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Rambo

Regia di Ted Kotcheff vedi scheda film

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La recensione su Rambo

di champagne1
7 stelle

Un veterano della Guerra del Vietnam, medaglia d'Onore del Congresso, viene scambiato per un vagabondo e "maltrattato" dagli agenti della polizia locale della cittadina di Hope dove si è fermato a riposarsi e mangiare un boccone. Da quel momento la cittadina perderà la sua pace....

 

 

First Blood, nome con cui il film è conosciuto negli States, è un ottima rappresentazione dell'archetipo del "buono" vilipeso e maltrattato, solo contro tutti, che poi alla fine si vendica e cerca di riportare giustizia.

Tratto dal romanzo di David Morrell (1972), la sceneggiatura fu scritta da Michael Kozoll e William Sackheim, con il contributo di Sylvester Stallone che - dopo il successo della saga di Rocky (giunta al 3° capitolo) - si prodigò per rendere il protagonista cinematografico molto meno violento e sanguinario dell'originale letterario.

Ted Kotcheff, regista attivo fin dagli anni '60, preferito in ultimo a Mike Nichols, diresse un film drammatico dopo tutta una serie di film dai toni di commedia che gli avevano valso l'attenzione di Hollywood e buoni successi di pubblico. L'effetto finale fu colossale: l'action-movie si trasforma nel dramma rappresentato dal ritorno dei reduci del Vietnam nella vita quotidiana in una nazione divisa in due fra la voglia di dimenticare la prima sconfitta militare della sua storia e la esplicita discriminazione di quegli (involontari) strumenti di morte legati a nefandi episodi di una guerra violentissima.

 

 

Sylvester Stallone spiazzò critici e oppositori con un'interpretazione molto fisica, ma altresì ricca di spunti introspettivi, pur nella apparente stringatezza dei dialoghi, per la sua capacità di far sentire agli spettatori il peso della solitudine e il confronto con la natura ostile oltre che con acerrimi nemici.

Film inter-generazionale perché, soprattutto se apprezzato nell'adolescenza, rende molto quel senso - tipico di quella età - di non essere compresi dal mondo circostante, pur nella "giustezza" delle proprie azioni.

 

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