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Cabaret

Regia di Bob Fosse vedi scheda film

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La recensione su Cabaret

di steno79
9 stelle

Cabaret resta il migliore fra i pochi film completati dal regista/coreografo Bob Fosse, un musical dove un certo narcisismo tipico delle sue regie è meno evidente, dove la trama fluisce in maniera scorrevole valorizzando il linguaggio cinematografico grazie ad un montaggio che gioca sugli accostamenti paralleli con grande sicurezza e una fotografia di magistrale intelligenza nella rievocazione visiva della Berlino agli albori del Nazismo. Il film appartiene al genere musicale, ma in realtà si tratta di una pellicola essenzialmente narrativa dove i numeri musicali sono relegati solo sul palco del Kit Kat club, e in termini di minutaggio non hanno un peso eccessivo; si tratta di una storia d'amore non convenzionale ispirata ai racconti dello scrittore omosessuale britannico Christopher Isherwood, e per l'epoca in cui fu girata è abbastanza esplicita su certi temi, anche se non ci sono scene scabrose. La bravura di Fosse è stata principalmente quella di dare un respiro cinematografico adeguato alla storia di Sally e Brian con l'ombra sinistra del Nazismo in ascesa, non rifiutando i toni romanzeschi e melodrammatici ma integrandoli alle canzoni e ai balletti con un suggestivo gioco di rimandi e allusioni che arricchiscono il valore emotivo di molte scene. La rievocazione ambientale in certi momenti può sembrare troppo hollywoodiana, ma in realtà coglie con precisione il crollo della Repubblica di Weimar che verrà ripreso con minore inventiva da Bergman ne "L'uovo del serpente"; molto del merito va indubbiamente agli attori, con una Liza Minnelli di trascinante energia recitativa e canora che riesce perfino ad essere sexy, un Michael York di sottile introspezione nella parte in cui è adombrato Isherwood e un bravissimo Joel Grey che si scatena sul palco con talento sopraffino. La pioggia di Oscar può sembrare eccessiva solo se lo si confronta col "Padrino" di Coppola, che fu sconfitto da Fosse anche come miglior regista; indubbiamente meritati quelli alla Minnelli, a Grey e alle musiche, fra gli altri (memorabili le canzoni "Money makes the world go round" e "Life is a cabaret" in conclusione). A mio parere un gradino al di sopra dei pur ottimi "Lenny" e "All that jazz" resta il vero testamento cinematografico dell'autore, ed è un peccato che la Minnelli in seguito non si sia più ripetuta a questi livelli.

voto 9/10

Liza Minnelli, Joel Grey

Cabaret (1972): Liza Minnelli, Joel Grey

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