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VIGOre e libertà
di callme Snake ultimo aggiornamento
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callme Snake

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VIGOre e libertà

"Playlist libera" credo sia il termine giusto dato il soggetto: Jean Vigo. Un nome che in un sito di cinema come questo, con gente preparatissima e agguerrita, sembra ricorrere poche volte (io stesso faccio ammenda per primo). Poche playlist, poche opinioni sui suoi film. Eppure ha fatto (meglio: ha dato) di più lui in meno di tre ore di pellicola che non schiere di registi con le loro filmografie complete. A Propos de Nice, Taris, Zero in Condotta, L'Atalante. Tutto qui, anzi, neanche "tutto", visti i tagli che i suoi capolavori hanno subito nei decenni. Due documentari sperimentali, caratterizzati da un mirabilissimo montaggio debitore forse delle innovazioni sovietiche, ma senza la pesantezza ideologica che esse comportano o la rigidezza di una teorica regolatrice, e due film narrativi talmente liberi da essere ancora inclassificabili: impressionismo anni '20 in stile Epstein? Surrealismo bunueliano? entrambi, e nessuno dei due. Figlio di un anarchico assassinato in prigione, liberissimo e problematico, divertente e spietato, Vigo è stato un uomo "pericoloso" per la società in cui è vissuto. Certamente, e questo pochi se lo ricordano, non tutti contrastarono l'opera del regista: onore al merito va al produttore Jacques-Louis Nounez che dopo l'insuccesso totale e il mancato nulla osta di Zero In Condotta fu felice di produrgli anche L'Atalante, progetto nel quale Vigo pose tutte le sue forze e le sue speranze. Purtroppo martoriato (nella colonna sonora, nel montaggio, persino nel titolo, oltre a tagli ecc..) dal buonismo dei benpensanti, il film e il suo percorso diedero il colpo definitivo all'allora ventinovenne regista, che partendo da una storia banalissima e "commerciale" riuscì a regalarci quello che è uno dei più straordinari esempi di leggerezza e bellezza cinematografica, pura poesia dallo sguardo umano. L'abilità tecnica di un maestro del cinema russo, la leggerezza di Renoir, la carica irridente e surreale di un Bunuel con il senso per gli effetti magici del cinema che fu di Epstein: Vigo è stato e rimane un punto cardine, ancora oggi godibilissimo e "scandaloso", non meritando certo il dimenticatoio. Da segnalare una bella edizione doppio disco inglese (per la Artificial Eye) che contiene l'intera filmografia ed un documentario di Jacques Rozier su di lui.

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