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Little Sister

Regia di Hirokazu Koreeda vedi scheda film

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La recensione su Little Sister

di zombi
9 stelle

un regista che è in grado di riprendere l'ordinario, per quanto mi riguarda, è un grande regista. ogni chiusa, ogni dissolvenza in nero, poteva essere una grande chiusura perchè un film come questa insegna anche una cosa molto importante. nella vita si fa sempre in tempo a recuperare una cosa che si sente storta nella propria vita. se ne ha la scelta, se solo lo si vuole veramente, basta agire. poteva essere un film di miyazaki o altri capolavori come "i sospiri del mio cuore", oppure di un grande film come "village of dreams", dove quei piccoli centri cittadini magari affacciati sul mare, con le loro piccole stradine, le foreste che li circondano, i grovigli di fili elettrici, e i trenini che oscillano sui binari ben lontani dai super tecnologici e veloci che collegano i grandi centri urbani, rendono magico il giappone, soprattutto agli occhi di un occidentale come me che gira poco. una sensibilità cinematografica che mi si confà moltissimo, mi calza come un guanto imbottito di cashmere. un film che non ha storia e le riassume tutte contemporaneamente. un film la cui trama si potrebbe condensare in poche righe. un film che potrebbe risultare banale, stucchevole e noiosissimo se riposto nelle mani sbagliate e pensato dalle menti bricconcelle di certa tv ammiraglia. 4 sorelle e i loro affetti dopo la morte di un padre che aveva abbandonato una famiglia e ne aveva ricomposta un'altra. una persona può anche essere inutile e a volte dannosa, ma infine, magari, gentile. bastano poche parole per riappacificare una madre e una figlia che è dovuta crescere troppo in fretta. basta avere l'esigenza e la forza di voler sistemare le cose, prima che sia troppo tardi. "diario di una città di mare" è un film importante che insegna come vedere e pensare un'opera cinematografica, basata su momenti di vita di alcune persone del tutto normali e anonime come ce ne sono tante. di come al vita di chiunque di noi possa diventare magica in particolari momenti , grazie magari alla fioritura dei ciliegi, o grazie ai ricordi della sorellina più piccola acquisita. sono film che riescono a permettersi il lusso di filmare un acquazzone, nuvole che si dissolvono e lasciano trapelare i raggi del sole. il passaggio delle stagioni e l'importanza di alcuni riti che facevano parte della loro infanzia, come la raccolta e la preparazione del liquore di prugna. "diario di una città di mare" è uno di quei film che non vorresti che finisse mai. attori meravigliosi coccolati da un regista che li ha messi in condizione di trasmettere quasi una sensazione di documentario, talmente l'amalgama era perfetta. ce ne fossero.

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