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Il nome della rosa

Regia di Jean-Jacques Annaud vedi scheda film

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La recensione su Il nome della rosa

di Donapinto
7 stelle

Ho letto IL NOME DELLA ROSA poco piu' di 25 anni fa e ritengo che sia quasi impossibile portare in immagini e in sole due ore di film i contenuti del romanzo di Umberto Eco. Forse ci e' riuscito Giacomo Battiato col suo kolossal televisivo di otto puntate (che non ho visto), ma i dubbi rimangono. Per questa versione del 1986, una co-produzione italo-franco-tedesca, troviamo dietro la macchina da presa il francese Jean-Jaques Annaud. L'abile e scaltro regista lavora su una sceneggiatura notevolmente e opportunamente alleggerita dalla materia filosofica e intellettuale proposta dal romanzo, per dedicarsi alla realizzazione di un giallo medioevale di grande fascino visivo, con punte orrorifiche di sicuro effetto, arricchito da un'atmosfera tetra e di rara cupezza che pervade questa abazia maledetta dove si consumano raccapriccianti omicidi e che ben rievoca un periodo buio, dove luminari di grandissima cultura erano spesso oscurati da ignoranza, superstizioni e un viscerale fanatismo religioso. Guglielmo da Baskerville (Sean Connery) e' un coltissimo monaco francescano con l'hobby dell'indagine che rappresenta quegli uomini affamati di sapere e conoscenza. Chiarissima la somiglianza con il personaggio di Sherlock Holmes, data anche la sua provenienza. Il giovanissimo Cristhian Slater interpreta Adso, il suo assistente. Annaud per compiacere il pubblico si prende anche qualche altra opportuna licenza rispetto al libro, come la giovane e bella mendicante, che a meta' romanzo esce di scena per andare incontro a un infelice destino, nel finale della pellicola invece, viene salvata in extremis dal rogo grazie a una poco probabile rivolta contadina. Nonostante tutto questa versione cinematografica soddisfa per una splendida fotografia e un'inquietante ed elegante ambientazione, specie nella ricostruzione della labirintica biblioteca, il tutto arricchito da un ottimo cast internazionale, che oltre alla star Connery e all'emergente Slater, si segnala per alcuni prestigiosi ma poco conosciuti attori di gran classe, come l'americano F. Murray Abhram e il francese Michael Lonsdale. Menzione a parte per l'allora sconosciuto caratterista americano Ron Perlman, che grazie anche a una fisionomia del viso decisamente particolare, interpreta Salvatore, un grottesco monaco dolciniano che parla una lingua incomprensibile, ruolo che in origine doveva essere interpretato niente di meno che dal nostro Franco Franchi. Complessivamente un buon risultato. Voto 7.5

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