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RUNAWAY TRAIN. I fim con i treni dentro...
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RUNAWAY TRAIN. I fim con i treni dentro...

Fin dalle origini del cinema sono state due le figure emblematiche, usate e riutilizzate in ogni contesto per rappresentare la grande novità dell’immagine in movimento. In seguito sono diventate figure archetipali dell’essenza stesse del cinema e ad oggi sono presenti, a seconda dei casi, con un certa e regolare frequenza. Sto parlando del cavallo e del treno.

Col tempo subentreranno altri oggetti simbolici, come la macchina e la moto per l’on the road, piuttosto che la casa infestata negli horror, o si pensi a generi come il prison-movie che fanno ruotare tutto il loro asse tematico intorno ad un elemento, in questo caso la prigione, che ne innerva l’intero genere e l’intera modulazione narrativa. Cavalli e treni restano comunque gli apripista di questa connaturata tendenza della settima arte a individuare elementi della vita quotidiana e riutilizzarli, modificandoli anche simbolicamente nella loro accezione figurativa, sul grande schermo a rappresentanza di un mondo e di un’idea o anche semplicemente come figurazioni archetipali tipiche del cinema.

Il treno dopo i Lumière non è più stato lo stesso. Dai film di Keaton e Chaplin fino alla parodia fantozziana con Superfantozzi (1985), quelle primitive visioni di movimento e velocità han fatto sì che il treno e tutto il suo moto, dritto e incessabile, i vagoni, gli scompartimenti, le rotaie, oltre che all’implicito senso del viaggio o del progresso che ammantano il mezzo fin dalle sue origini, diventasse un “luogo” prediletto per appunto “veicolare” pensieri e riflessioni di volta in volta ricontestualizzabili.

Ma il treno non è stato solo l’elemento centrale di molte pellicole – come di canzoni, romanzi, poesie, quadri, sculture etc. – è anche diventato il protagonista accessorio di sequenze narrative, capaci di dare carattere all’intera pellicola benché gravitasse intorno ad altre tematiche e altre modulazioni narrative. Ecco che il treno, come co-protagonista dell’intera vicenda oppure come accessorio segmentale, privilegia il movimento e la velocità, innesca adrenalina e suspense, crea situazioni claustrofobiche e di strategica tensione narrativa, veicola idee e pensieri politici che vanno oltre la figurazione stessa, e resta sempre uno spettacolo per grandi e piccini. Basti pensare ai nonni che portano ancora i nipotini alla stazione a vedere il treno che arriva oppure a Renato Pozzetto che va a vedere il treno con i suoi compaesani come se fosse un film in Il Ragazzo di Campagna (1985). Perché? Perché il treno è sempre il treno…

Se Porter nel 1903 utilizzò il treno come espiedente narrativo da affiancare ai cavalli nella realizzazione del primo film con un'intenzione di continuità narrativa attraverso il montaggio, è anche vero che senza il treno non sarebbe stata possibile quella precisa storia che proprio grazie alla presenza del treno acquista uno spessore sociale di documentazione storica, oltre che fissare uno degli archetipi narrativi per eccellenza del genere. Oggetto, Mezzo, Microcosmo, il treno dalla sua nascita cinematografica in avanti è stato o teatro di intere vicende - Assassinio sull'Orient Express, A 30 secondi dalla fine - Runaway Train, il recente Snowpiercer, Terror Train, Rischio Totale e così via - o anche solo scenario e coprotagonista di sequenze di particolare effetto - come i disastri ferroviari de Il Fuggitivo e Il Predestinato oppure la sequenza very Argento di Nonhosonno. Ma il treno è stato anche simbolo oltre che protagonista silenzioso di tante pellicole che attraverso la sua simboligia hanno potuto parlare del progresso che spazzava via il romanticismo dell'età del'oro come in C'era una volta il West, dopotutto il treno è quasi per definizione oggetto nostalgico; oppure veicolo di istanze politiche come in Giù la testa. Ed è proprio il western che ha conferito al treno tutta la sua suggestione. Da il Cavallo d'Acciaio (1924) fino agli ultimi titoli in produzione, il treno è stato il comprimario ideale, il Moloch vorace, con cui il West faceva i conti con se stesso. Un film su tutti: Quel treno per Yuma (1957).

Questa è una playlist che nasce grazie a Runaway Train, una canzone di Joe Cocker del 2010, una tra le mie preferite. Sound completamente diverso rispetto al canone solito del Leone di Shaffield, molto anni ’80, pure ballabile, ma soprattutto di una grandissima e rara atmosfera estiva, da viaggio, on the road, di inanità canicolare, liquidità estiva, canzone diurna o notturna a seconda dei vari mood. Anche il testo di Ollie Marland è incisivo e spericolato proprio come un “treno fuori controllo”. Uno dei suoi pezzi migliori di sempre, originale e coraggioso. Se potete recuperatelo e portatevelo in vacanza con voi…

 

Joe Cocker - Runaway Train

 

Playlist film (aperta ai contributi)

Non ho sonno

  • Thriller
  • Italia
  • durata 117'

Regia di Dario Argento

Con Max Von Sydow, Stefano Dionisi, Chiara Caselli, Rossella Falk

Non ho sonno

IN TV Premium Energy

canale HD 334 altre VISIONI

Rilevanza: 1. Per te? No

Speed

  • Azione
  • USA
  • durata 119'

Titolo originale Speed

Regia di Jan De Bont

Con Keanu Reeves, Dennis Hopper, Sandra Bullock, Jeff Daniels

Speed

IN TV 20

canale 20 altre VISIONI

Rilevanza: -1. Per te? No

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La guerra dei mondi

  • Fantascienza
  • USA
  • durata 116'

Titolo originale War of the Worlds

Regia di Steven Spielberg

Con Tom Cruise, Dakota Fanning, Justin Chatwin, Tim Robbins, Miranda Otto

La guerra dei mondi

IN TV Nove

canale 9 HD 509 altre VISIONI
Film aggiunto da Mike.Wazowski

il treno che passa completamente in fiamme con le barriere chiuse, immagine spaventosa!

Rilevanza: 1. Per te? No

La stangata

  • Commedia
  • USA
  • durata 130'

Titolo originale The Sting

Regia di George Roy Hill

Con Paul Newman, Robert Redford, Robert Shaw, Charles Durning

La stangata
Film aggiunto da Laurelin

L'incontro (e il primo inganno) tra Gondorff (Paul Newman) e Lonergan (Robert Shaw) che imposterà le premesse per la "stangata" ai danni di quest'ultimo si svolge a bordo di un treno. La ristrettezza degli ambienti aggiunge una claustrofobica tensione a quella già ovvia della situazione (furto ai danni dello stesso Lonergan, più partita a poker)

Rilevanza: ancora nessuna indicazione. Per te? No

Il generale - Come vinsi la guerra

  • Comico
  • USA
  • durata 74'

Titolo originale The General

Regia di Buster Keaton

Con Buster Keaton, Marian Mack, Glen Cavender, Jim Farley

Il generale - Come vinsi la guerra
Film aggiunto da RemingSteele

Non posso credere che nessuno ha pensato a questo film di Buster Keaton! Questo è IL FILM sui treni e quello in cui il protagonista non è Keaton ma appunto il General che dà il titolo al film.

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