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Arrival

Regia di Denis Villeneuve vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Arrival

di bufera
6 stelle

L'atterraggio di 12 oggetti misteriosi in varie parti del mondo,preoccupa l'umanità sulle loro intenzioni.In America l'esercito chiama in causa un' esperta di linguistica e un fisico teorico per realizzare un contatto.L'esito sarà sorprendente.

locandina

Arrival (2016): locandina

 

Denis Villeneuve, regista e sceneggiatore canadese ha intrapreso una meritoria carriera a Hollywood, dopo Maemelstrom (2000)   e Incendies ( La donna che canta) 2010, ambedue prodotti in Canada, ibridando il thriller con altri generi e realizzando Prisoners (2013),Enemy (2013) e Sicario (2015). In varie interviste egli ha espresso la  convinzione che nulla è peggio della superficialità e della banalità e che il cinema è  l’unica forma d’arte progettata per andare oltre i confini ed è pop-art, rifiutando così  la  distinzione tra cinema d’autore e non, che è per lui falsa. In tal modo egli spiega la  disinvoltura con cui realizza le sue inquadrature, da vero maestro della mdp e le sue storie, spesso caricate di una violenza rappresentata senza sconti. Nel 2016 esce ARRIVAL, il suo primo film di fantascienza, definito da Villeneuve un progetto di fantascienza “sporca”o meglio una fantascienza umanistica e intrisa di filosofia, nella quale i temi centrali sono il linguaggio e il tempo e come vengono percepiti. L’ispirazione viene dal breve racconto “Storia della tua vita”di Ted Chiang, dove tra l’altro si pongono domande sull’esistenza umana e come si reagirebbe se si sapesse tutto della propria vita fino alla fine, negando il libero arbitrio. La sceneggiatura è opera di Eric Heisserer, le musiche che sottolineano  la suspence sono di Jòhann Jòhannsson, la fotografia livida di Bradford Young.

 

Quando 12 oggetti misteriosi a forma di ovoide allungato scendono sulla terra in varie parti del mondo e tutti vorrebbero sapere chi sono questi alieni e perché sono venuti. Nel Montana (USA) l’esercito recluta la linguista di fama mondiale Louise Bank e il fisico teorico Ian Donnelly per accedere al monolite e interrogare gli alieni, che già tentano di comunicare spontaneamente emettendo strani suoni. La donna si accolla il compito di dialogare attraverso la scrittura e riceve risposte da due eptapodi, appena visibili dietro un’atmosfera nebulosa, emettendo una sorta d’inchiostro che si materializza in ideogrammi circolari. Durante l’esperienza la scienziata inizia ad adattare il suo pensiero a quei simboli che cerca di interpretare e ad avvertire   il tempo non più lineare e sequenziale ma circolare dove presente passato e futuro si intrecciano in un tutt’uno. Qui la narrazione si complica, toccando vette drammatiche, perché le grandi potenze internazionali si organizzano per abbattere gli alieni, temendo un’aggressione, mentre  Louise,decifrando il senso dei loro simboli sa che in essi non esiste questa intenzione. Ella arriverà ad esporsi di sua inizativa a un grave pericolo per tranquillizzarli, consapevole che essi sono portatori di un dono che è il loro linguaggio, utile in un lontano futuro per tutti…..

 

 Lo snodo narrativo riguardante il concetto di tempo e la preveggenza che interferisce troppo nella storia intima dei personaggi, non giova alla comprensione dei fatti e rappresenta l’unica nota negativa importante, a parte altre minori, nell’opera di  Villeneuve. Amy Adams giganteggia in una interpretazione convincente ma a tratti esagerata in drammaticità, per l’intersecarsi di ricordi e/ o preveggenze, dignitosamente in parte Jeremy Renner. Notevole la costruzione del film, le scene in un’atmosfera spesso nebulosa, il dipanarsi degli eventi  in un paesaggio di pianura dove l’oggetto è sospeso e ogni tanto si dischiude perché avvenga il contatto, attraverso uno schermo luminoso, sono ben realizzati. Ma la forzatura filosofica sulla percezione del tempo legata al linguaggio non convince in una narrazione che ha tanto di umano, forse per eccessiva aderenza al racconto di Ted Chiang che va letto, mentre nel film va vissuta creando una certa confusione nello spettatore.

 

Credevo fosse la fine qundo sono arrivati......Credevo fosse l'inizio quando se ne sono andati.....

 

Forest Whitaker, Amy Adams, Jeremy Renner

Arrival (2016): Forest Whitaker, Amy Adams, Jeremy Renner

Amy Adams, Jeremy Renner

Arrival (2016): Amy Adams, Jeremy Renner

Amy Adams

Arrival (2016): Amy Adams

Amy Adams

Arrival (2016): Amy Adams

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