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Nocturama

Regia di Bertrand Bonello vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Nocturama

di Kurtisonic
8 stelle

Forse "siamo arrivati a un grado di civilizzazione che ci porterà all'autodistruzione... la contemporaneità è come una pentola a pressione". (B.Bonello)

scena

Nocturama (2016): scena

Bertrand Bonello si può definire un outsider all’interno del cinema francese, difficilmente catalogabile e non riconducibile ad essere identificato dentro generi e sfumature che connotano una delle più attive cinematografie d’Europa. Il suo destino è quello di restare a metà strada tra gli autori più consolidati e diventati dei capofila nelle loro peculiarità di genere, ma anche di non far parte di quella ristretta élite che in maniera specifica fa un lavoro di rielaborazione e di ricerca dell’immagine. Un film dall’alto potere spiazzante e contraddittorio come Nocturama viene rifiutato dai festival, in Italia nemmeno distribuito in sala (reperibile ora su Netflix), assume la dimensione di film maledetto il cui destino sarà quello di una veloce rimozione. Eppure Nocturama, che in origine si intitolava Paris est una fete (modificato dal regista dopo gli attacchi terroristici del 2015) racchiude in anticipo sui tempi, tanti elementi di lettura attuali, che continuano ad essere ignorati o mistificati nel dibattito pubblico della società. Un gruppo di ragazzi organizza e compie una serie di attentati in luoghi simbolici di Parigi nella stessa giornata, per poi rifugiarsi dentro un elegante centro commerciale, e trascorrervi la notte in attesa che si calmino le acque e potere rientrare a casa. Sui motivi che spingono i giovani a queste azioni non verrà data alcuna spiegazione. Bonello che è anche l’autore della sceneggiatura, riprende la nuda realtà degli eventi con il susseguirsi di immagini potenti e significanti, riduce al minimo i dialoghi, riesce a tenere sullo stesso piano emotivo il disagio interiore dello spettatore e quello dei ragazzi. I loro gesti, la loro incomunicabilità, la mancanza di alcun valore ideale sono lo specchio della nostra società, sono null’altro che il nostro stesso riflesso impotente e passivo. E come i ragazzi attendono l’epilogo finale che rappresenta la mazzata definitiva ad una possibile via d’uscita, la frase pronunciata nel cameo di Adele Haenel che compare in bicicletta nella lunga notte, esplicita il comune sentire imperscrutabile riguardo al futuro: “prima o poi doveva accadere.” I giovani a cui sono stati inculcati gli unici valori prioritari della società consumistica, dell’illusoria felicità feticistica dei suoi simboli che generano un nulla dal quale tutto può manifestarsi senza nessun tipo di pensiero collegato, sentono la paura di non poterne fare parte, e in modo infantile e crudele ne abbattono i simboli senza però nessun tipo di elaborazione psichica. Auto rinchiusi nell’eden della materialità e isolati dal mondo esterno forse cominciano a prendere lentamente coscienza di sé, a svelarsi a loro stessi, ma ormai quando è troppo tardi. Così quando entrano in azione le squadre speciali per debellare la pericolosità delle mele marce, sarà normalmente accettabile l’atteggiamento dei ragazzi che ripiombano nella passività morale e nell’isolamento psichico. L’inspiegabilità diventa la regola assoluta, un anti dogma liberatorio che conduce alla morte sociale.  Nocturama possiede una disperata, lucida forza che filosoficamente contiene una parte di quel pensiero critico che dal primo novecento si è chiesto quale direzione potesse prendere il mondo, presagendo l’autodistruzione. Dentro e fuori i centri commerciali.

 

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