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I canti del lavoro
di curiosone49 ultimo aggiornamento
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I canti del lavoro

Non male l’idea: per festeggiare i 150 anni dell’unità nazionale far cantare i Canti del Lavoro...
Già poco conosciuti, ormai obsoleti...
Tra quelli delle mondine, notissimo è:
 
Sciur padrun da le bele brache bianche fora le palanche fora le palanche...
sciur padrun da la bele brache bianche fora le palanche ch'andum a ca'!!
 
 
è meno noto che anche “Bella ciao” lo era... Ora se la prima potrà, al massimo, far rabbrividire per qualche secondo qualche proprietario terriero della Bassa (più verso Alessandria o Novara che verso Adria o Rovigo), “Bella ciao” inizialmente sarà stato pure un canto delle mondine...ma POI ha avuto ALTRI significati...
 
In tempo di revisionismo anche “Giovinezza” potrebbe essere gabellato sotto l’ormai totalmente dimenticato canto degli universitari che andavano a morire nella I^ Guerra Mondiale... POI (nel 1922) però divenne l’inno ufficiale del Partito Nazionale Fascista...ed anche per Giovinezza si è perso l’iniziale (ormai obsoleto) significato...per assumerne ALTRI ....Saggiamente ( saggiamente ?????) si è deciso di non far cantare né l’una né l’altra....
...vi immaginate cosa sarebbe successo se, sull’ala della nostalgia, si fosse permesso di far cantare la “La Sagra di Giarabub?” perché inneggiava ai “migranti - obbligati” (alias soldati mandati a morire in una terra lontana da uno “che non dormiva mai...” ) posti a difendere un avamposto assediato da “soverchianti forze nemiche?”, oppure  “L’Inno a Roma” perché tratto dal “Carmen seculare” di Orazio?
Temo che si sarebbe risposto con la cantata di Amodei sui “Morti di Reggio-Emilia”, a ricordare i 300 operai delle Officine Reggiane fermatisi a cantare canzoni di protesta nel luglio 1960 davanti al Monumento ai Caduti di Reggio; la carica della polizia lasciò a terra 5 morti ....Canzone poi ripresa da Jannacci in “Qualcosa da aspettare”...Nel 1960, un altro cantautore innamorato di Brassens, tal Fabrizio de Andrè, componeva, sullo stesso motivo di Morti di Reggio Emilia, una canzone in ricordo dei fatti di Genova (per i più giovani: ATTENZIONE: siamo al 1960, manifestazioni del “popolo delle magliette a strisce” contro il governo Tambroni: monocolore “balneare” DC con l’appoggio esterno del MSI) che faceva più o meno così: “ E piazza de Ferrari in un attimo fu presa - fascisti e celerini chiedevano la resa...”..
E se dall’altra sponda si dovesse rispondere con la Canzone dei Sommergibilisti, lavoro senza altro duro e pericoloso (di ciò non vi è dubbio alcuno!), pur tuttavia strettamente volontario, qualcuno potrebbe rispondere con “Contessa” di Pietrangeli...e siamo ancora in tema di lavoro, salari e risposta “dura” (ma non c’era ancora Marchionne!!!)
 

 

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