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Distretto 13: le brigate della morte

Regia di John Carpenter vedi scheda film

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La recensione su Distretto 13: le brigate della morte

di Baliverna
10 stelle

Nessuno come John Carpenter è adatto a rappresentare i teppisti e gli ambienti degradati delle metropoli americane. Questo secondo me è uno dei suoi film migliori, che forse si può definire anche capolavoro. La narrazione è molto tesa e compatta, sin dalle prime inquadrature, dove si percepisce subito che qualcosa di sinistro aleggia nell'aria. La polizia è lungi dall'essere una squadra di idealisti che combatte per il bene e la giustizia: tra essi vi sono poliziotti cinici e menefreghisti, alcuni peggiori dei criminali, o anche altri che hanno ancora una moralità e un senso del bene e del male, oltre che un concetto di lealtà. Gli stessi condannati che trasportano non sono degli assassini crudeli, bensì individui che certamente hanno sbagliato gravemente, ma non sono peggiori ad esempio di certi piedipiatti. Quelli che invece rappresentano il male assoluto sono i teppisti che assediano il distretto, che finiscono per essere una massa indistinta, fatta di persone anonime e senza volto. Solo la banda che si vede all'inizio ha un volto (complimenti per la scelta degli attori). Essi sembrano essere il prodotto di una civiltà che, per come è impostata, necessariamente produce cani assetati di sangue e sadici assassini. Per il resto, i condannati a morte per omicidio plurimo sono capaci di inaspettati gesti nobili e di solidarietà umana, e non meritano l'etichetta di mostri.
Carpenter costruisce una tensione che si taglia col coltello, usa uno stile asciutto ed essenziale, definisce bene i personaggi, e ci regala alcuni momenti che rimangono impressi nel proprio immaginario: come la macchina nera e silente dei teppisti, che passa lugubre e minacciosa nella via del camion dei gelati; o le pallottole sparate col silenziatore che penetrano negli uffici del distretto; infine l'ultima irruzione degli assedianti fronteggiata con un pannello di metallo come scudo.

Sulla colonna sonora

La musica è opera dello stesso Carpenter, e infatti si adatta bene al film. Una volta vidi la versione in lingua originale e la sigla era diversa, decisamente migliore. O meglio, era la stessa musica (ottima, che dà senso di tensione) solo senza quell'orribile parte cantata, che tra l'altro si accompagna molto male con l'atmosfera del film. Il mio sospetto è che la cantatina sia stata aggiunta in un secondo momento, nel sciocco tentativo di rendere più movimentato il pezzo. Il risultato è che l'hanno rovinato, e dubito fortemente che l'abbiano fatto col consenso del regista.  

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