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I duellanti

Regia di Ridley Scott vedi scheda film

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La recensione su I duellanti

di supadany
8 stelle

“The duellists” segna l’esordio al cinema in grande stile di Ridley Scott che subito dopo dirigerà in successione due lavori come “Alien” e “Blade runner”, una tripletta incredibile, un periodo d’oro irripetibile (anche se comunque avrebbe potuto avvicinarsi un po’ di più a questi notevoli picchi creativi ed artistici rispetto a quanto effettivamente realizzato).

Questo film sarà meno popolare, ed anche personalmente mi piace un po’ di meno, ma è un esordio che dimostra una padronanza del mezzo di grande rilevanza.

Sullo sfondo delle guerre napoleoniche si consuma l’infinito duello tra Armand D’Hubert (Keith Carradine) e Gabriel Féraud (Harvey Keitel).

Tutto nasce dal nulla, ma nel corso degli anni i due si ritroveranno più volte sulla medesima strada ed ogni volta sarà l’occasione per una nuova sfida con in gioco la loro vita stessa, ma soprattutto l’onore.

Il primo film di Ridley Scott è impregnato di pittura, l’uso della luce è semplicemente sopraffino, mentre lo scrupolo per i dettagli di scena non è da meno (tanto che molti fermo immagine potrebbero essere dei veri e propri quadri), così che, sia nelle scene in esterno che in quelle negli interni, più volte si rimane letteralmente sopraffatti dalla bellezza delle immagini.

Ma non è comunque un semplice esercizio di stile, infatti su tutto vige uno scontro tra due personalità ben caratterizzate, anche grazie a due attori che non sbagliano una mossa, che si muovono tra onore (più per D’Hubert) ed ossessione (soprattutto Feraud).

Lo sfondo delle epopee napoleoniche poi è più che consono e lo splendido finale, che arriva dopo un ultimo duello costruito in maniera esemplare, con classe ingegno, ma senza metterci una mossa di troppo, con la figura di Feraud che si staglia su di un paesaggio profondo come un impero e che finisce con il compenetrarsi a quanto accaduto all’Europa di quegli anni appena trascorsi ricordando in maniera voluta la figura di Napoleone stesso.

E’ così che ci troviamo dinnanzi ad un’opera di rara composizione estetica che dipana una trama non eccelsa (salti in avanti vorticosi ed anche un po’ improvvisi a volte), sfruttando comunque appieno le caratteristiche salienti dei caratteri in gioco.

Pregevole. 

Su Ridley Scott

Regia semplicemente eccelsa, tanto più visto che si parla di un'opera prima.
E la meraviglia aumenta esponenzialmente.
Ottimo.

Su Keith Carradine

Ha tra le mani un buon personaggio al quale fornisce un buon contributo.

Su Harvey Keitel

Interpretazione magistrale, il personaggio è ottimo, ma se è possibile Harvey fa anche meglio, infatti il suo contributo è evidentissimo.
Ottimo.

Su Cristina Raines

Discreta.

Su Albert Finney

Parte minuscola per lui.

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