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Animali fantastici e dove trovarli

Regia di David Yates vedi scheda film

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La recensione su Animali fantastici e dove trovarli

di Malpaso
9 stelle

Animali fantastici e dove trovarli avrebbe potuto giocare facile sull’effetto nostalgia, eppure i rimandi a Hogwarts e dintorni si contano sulle dita di una mano. Degli otto film principali a rimanere intatta è l’atmosfera magica che li caratterizzava. Animali fantastici e dove trovarli è il miglior ritorno a casa in cui si potesse sperare.

La recensione che segue l'ho postata anche sul sito themacguffin.it

 

Il film sta finendo. Una ragazza, seduta dietro di me, inizia a singhiozzare, poi si lascia sfuggire una risata, dettata forse dall’imbarazzo, e dice al suo amico (o fidanzato?) che sta piangendo. Non si può non partire da questo piccolo aneddoto, a cui ho passivamente assistito, per parlare di Animali fantastici e dove trovarli.

 

La Rowling ce l’ha fatta. Non solo ha aggirato alla grande il pericolo di ripetere se stessa, firmando una copia all’americana del primo Harry Potter, ma è addirittura riuscita a distaccarsene quasi completamente, pur mantenendo alcuni indispensabili punti di contatto. Innanzitutto basando la sua storia su personaggi completamente nuovi, costruiti da zero, ma con una loro profondità psicologica non indifferente. La scrittrice (e ora sceneggiatrice) scozzese ci mette un attimo a far calare lo spettatore nel mondo magico newyorchese, riuscendo a riproporre quel sense of wonder che tutti gli affezionati della saga del maghetto conoscono bene.

 

Un po’ come fece Harry Potter e la pietra filosofale all’epoca, questo film non ha paura di prendersi i suoi tempi, dilatando spesso il ritmo e presentando allo spettatore nuovi luoghi, oggetti e personaggi. E creature, ovviamente. Il registro optato è quello della commedia, che tanto si addice al regista David Yates (ne aveva già dato prova col sesto capitolo della saga principale), ma non per questo Animali fantastici e dove trovarli manca di serietà. Anzi, proprio lì dove la commedia finisce, il film lascia intravedere spiragli inquietanti su un mondo che, come si è già visto, perfetto non è. Per inciso, si arriva a toccare temi molto cari all’autrice come la violenza sui minori e la discriminazione razziale.

 

La sceneggiatura è brillante, piena di trovate originali e dosa alla perfezione i momenti più leggeri e divertenti agli eventi drammatici che pian piano prendono piede. Per quanto visto finora, i quattro protagonisti non hanno nulla da invidiare a Harry Potter, Ron Weasley e Hermione Granger. Particolarmente riusciti i due personaggi maschili. Complice un Eddie Redmayne particolarmente preciso nella caratterizzazione, il personaggio di Newt Scamander si apre lentamente con lo svolgersi del film, facendo trapelare sorprendentemente un trauma del passato, ancora da chiarire, che ne giustifica l’interpretazione quasi macchiettistica. Ma a giganteggiare è Dan Fogler, nella parte del babbano Kowalski, che non solo fa dannatamente ridere con un’interpretazione al limite dello slapstick, ma rappresenta lo spettatore stesso: è nostro il suo senso dello stupore alla vista del mondo magico, è nostra la sua tristezza all’idea che le porte di tutto ciò non ci vengano aperte.

 

Un discorso a sé lo meritano gli effetti speciali. Le creature magiche presenti nel film sono svariate e tutte sono riprodotte con una realisticità che ha dell’incredibile. Lo spettatore viene letteralmente catturato dall’imponente bellezza di esse e non è cosa da sottovalutare, considerando quanto negli ultimi anni l’industria cinematografica ci abbia abituati bene riguardo alla CGI.

 

Pur essendo autoconclusivo, il film mette in chiaro quanto ci sia ancora da raccontare riguardo al mondo magico, così che l’iniziale perplessità del sottoscritto circa l’intero progetto si è trasformata in una lunga e interminabile attesa per il proseguo della storia. La trama è originale e interessante. Le musiche rimandano lontanamente all’Hedwig’s Theme di John Williams e il regista non ne abusa, ponendole solo nei momenti strettamente necessari. Come nei migliori Harry Potter, si ride e si piange. Un altro applauso a J.K. Rowling, che ha dato prova di essere ancora in grado di far innamorare le persone dei suoi personaggi e delle loro storie. State pronti: ai titoli di coda potreste arrivarci con le lacrime agli occhi.

 

Animali fantastici e dove trovarli avrebbe potuto giocare facile sull’effetto nostalgia, eppure i rimandi a Hogwarts e dintorni si contano sulle dita di una mano. Degli otto film e dei sette libri principali a rimanere intatta è l’atmosfera magica che li caratterizzava. Animali fantastici e dove trovarli è il miglior ritorno a casa in cui si potesse sperare. 

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