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Qualcuno volò sul nido del cuculo

Regia di Milos Forman vedi scheda film

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La recensione su Qualcuno volò sul nido del cuculo

di lolbond007
10 stelle

Immortale capolavoro che deve essere visto da tutti. Riflessivo e intelligente, ma anche interessante e attuale, è un vero gioiello del cinema. Maestoso Jack Nicholson nei panni del protagonista.

ALLA SCOPERTA DEI CAPOLAVORI DEL CINEMA: II

"Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va?" (dr. Spivey)

"No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza!" (McMurphy)

 

Ci sono film difficili da dimenticare, davvero.

Ci sono film in cui ci si stupisce di fronte alla magnificenza dell'opera.

Ci sono film che si riguardano sempre con la stessa passione, come la prima volta.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è uno di questi.

Non è facile trovare un difetto in un'opera come questa.

Non sarà perfetta forse, ma in fondo quale lo è?

Tutto riesce ad essere magnificamente progettato, e funziona alla perfezione, come un orologio svizzero.

Tutto sembra azzeccato fin nei minimi dettagli.

A partire da uno script a prova di bomba, che tratta in maniera tutto sommato semplice un argomento molto complicato e impegnativo, raccontando una storia in maniera eccellente.

Passando poi per il cast, perfetto in ogni singolo personaggio.

Per arrivare alla regia di Milos Forman, sempre molto discreto e quasi riflessivo nei movimenti di macchina, ma in grado di non sbagliare neppure un'inquadratura, mostrando quindi una competenza non di tutti.

Ciò che questo film ci insegna lo rende un'assoluta pietra miliare della Storia del Cinema.

I personaggi accumulano tensione, rabbia, voglia di ribellarsi, ciononostante il clima rimane calmo, pure troppo, per quasi tutta la durata della pellicola, finchè poi, alla fine, la situazione esplode e avviene quasi un' "involontaria rivolta dell'uomo presente alla sua fragilità".

La citazione di Fratelli di Giuseppe Ungaretti sarà forse azzardata e inadatta a questo contesto, ma a parer mio non del tutto fuori luogo.

Non è forse infatti una guerra quella che un uomo con disturbi mentali, disprezzato e deriso, abbandonato e sfruttato, è costretto a combattere tutti i giorni?

Non è forse una guerra anche quella che deve combattere chi vuole effettivamente aiutare queste persone, lottando contro un Sistema cinico e fossilizzato ovunque e in chiunque?

Questa infatti è la grande denuncia, urlata prepotentemente al mondo, del film.

La pessima condizione in cui i malati con disturbi mentali dovevano (e devono?) essere rinchiusi in ospedali psichiatrici utili solo ad esiliarli da una società menefreghista ed egocentrica che preferisce non venire a contatto con loro.

Luoghi che non li aiutano ma che non fanno che peggiorare le loro condizioni.

E quindi questi poveri esseri sono sfruttati da personaggi ambigui come McMurphy, interpretato da un Jack Nicholson in stato di grazia, e incompresi da coloro che dovrebbero curarli, come l'infermiera Mildred Ratched (Louise Fletcher).

E il finale, eccellentemente pensato e girato, ci fa giungere a una conclusione che, per quanto triste e desolante, non è che la pura e semplice verità.

Il Sistema è troppo forte.

A volte qualcuno può riuscire a farlo perdere, ma inevitabilmente perde pure lui.

E infatti il finale mi ha dato l'impressione di una sconfitta generale.

Di tutti.

Del Sistema e anche, e soprattutto, degli altri.

Nè i pazienti nè coloro che gestiscono l'ospedale sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo.

Anche se il Sistema, stavolta rappresentato dalla seconda categoria , a conti fatti, se non si può dire che abbia proprio vinto, è indubbio che non ha perso.

(ATTENZIONE: PICCOLO SPOILER) È riuscito a trattenere i pazienti dentro l'ospedale, e quindi non è stato sconfitto.

Ma credo che la vittoria vera sarebbe stata renderli felici e aiutarli. Cosa che non si è ovviamente verificata. (FINE SPOILER)

Qualcuno volò sul nido del cuculo mi ha fatto capire una cosa.

Non sempre il cinema è finzione.

 

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