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Lo zio indegno

Regia di Franco Brusati vedi scheda film

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La recensione su Lo zio indegno

di alan smithee
6 stelle

"Per lui il divertimento è una parola di quattro lettere: VITA"

La vita ordinaria e sempre un po' uguale di un agiato imprenditore specializzato nel campo delle ristrutturazioni edili, viene scossa con irruenza dall'entrata fragorosa in scena di un suo quasi dimenticato zio scapolo di nome Luca:  un donnaiolo impenitente, artista squattrinato sempre in agitazione e sempre sul punto di commettere quei passi falso di una vita all'insegna dell'eccentricità che lo ha reso un escluso ed un diverso poco omologabile.

Fatto sta che un attacco cardiaco che coglie l'anziano, fa entrare nella vita inappuntabile e di gran lavoratore di Riccardo, la figura ingombrante ed eccentrica di questo zio dai modi molesti e dagli atteggiamenti spesso imbarazzanti, che porteranno il primo a mettersi dapprima nei guai o a trovarsi in una serie di situazioni di imbarazzo davvero incresciose, ma anche arrivando a maturare una consapevolezza più compiuta di se stessi grazie alla inguaribile vitalità dell'anziano parente, che saprà crearsi un posto in famiglia, attirandosi odi e simpatie in egual misura, ma contribuendo, a suo modo, a ricompattare una unità familiare sin troppo distratta ed assopita da una quotidianità in grado di cancellare i sentimenti genuini, a scapito di una deprimente ed atona quotidianità in grado di isolare e creare attorno a sé geli sentimentali difficilmente redimibili.

Da un soggetto originale del suo autore e regista, da cui è stata tratta una sceneggiatura a cui hanno collaborato anche Leo Benvenuti e Pietro De Bernardi, Lo zio indegno si è rivelata l'opera ultima di Franco Brusati, che ci ha lasciati piuttosto prematuramente nel 1993.

Il film, bizzarro e sopra le righe, permette a Vittorio Gassman di dare sfogo a tutte le eccentricità di interprete nelle quali si è sempre rivelato maestro assoluto, e rendendo compatibili e esilaranti certe sue gigionerie molto coerenti col personaggio bizzarro che il grande attore è stato chiamato a trasporre sullo schermo.

Gli tiene testa con collaudata professionalità uno spigliato Giancarlo Giannini, che sa far evolvere il suo personaggio dapprima riservato e tendenzialmente pieno di riserve, verso un personalità che gli permette di affrontare con maggior coraggio e dignità anche i nodi più irrisolti che contraddistinguono i rapporti all'interno della sua famiglia solo sulla carta perfetta e senza macchia.

Affiancano i due istrionici interpreti, attrici di fama come Stefania Sandrelli nel ruolo della vecchia fiamma Isabella, e Andrea Ferreol in quelli della opulenta e ironica consorte Teresa, mentre nel ruolo del figlio bello ed intelligente del nostro Riccardo, intravediamo un giovanissimo ma già promettente Kim Rossi Stuart

 

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