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Nonno scatenato

Regia di Dan Mazer vedi scheda film

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La recensione su Nonno scatenato

di mc 5
6 stelle

In altra sede avevo, giusto pochissimi giorni or sono, riportato una sintesi di giudizi critici internazionali che evidenziavano questo film come uno dei peggiori dell'anno. In effetti è stato stroncato all'unanimità, dalla critica tutta, accompagnando le bastonate con le prevedibili riflessioni su De Niro della serie (un classico) "ma chi glielo fa fare". Okay, tutto come da copione. E allora perchè l'ho voluto vedere? Semplice. Prima di tutto perchè non mi reputo affatto un fottuto snob. E in secondo luogo perchè -banalmente- mi veniva comoda la multisala dove veniva proiettato. Tutto qui. Diciamo subito una cosa. Il film effettivamente è poca cosa ed anche piuttosto sciocco come motivazione narrativa su cui poggia: la vicenda ci parla di un nonnetto di recente vedovanza che vuole recuperare le tante occasioni perse dando libero sfogo ai propri appetiti sessuali (Bob De Niro) al quale si affianca il giovane nipote (Zac Efron) che è peraltro in procinto di sposarsi. E per quest'ultimo il viaggio con il nonno sprint diventa così un road movie che lo vede protagonista di una sorta di romanzo di formazione esistenziale per il nipote imbarazzato e trattenuto. Aggiungo che caricare di legnate questo film lo trovo un inutile sparare sulla croce rossa. Perchè questo è un film che richiede una partecipazione al pubblico che implica l'abbandono della vergogna e il cedere ad una chiave di fruizione improntata ad una psicologia molto pop e libera da sovrastrutture moralistiche. Trivialità in libera uscita, dunque. E se ci si adegua ci si può anche moderatamente divertire. Si ridacchia con qualche imbarazzo dopodichè i 102 minuti volano con assoluta leggerezza. Certo è inaudito come uno dei più immensi protagonisti della Storia di Hollywood e del Cinema di ogni epoca scenda ai livelli di un gigione qualunque, ma c'est la vie e non possiamo che prenderne atto. Ed ecco che vanno in scena peti e provocazioni sessuali (caste, per carità, ma assai maliziose), in una rappresentazione allegorica e materiale della terza età che qualche sorriso lo porta a casa. Da segnalare inoltre una soundtrack variegata e gustosa, tra funk e hip hop, in cui fanno capolino Puff Daddy e perfino il compianto Jim Croce. In definitiva, poca cosa, ma a tratti simpatica e poi ammettiamo che in giro c'è molto di peggio. Considerazione personale: preferisco una commediola che scimmiotta (magari maldestramente) il clima dei Farrelly brothers piuttosto che l'ipocrisia di un Judd Apatow che si serve della trivialità solo (spesso almeno) per nascondere tra le sue pieghe un messaggio moralista-conservatore. Anche qua saltano fuori i berretti verdi e una cultura militaresca-cameratesca , ma in chiave del tutto blanda e ludica, fuori da ogni pensiero.

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