un eroe nazionale e un tesoro internazionale. Ma nei primi cinque minuti d'intervista, mi dice che è pigro, orgoglioso, senza talento e completamente indegno della sua reputazione. "Non sono coraggioso," dice Menzel, "Non sentivo di dover fare film. Li ho fatti perché erano il mio lavoro, non la mia visione artistica. Tutti i film che ho fatto non erano miei progetti – mi è stato chiesto di farli da qualcun altro. Ed ho sempre avuto molti dubbi se fossi capace o meno di fare buoni film. Ce li ho ancora." ~ Jiri Menzel 

"La razza umana sta diventando davvero stupida. C'erano tempi in cui la cultura era capace di motivare la gente. Forse l'arte, la musica, e la letteratura arricchivano la vita delle persone...erano precisamente quelle arti che facevano conoscere alla gente il modo di vivere di altra gente. (...) Le persone facevano arte per poter dire qualcosa agli altri, per poter condividere qualcosa. La gente di oggi sembra fare arte solo per presentarsi al resto del mondo. Sembra che di questi tempi tutto abbia bisogno di una cosiddetta 'immagine'. È proprio come se oggi non fosse più importante quello che fai, ma chi sei." ~ Jiri Menzel 

INTERVISTATORE: "Quando a fine anni '60 le impedivano di lavorare come regista, ha mai pensato di perseguire una carriera un un altro paese, in America per esempio?" 

JIRI MENZEL: "Ero abbastanza sveglio da saper valutare se sarei stato capace di lavorare in un altro paese. Sono contento che dopo svariati anni di forzata inattività ho potuto fare dei film in Cecoslovacchia che non avrei potuto fare altrove. D'altra parte, credo che la fuga di Forman dalla Cecoslovacchia avesse un senso. Ha fatto film in America che non avrebbe potuto fare a casa. Rispetto i suoi film e il coraggio con cui è sopravvissuto durante gli anni meno redditizi. (...) Non ho mai avuto l'ambizione e quella sorta di elementare energia, quella forza che ha uno come Forman."

"Ho stretto una relazione personale molto più stretta con Hrabal nel periodo in cui a lui non permettevano di pubblicare e a me non permettevano di fare film, per questo ho passato veramente molto tempo nella casa estiva di Hrabal e ho finito per conoscerlo piuttosto bene anche oltre il livello artistico. (...) Ho sempre ammirato l'abilità di Hrabal di guardare la gente e vederla per quello che è veramente, con una prospettiva davvero senza compromessi, ma sempre amando le persone. Non era un misantropo anche dopo tutto quello che era successo. Contrapporrei questo aspetto al punto di vista degli scrittori Cechi più recenti – e alla letteratura mondiale in generale – dove vedo una forte tendenza misantropica che non c'era nel lavoro di Hrabal, dove quell'amore per la gente era realmente presente." ~ Jiri Menzel 

 

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