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Arrival

Regia di Denis Villeneuve vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Arrival

di elche99
7 stelle

Villeneuve passa brillantemente l'esame di Fantascienza

Una volta andavi al cinema e la prima cosa che vedevi poteva essere un leone che ruggiva, Columbia con la sua torcia in mano, un

grande 20TH oppure la terra con il logo UNIVERSAL (tanto per citarne quattro a caso) e poi iniziava il film.

Sempre più spesso andando al cinema di questi tempi bisogna invece vedere un bel pò di loghi e scritte animate, spesso arcane,

prima che il film abbia inizio: è la conseguenza della modernità cioè della scarsa attitudine al rischio delle imprese, e quindi anche

delle majors, contemporanee.

 

Ieri sera qui a Parma (Italia) abbiamo potuto vedere Arrival grazie al fatto che:

quattro case di produzione indipendenti lo hanno finanziato

- queste hanno ceduto i diritti di distribuzione negli Stati Uniti alla Paramount e nel resto del mondo alla Sony/Columbia

- la Sony/Columbia ha ceduto i diritti per la distribuzione in Italia alla Warner.

 

Chiusa questa nota di colore iniziale che però la dice lunga sulle peripezie dei cineasti contemporanei, dico subito che Denis Villeneuve ha passato l'esame di Fantascienza.

Terreno ampiamente minato dove scadere nella banalità o nel dejà vu è un rischio pressochè costante.

Il Nostro invece sviluppa anche qui il suo Cinema fatto di persone di pensieri e di atmosfere che si incastrano nei fatti riuscendo a plasmarli in una Storia.

E quindi a convincerci che la storia che ci sta raccontando val la pena di essere seguita anche quando sembra una storia indirizzata verso la scontatezza e la banalità che invece non arrivano.

E non arrivano perchè Villeneuve dimostra ancora una volta di saper padroneggiare molto bene la suspence e con un meccanismo di rivelazione "a step"  ci presenta un finale dove riconsiderare tutto quanto il film, dove emozionarci ma anche dove mettere in moto il cervello, e fare ipotesi e congetture e parlare poi tra amici di quello che abbiamo visto.

Il nocciolo del film è infatti il linguaggio ma affrontato su due livelli.

Il più interessante e pregnante è quello della sua capacità di determinare la nostra percezione della realtà e quindi del tempo.

Non so se si accenderanno dibattiti in proposito ma io credo sia vero: le versioni di Greco erano difficili per me e lo sono per mio figlio perchè è la struttura stessa del Greco antico che è finalizzata a parlare del "come" mentre noi e il nostro linguaggio siamo totalmente focalizzati sul "quando".

L'altro livello è invece quello un pò banale della paura dell'altro e della conseguente assenza di un linguaggio comune che ci inchioda nell'empasse della crisi e delle tentazioni di chiusura contemporanee (Trump docet).

 

Spero che nessuno si arrabbi se dico che Villeneuve in Arrival mi ha ricordato Malick in alcune atmosfere/inquadrature e in piccola parte anche Interstellar per il discorso sul tempo.

 

Nel cast la Adams è ispiratissima, Renner è un pò defilato (ma credo sia la parte) mentre Whitaker è un eccellente comprimario.

Infine la musica e il suono che sono una vera trave portante del film.

 

In sintesi Denis Villeneuve ha confezionato un'opera assolutamente da vedere confermandosi un vero cavallo di razza: voto 7,5.

Chi ama il Cinema credo sia in fibrillazione per il suo prossimo impegno perchè metter mano

a Blade Runner è un "all in" da brivido anche per un grande talento. 

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