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Miss Sloane - Giochi di potere

Regia di John Madden vedi scheda film

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La recensione su Miss Sloane - Giochi di potere

di alan smithee
4 stelle

La celebrazione della donna in carriera e con le palle, in un film soffocante costruito su una storia prolissa e verbosa che vede coinvolto un cast di un certo livello che si impegna il minimo sindacale nell'affrontare personaggi piuttosto piatti e prevedibili. Splendida la Chastain odiosa, meglio certo di quando si pente e si duole.

La tenace, irriducibile, affasciante e fulva Elizabeth Sloane è la quintessenza della "donna con le palle": il suo non è proprio un lavoro manageriale come gli altri, ma più di questi ultimi necessita di scaltrezza, determinazione, e capacità di indurre gli altri a passare dalla sua parte.

Elizabeth è una lobbista, e si batte tenacemente, visto quanto viene retribuita, affinché le sue battaglie influenzino i livelli governativi più determinanti per far si che ciò per cui si batte venga appoggiato dalla maggioranza che conta.

Si è battuta a difesa del famigerato olio di palma introdotto in molti prodotti alimentari, e dalle proprietà nutritive piuttisti discutibili in grado da una parte di additarlo come veleno letale, e dall'altra di strumentalizzare la sua assenza mascherandi altri intrugli probabilmente più pericolosi  (nel fulm si cita e nomina pure il celebre prodotto della Nutella).

Ora la donna sta affrontando una tematica ancora più scottante: quella della libera diffusione delle armi da fuoco, argomenti in grado di dividere come pochi l'opinione pubblica e membri delle forze governative, oltre che a tutti coloro che lucrano su questo imponente mercato.

Per Miss Sloane passare a difendere una delle parti in causa, o quella sua contraria, non fa molta differenza, se non per i soldi che la parte più lungimirante si offre di cedere alla donna in cambio del suo appoggio.

Ed ecco fatto: voltagabbana, da una agenzia a quella concorrente, con quasi 3/4 della sua squadra dietro di lei.

Intanto un incipit in avanti coi tempi ci mostrava la donna coinvolta come imputata in un processo federale.

Un personaggio di donna forte, che tratta gli uomini come delle pezze da piedi, o come dei bamboli a scopo sessuale, non poteva non fare gola ad una star del calibro di Jessica Chastain, abile a centrare il bersaglio dei ruoli più ambiti.

In questo caso il film, che porta la regia del manierato e decisamente non proprio indimenticabile John Madden (quello del troppo incensato Shakespeare in love, e del giustamente demolito Mandolino del Capitano Corelli), si dilunga in carrellate stucchevoli, in cambi d'abito da parte della nostra tenace donna da battaglia più frequenti di una valletta sanremese, ed in un verboso susseguirsi di colpi bassi sia processuali, sia relativamente agli intrighi messi in atto dalla lobbista per aggiudicarsi i favori della parte che ha deciso di appoggiare; con tanto di cimici vere con incorporate cimici ad alta tecnologia in grado di smascherare l'intrigo nell'intrigo.

Insomma tanta maniera, e sin troppa lacca per un film soffocante costruito su una storia prolissa e verbosa che vede coinvolto un cast di un certo livello (oltre alla divina Jessica, citerei come minimo Sam Waterson, Mark Strong, John Litgow, Alison Pill), che si impegna il minimo sindacale nell'affrontare personaggi piuttosto piatti e prevedibili, macchiette di una squadra dove non può mancare il nerd timido ma brillante, la bonona che fa da esca, la coraggiosa scampata ad una tragedia, il vecchio corrotto, e l'antagonista invidioso.

 

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