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Collateral Beauty

Regia di David Frankel vedi scheda film

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La recensione su Collateral Beauty

di mc 5
6 stelle

Già diverse altre volte mi son ritrovato, in sede di giudizi cinematografici, ad essere perplesso, ma stavolta credetemi sono sul serio imbarazzato nel recensire questo film. Devo prima di tutto riordinare le idee e tener anche conto della mole di giudizi negativi raccolti su stampa e web. "Collateral beauty" era sulla carta uno dei film di punta di queste festività, per lo meno quelle di Capodanno. Il film va infatti incontro ai gusti del pubblico da multisala, ed essendo all'insegna della Super Lacrima (diciamo così), si può giurare che al botteghinoi farà centro. I giornali e i siti web di cinema hanno però smontato con vigore proprio il cuore del film, cioè la suddetta "Lacrima". E io in proposito, a poche ore dalla visione, devo confessare che il mio rapporto con questa pellicola è tutt'ora irrisolto. Cerco di spiegarmi anche se temo non sarà facile. Il film è talmente intriso di dolore e di sentimento di sofferenza interiore da ammazzare anche un cavallo, una roba vergognosa, una vera e propria "fabbrica del dolore", il che genera nello spettatore una malinconia e una tristezza quasi intollerabili ma... qui sorgono i problemi. Sì, perchè mi vergogno un po' a dirlo ma alcuni di questi momenti "mesti" hanno coinvolto anche me, procurandomi qualche reazione emotiva (ho messo mano un paio di volte al fazzoletto) cui non ho saputo resistere. E allora? Allora nienrte. Il film VUOLE toccare corde dei nostri sentimenti piu' intimi e ci riesce, c'è poco da dire. Resta un dubbio: che cinema è (ed è lecito??) giocare così sporco da parte di sceneggiatori e regista? Perchè poi la confezione è sapiente, mica banalmente ruffianotta, avvalendosi di attori di talento. Onore al merito di un'operazione che coglie nel segno e centra il bersaglio emotivo oppure vergognosa operazione che unisce confezione da blockbuster e meccanismi emozionali matematicamente infallibili? Ai posteri. E dopo queste speculazioni ai limiti del pippone, raccontiamo un pò la vicenda nel dettaglio. Si esordisce con un brillante Will Smith che declama la rosea situazione di una società di pubblicità di cui è socio insieme ad altri tre. Tre anni dopo lo scenario è molto cambiato. Smith ha perso per un male tremendo la sua piccola di sei anni. E' un uomo spezzato per il quale la vita non ha piu' alcun senso. E si lascia andare ad una forma singolare di apatia. Che sconfina parecchio nel bizzarro e nell'assurdo. Tanto che i suoi soci organizzano un "piano" per farlo apparire "disturbato mentalmente" e dunque esautorarlo dal suo ruolo nella società. Questa la partenza. Poi succedono svariate cose. Di cui la piu' rilevante è la comparsa sulla scena di tre figure simboliche : la Morte, l'Amore e il Tempo (ma qui non non approfondisco perchè sarebbe lungo e complicato spiegare), poi c'è una comunità di autocoscienza che fa riunioni in cui ci si "racconta" e ci si sfoga in gruppo, e qui Smith conosce una donna che come lui ha perso la figlia piccola. E così tra lacrime abbracci rimpianti e sofferenze assortite si arriva ad un finale che libera lo spettatore da un malessere che s'era fatto insostenibile. Ma il dubbio rimane intatto: è cosa sana e giusta farsi intrappolare da questa "commedia del dolore" costruita in qualche ufficio creativo di Hollywood? Talento o scaltrezza? Chiudiamo col cast che è meglio (visto che non c'è modo di uscirne vivi, dal dilemma). Will Smith, per quanto mi riguarda, fu grande ma ultimamente si è diviso tra americanate ruffianissime tipo "La ricerca della felicità" e idiozie schifose come "Suicide Squad" (il peggior film della mia vita). Ma qui devo ammettere che lui se la cava abbastanza con onore. Naomie Harris (la mamma che lui conosce alle riunioni) un po' gigiona ma bravissima. Keira Knighteley non eccezionale ma bravina. Helen Mirren fantastica. Michael Pena (attore cui sono molto affezionato) qui in gran forma. Kate Winslet solita fuoriclasse. Edward Norton invece mi è parso un po' "legato". In definitiva, non voglio tirare nessuna somma e lasciare il giudizio a chiunque vedrà (o ha visto) il film. E intanto mi tengo i miei dubbi. PS: questa "bellezza collaterale" (quella del titolo) di cui si vagheggia con toni quasi new age, qualcuno mi sa spiegare cosa diavolo è? (io mica l'ho capito).

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