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Sully

Regia di Clint Eastwood vedi scheda film

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La recensione su Sully

di michemar
8 stelle

Il nostro caro regista 86enne ormai è capace solo di fare film magistrali, di grande tensione emotiva, mostrando tutto ciò che è necessario e niente di superfluo: essenziale ed efficace, a cui possiamo perdonare se qualche volta (e come si fa senza, quando si parla di eroi?) cede a tocchi di retorica e patriottismo.

Il tema sempre caro a Clint è l’eroe, mai per caso, forse predestinato, ma mai occasionale. Non sono tali il suo cecchino Chris Kyle in ‘American Snipers’, la dolce mamma Christine Collins di ‘Changeling’, la meravigliosa pugilessa Maggie Fitzgerald di ‘Million Dollar Baby’, il Nelson Mandela di ‘Invictus’ o il suo personale Walt Kowalski di ‘Gran Torino’? Ecco che ci offre un altro esempio, perché il comandante pilota Chesley 'Sully' Sullenberger è stato veramente tale, ma con un aspetto esaltato dal regista e che sicuramente è il marchio distintivo di questo film: l’umanità. Questo personaggio è l’eroe più umano che lui abbia mai raccontato partendo dalla “ordinary people” (Mandela non era un essere ordinario, ovviamente). Clint ci offre l’umanità della vita, nelle cose più disparate che possono succedere, belle e brutte, così come fu appunto il caso dell’ammaraggio di un aereo passeggeri nel fiume Hudson ghiacciato del 15 gennaio 2009 e lo fa realizzando un film la cui storia è ben conosciuta e nonostante questo ce la racconta in una tale maniera che in alcuni momenti sembra di assistere ad un vero thriller mozzafiato, fino a farci trattenere il respiro per poi farci finalmente rilassare alla fine della tremenda sequenza dell’ammaraggio.

 

Tom Hanks, Aaron Eckhart

Sully (2016): Tom Hanks, Aaron Eckhart

 

Chissà se gli sarà passato per la testa che se fosse stato più giovane lo avrebbe interpretato lui, il protagonista, ma gli rimane il grande merito di aver chiamato un attore che ormai sta diventando un icona del cinema americano, come un John Wayne dei nostri giorni, come il simbolo dell’America libera e generosa, sorridente e adattabile ad ogni situazione. In verità Tom Hanks è da anni un interprete buono per molti ruoli ma oggi ha raggiunto una tale maturità che ogni personaggio pare sia cucito addosso a lui, quando invece è Tom ad essere sempre perfetto. Hanks oramai è come il barolo: più invecchia e più diventa bravo, anzi superlativo. E stavolta recita meravigliosamente anche con lo sguardo. In quello sguardo, in quegli occhi che durante i momenti frenetici (solo 208 secondi!) sono concentrati per decidere le mosse da adottare per salvare i passeggeri, in quegli occhi che dopo gli accadimenti e durante il processo tecnico a cui Sully viene sottoposto – perché sospettato di aver derogato ai protocolli di sicurezza in volo - sono densi di sentimenti e di preoccupazione di non essere compreso da quei funzionari che lo accusano; in quello sguardo c’è tanto del film e tantissimo, forse tutto di ciò che Clint voleva trasmettere all’opinione pubblica e allo spettatore. Lo sguardo sicuro di una persona che sa benissimo di aver fatto il proprio dovere e anche più, ma nello stesso tempo tormentato dal timore di essere accusato di errori tecnici che è sicuro di non aver commesso.

 

Tom Hanks

Sully (2016): Tom Hanks

 

Non gli è da meno il bravo Aaron Eckhart, docilmente al suo fianco nella cabina di pilotaggio e nella disputa processuale, attore adeguato per un ruolo discreto affidatogli ma che è in grado di fare in altre occasioni anche il protagonista. L’intesa tra i due attori è ottima e Clint viaggia tranquillo sui binari del film come un capotreno.

 

Aaron Eckhart

Sully (2016): Aaron Eckhart

 

Tre numeri sono tanto significativi e scandiscono il film: 155, 208, 35.

- 155 sono le anime che Sully salva e di cui va fiero, come appunto afferma nel finale e non si dà pace, appena successa la disgrazia, finché non lo assicurano definitivamente che tutti si sono salvati. Un numero che per lui sono un mantra, un numero magico che significa obiettivo raggiunto e conferma delle scelte non facili decise nei pochi attimi dopo l’impatto con gli uccelli che avevano causato la rottura di entrambi i motori del velivolo;

 

Tom Hanks

Sully (2016): Tom Hanks

 

- 208 sono i secondi che corrono tra il “bird strike” e l’ammaraggio miracoloso, 3 minuti e 28 ticchettii che sono sembrati un’eternità ma anche un briciolo di esistenza rispetto alla vita dei passeggeri e degli altri quattro del personale di volo;

- 35 secondi infine è il tempo che il comandante e il suo secondo Jeff Skiles impiegano per reagire così efficacemente tra l’incidente con gli uccelli e la imprevedibile, inimmaginabile, mai ipotizzabile decisione di planare sull’Hudson, il glaciale fiume di metà gennaio. Ed è proprio questo terzo numero che diventa determinante per la svolta del giudizio tecnico della commissione riunitasi presso il Ministero dei Trasporti statunitense ed è anche la sua arma di difesa: poco più di mezzo minuto in cui aveva mostrato, su malgrado, tutto il suo valore di pilota e di uomo. È lì che il risvolto umano prende il sopravvento, è lì con quel numero che i due piloti sconfiggono le simulazioni computerizzate: non esiste alcun software che possa sostituire l’intelligenza di una persona matura e nel pieno delle sue capacità mentali. Un computer non ha “esperienza”, non può avere “umanità”. Invece Sully aveva, in quella tremenda occasione, 42 anni di esperienza di volo e tanta, tanta umanità, ben conscio da grande capitano di bordo (altro che il famigerato Schettino!) che il suo principale compito era salvare tutti i passeggeri. E nella miglior maniera possibile girata da Clint, emozionante è la sequenza concitata in cui lui, ultimo a scivolare fuori dal suo US Airways 1549, controlla con grande coraggio che a bordo non sia rimasto più nessuno, e poi incoraggia tutti gli altri ad avere fiducia nei soccorsi. Un vero miracolo umano!

 

Tom Hanks, Aaron Eckhart

Sully (2016): Tom Hanks, Aaron Eckhart

 

Il nostro caro regista 86enne ormai è capace solo di fare film magistrali, di grande tensione emotiva, mostrando tutto ciò che è necessario e niente di superfluo: essenziale ed efficace, a cui possiamo perdonare se qualche volta (e come si fa senza, quando si parla di eroi?) cede a tocchi di retorica e patriottismo. Da un conservatore come lui è il minimo che può capitare, ma sono solo gocce, perfino utili ai fini della narrazione. Un film perfetto, con un montaggio efficacissimo del sempre fidato Blu Murray e con un tocco di classe in più: tra il regista e il montatore c’è da tempo un’alchimia straordinaria fino al punto, senza sbagliare mai una inquadratura, di vivisezionare quei maledetti 208 secondi e rimandare con un coraggioso montaggio più e più volte la sequenza degli attimi decisivi, ora per intero, ora a brevi flash. Ed ogni volta facendoci emozionare come fosse la prima, ogni secondo vissuto dai protagonisti vissuto da noi, ogni volta. E Clint, altra prodezza, fa commuovere perfino con un numero: 155! 155! E quando Tom/Sully lo pronuncia un brivido scorre in sala. Discreto e sotto tono quasi per non dar fastidio allo sviluppo della narrazione è il commento musicale di Christian Jacob e della Tierney Sutton Band, principalmente basato sul pianoforte, strumento sempre così caro alle corde musicali di Clint, che tanto volte se ne è occupato personalmente.

 

Tom Hanks, Clint Eastwood

Sully (2016): Tom Hanks, Clint Eastwood

 

Clint è diventato il grande patriarca del cinema americano e oggi potremmo annoverarlo come uno dei più grandi autori statunitensi di sempre, essendo rientrato a buon diritto nella ristretta cerchia dei pochi registi vecchio stampo che ricorderanno a lungo i nostri discendenti, assieme a John Huston e John Ford per esempio.

Grazie ancora una volta, Clint, regista eroe degli eroi.

 

P.S.: Sarebbe un errore uscire alla fine della proiezione, è necessario attendere i titoli di coda e guardarli bene.

Assieme al cast, scorrono le vere immagini dell'ammaraggio dell'aereo sul fiume, impressionanti e in maniera sbalorditiva identiche a quelle che ha girato Clint Eastwood. Oltretutto si vedono in persona sia il coraggioso Capitano sia buona parte dei sopravvissuti, tutti sorridenti e sempre grati a quell'uomo che compì un vero prodigio aeronautico. Tutti con qualche anno in più ma felici, come noi. Verrebbe da applaudire alla fine.

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