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Ascensore per il patibolo

Regia di Louis Malle vedi scheda film

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La recensione su Ascensore per il patibolo

di OGM
8 stelle

Il segreto di coppia diventa una solitudine angosciante, quando le due metà si separano: il sodalizio spezzato è come una sfera di cristallo spaccata che si svuota di sogni, progetti ed illusioni e si riempie del gelido buio del non sapere, del doversi nascondere, del non poter parlare. Louis Malle, con la collaborazione di Roger Nimier, trasforma il noir di Noël Calef nel dramma parallelo di due individui, la cui vita si ferma nel momento in cui starebbe per spiccare il volo, e che si ritrovano inspiegabilmente lontani proprio quando avevano deciso di unirsi per sempre. I lacci del complotto d’amore e di morte si sciolgono, e si lasciano trasportare dal vento del caso,  arrivando a cingere, nelle loro spire, persone estranee ed ignare, rese vulnerabili dalla loro ingenua voglia di avventura. Il piccolo, fatale errore iniziale che compromette l’ingegnoso piano, scatena, tutt’intorno a sé, una valanga, che, per Florence, è una tempesta interiore, un turbine di sospetto e ripensamento, e, per Julien, è una sfida di carattere pratico, un duro cimento di intelligenza e resistenza fisica. C’è la lotta al femminile, che è vissuta, in silenzio, come un’eco che rimbalza tra le pareti dell’anima, e c’è quella al maschile, che impegna concretamente il corpo e la mente, in un confronto attivo con i nemici e le avversità. E poi c’è, dietro alla coppia degli eroi da romanzo, la massa della gente semplice ed anonima, come Louis e Véronique, che si impantana nelle difficoltà, ed inciampa nelle proprie aspirazioni, perché è tutto davvero troppo grande per la sua testa e per le sue mani. C’è, insomma, un intero spaccato del mondo, in questo film, in cui l’intreccio del giallo è solo la robusta struttura logica di base, che segna il tortuoso percorso, nella realtà, delle successioni di causa ed effetto,  su cui si innestano, come pericolose scintille, i guizzi incontrollati delle nostre emozioni.

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