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Anna Magnani, la regina di Roma
di graffiodiluna ultimo aggiornamento
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Anna Magnani, la regina di Roma

E’ di questi giorni la notizia: “L''Associazione Amici di Anna Magnani', fondata dal giovane Matteo Persica, presieduta da Massimo Rendina ed avente come vice presidente e presidente onorario Gian Luigi Rondi e Franca Valeri, sta proponendo e organizzando dei corsi per le scuole all'estero improntati sulla figura artistica ed umana che Anna Magnani ha rappresentato”. Anna Magnani,“Nannarella” per chi la amava, non era certo una donna semplice, tutt’altro. Nata a Roma, occhi neri e profondi, aria malinconica  ma capace di grandi risate: famosissima la sua “Ruzza” che altro non era se non un momento di felicità che comunicava agli amici, magari nel cuore della notte, invitandoli a casa sua, salvo poi mettersi in disparte quando l’effetto svaniva.  A suo agio nei panni della donna focosa e passionale era in  realtà molto fragile. Era una Signora vera, colta e di gusti raffinati, un personaggio, ma prima di ogni altra cosa era una persona che sapeva e voleva essere alla portata di tutti. Si identificava con Roma e Roma con Lei, la sua romanità era uno strumento di comunicazione con il popolo. Si identificava con i suoi personaggi, li viveva, tanto che prima di iniziare la recitazione arruffava i capelli e diceva: “Andiamo a fare la Magnani”. Donna dai grandi amori, quello per suo figlio, per la musica (prese lezioni di piano), per i gatti (era una “gattara”) e ovviamente per il cinema. Impossibile elencare tutti i film, ma per alcuni è doveroso: parliamo di Roma Città Aperta (come si può dimenticare la scena in cui viene uccisa dai colpi di mitraglia mentre corre dietro al camion sul quale i tedeschi hanno caricato il marito per deportarlo), o Bellissima (dove una madre tenta in tutti i modi di far vincere un concorso di bellezza alla figlia riversandole addosso i suoi sogni mai realizzati) e poi Pelle di serpente e La rosa tatuata per il quale le fu assegnato l’Oscar. Nella sua carriera è stata diretta da grandi registi, da Pasolini a Fellini, da Monicelli a Visconti e Roberto Rossellini, con cui ebbe una storia d’amore tormentata. Era nota per le sue scenate di gelosia che la portarono anche a un divorzio. Lavorò con diversi attori: da Marcello Mastroianni a Enrico Maria Salerno, da Walter Chiari a Aldo Fabrizi. Tanti gli aneddoti sulla sua vita, e tanti gli scontri sui set in cui non appariva mai prima di mezzogiorno: "perché non poteva “fare l’arte” appena sveglia", e si dice che andasse in giro con una bottiglietta di petrolio per togliere le zecche ai cani randagi. Era un'antidiva, basti dire che non andò neanche a ritirare l’Oscar perché non ambiva a mettersi in mostra. Morì a Roma nella clinica Mater Dei ai Parioli, stroncata da un tumore al pancreas. Inutile dire che materia di studio nella vita di Anna Magnani ce n’è tanta e non si può riassumere tutto in poche righe, sarebbe un delitto nei confronti di questo grande personaggio. Di lei Tullio Kezich disse: "Anna è stata un prototipo inimitabile, per qualità e difetti. Aveva una faccia da fontanone romano, gambe troppo magre, era malfatta. Una somma di sproporzioni che, grazie al suo talento, partoriva un risultato strepitoso, ma irripetibile: non soltanto perché è stata l’ultima gloriosa incarnazione di quel naturalismo interpretativo che per decenni ha fatto la forza del nostro teatro. Ma perché raccontava un’Italia che non esiste più." E la sua amica Suso Cecchi d’Amico in risposta: "Le attrici di oggi sono irrimediabilmente borghesi.Non hanno conosciuto la povertà, non hanno frequentato l’Accademia o un’altra scuola, non hanno quasi mai fatto teatro. Sono figlie del benessere. Possono anche essere bravine. Ma mancano di quegli elementi costitutivi che hanno fatto diventare Anna ‘La Magnani’. Una popolana che sapeva essere una regina".

Ho omesso volutamente tutti gli aneddoti che la riguardano. Ritengo sia più carino che chi ha voglia di commentare possa farlo con quello che preferisce o che ha lasciato un segno.

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