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Evolution

Regia di Lucile Hadzihalilovic vedi scheda film

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Tylerdurden73

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La recensione su Evolution

di Tylerdurden73
7 stelle

Nicolas e sua madre vivono in una non meglio specificata isola di origine vulcanica: un luogo cupo, flagellato dai venti e con coste rocciose martoriate di continuo da potenti onde. Abitano stanze spoglie, arredate con il minimo indispensabile, specchio di un paese all'apparenza abbandonato. Le case con l'intonaco cadente, le strade con la ghiaia al posto dell'asfalto, danno un senso di desolazione conflittuale con la vitalità individuabile sotto la superficie marina. Le formidabili riprese subacquee ci rendono partecipi di un mondo colorato e vivo, contrastante con il grigiore della superficie. La sottile linea tra vita e morte è già tracciata nei primi minuti, accentuata dal ritrovamento di un cadavere sul fondo del mare, come a rimarcare che in quel mondo sommerso così suggestivo potrebbe celarsi qualcosa di minaccioso.
Il villaggio è abitato solo da donne, ognuna madre di un maschietto. Nell'isola si erge un tetro ospedale, in questo luogo umido e male illuminato si compie il destino dei giovani protagonisti del film.
Un destino che l'eleganza formale e tematica di Lucille Hadzihalilovic evita di far scadere nel più becero fanta-horror di serie-b. La regista francese utilizza simbolismi vari (su tutti si staglia la stella marina con le sue sbalorditive caratteristiche autorigeneranti) per utilizzare la metamorfosi come fulcro del cambiamento: quello concomitante con l'addio alla pubertà. Il panorama è reso ancor più inquietante dallo sbugiardamento di questa fasulla società matriarcale, in cui i figli sono un semplice mezzo, un passaggio indispensabile per garantire la sopravvivenza della specie attraverso la morte. 
La Hadzihalilovic gestisce alla perfezioni suoni e luce, reitera forse fin troppo qualche metafora, riduce all'osso i dialoghi rallentando a volte in modo pesante. "Evolution" è film non semplice, di ostica lettura, arido come i paesaggi e i cuori (adulti) che lo abitano. Tuttavia non delude, originale e raggelante si pone come intrigante esempio di cinema di genere rielaborato da un'autrice d'essai.

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