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La cura dal benessere

Regia di Gore Verbinski vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su La cura dal benessere

di zombi
7 stelle

new york, regno della finanza e di manovre non proprio limpide per diventare sempre più grandi, sempre più potenti e sempre più ricchi. un giovane rampante viene convocato dai soci per un incarico insolito.... deve recarsi nel vecchio mondo in una SPA abbarbicata sulle alpi svizzere e riportare l'amministratore delegato indietro, possibilimente subito!

il giovinotto è sapientemente ricattato dai soci per delle operazioni non troppo legali, ma gli viene promesso che al ritorno verrà premiato per questo "lavoro".

parte così perennemente occupato a lavorare e visitato spesso dalle parole della madre che risiede in una casa di cura.

l'incombenza di lockhart, questo il suo nome, è il solito ingresso arrogante del cittadino in una parte del mondo per lui folcloristica e sperduta e del tutto inutile dal momento che si accorge che non è più possibile ricevere segnali di connessioni tecnologiche col mondo "vero".

lockhart ha ricevuto alcuni segnali di quello che lui ancora non sa che dovrà affrontare, sia a new york in visita alla madre che sul treno veloce tramite un infantile disegno sul vetro appannato.

il gotico gli apre le porte e lo imprigiona piano piano nelle segrete di un mondo di favole e leggende.

la SPA è un posto esclusivo per super ricchi che vi si recano per depurarsi dalle tossine dei propri imperi. una cura dal benessere, che lockhart parlando prima con un'infermiera alla reception e poi con un responsabile, minimizza in poche disprezzanti frasi, bramoso solo di prendere ciò per cui è venuto e andarsene al più presto.

la critica ad un mondo finanziario (nuovo) disumanizzante che crea ricchezza solo per pochi, stritolando le persone che non sopportano il peso di sapere come questa ricchezza si crea e a spese di chi, si amalgama e si sposa con un mondo di foreste secolari e castelli incantati che posano le loro fondamenta sullo sfruttamento dei poveri e su una concezione di purezza della razza alquanto distruttiva.

la cura dal benessere che è un'assurdità e difatti lockhart la deride dall'alto dei suoi più urgenti doveri relegandola a ginnastica soft in acqua e bagni con la rinomata acqua della falda sotto al castello, ha senso solamente nel momento in cui si fanno ammallare i pazienti.

la ricerca da parte dei super ricchi di prolungamento della vita ha permesso al direttore della SPA di sfruttare i benefici di quelle acque e creare una cura.

nel momento stesso in cui lockhart lascia i grattacieli e i computer , che gli promettono un futuro luminoso, nonostante nei suoi ricordi da bambino abbiano lasciato delle ombre scure, e varca la soglia di una foresta che non sia di cemento, tutto ciò che vede e tutto ciò che viene a scoprire e a sapere di quel posto isolato sembra che lo catapulti direttamente dentro le pagine di un libro.

tutto sembra impossibile e invece ai suoi occhi increduli di giovane finanziere abituato a dati e numeri, prende piano piano forma e senso.

un senso sprofondato nelle segrete di romanzi gotici, di documenti riguardo a fatti storici accertati, di sacrifici disumani per compiere una folle idea di progenie pura.

regista e scenggiatore hanno una buona conoscenza della materia trattata e hanno saputo affrontare una serie di temi piuttosto impegnativi per due ore di film. 

finanza, eugenetica, pratiche contro natura richiamanti il demoniaco e vita eterna e il tutto parlando di vecchi milionari ritirati sulle alpi svizzere a bere acqua.

un distillato di generi, sapientemente dosato ed esposto, in una favolistica confezione per tutta la famiglia dove il gore è assente e le turpi azioni di un mondo in cui il padrone governava su cose e persone, sono rimaste turpi e insane, ma vendute a caro prezzo e senza nemmeno la fatica di creare pacchetti turistici scontati. 

mi piace questo horror-goth che più che mostrare, fa immaginare e anche quando mostra assoggetta l'effetto spaventevole alla storia che racconta. 

comunque non me la si conta..... MIA GOTH per me è figlia di SHELLEY DUVALL. 

non male la prestazione di de haan e isaacs.

 

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