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Legend

Regia di Brian Helgeland vedi scheda film

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La recensione su Legend

di mc 5
10 stelle

Diversamente da come opero di solito stavolta comincio da quella cosa che usualmente si colloca in fondo (sia sullo schermo che nelle recensioni): una colonna sonora fa-vo-lo-sa! Un susseguirsi di brani adorabilmente vintage, uno più strepitoso dell'altro, dal beat al funky e al pop e al rock'n'roll. E d'altra parte il film è ambientato nella London in pieni anni 60, precisamente in un East End che -come viene più volte detto nel film- diventa il centro del mondo. Sarei tentato di fare un (lungo) elenco dei brani presenti, ma cercherò (ci provo) di inserirne il link:
http://www.songonlyrics.net/sou…/legend-soundtrack-list.html
Se alla fine della recensione non fossi riuscito ad inserirlo (qua si sente un assaggio di ogni singolo pezzo) in quel caso ne linkerò un elenco scritto.
Non che sia un capolavoro, ha i suoi difetti, ma possiede quel che mi piace dei film di un genere ben preciso (che io adoro): i cossiddetti "gangster movies". E a dire il vero l'opera in questione nulla aggiunge alle decine di fim che abbiamo visto in tale ambito. Però come dicevo è un genere di ambientazione che io adoro: vedere questI due GEMELLI DIVERSI (mai definizione fu più azzeccata per i due fratelli protagonisti) mi ha caricato ed elettrizzato parecchio. A parte poi le musiche che mi hanno letteralmente esaltato. Nella Londra degli anni 60, quartiere popolare, crescono due fratelli gemelli che sono psicologicamente (e per certi versi anche esteticamente) all'opposto. Uno ganzo ed aitante e donnaiolo, l'altro -omosessuale- parla e si muove come una specie di ritardato mentale, e tuttavia condividono una certa aggressività (diciamo parecchia) e una propensione alla carriera del gangster, condita da qualche perla di filosofia spicciola (e anche un po' balorda). Come nella migliore tradizione del genere, i due elementi, cercano un riscatto alle loro origini modeste, iniziando una scalata foresennata a tutti quei settori sociali e lavorativi (leggi: "traffici") che garantiscono soldi e successo, e dunque arricchimento facile. Naturalmente, in spregio della Legge (anzi loro si sentono forse un po' dei Robin Hood) e insomma -sfidando le gang operative sulla scena- sgomitano (e menano) fino a diventare la banda malavitosa che controlla ogni traffico in città (infilandosi ovviamente nelle bische nei ristoranti nei club, insomma ovunque),e -va da sè perchè coi soldi si compra tutto- corrompono anche poliziotti, magistrati e politici. Ma c'è qualcosa che mina questo edificio basato sulla corruzione che loro stessi hanno costruito, vale a dire le nature troppo diverse di due gemelli che vedono il mondo da due punti di vista lontanissimi. E poi ci si mette anche una donna che testardamente guidata da un amore supremo proverà anche l'impossibile per cambiare l'attitudine al crimine di uno dei due uomini. Con esiti però disastrosi. E drammatici. La rappresentazione della Londra inquinata da mafie e da malavitosi d'ogni sorta è quasi perfetta e molto suggestiva. I personaggi di contorno sono azzeccati (dai gangsters ai poliziotti). I dialoghi sono più che dignitosi. Insomma funziona tutto piuttosto bene. E poi su ogni cosa si posa un'aria irresistibilmente vintage che rende la fruizione davvero godibile. Il cast è molto valido. E non solo i due gemelli, anche i personaggi secondari e i caratteristi, tutti in parte. Che dire del mattatore Tom Hardy? Che se la cava benissimo e il suo doppio ruolo è strepitoso. Piccola parentesi: non ho mai amato molto questo attore, che ho sempre considerato il tipico "bisteccone" (non sono un fan per esempio di "Mad Max") ma mi ero ricreduto sul suo conto apprezzandone l'interpretazione in "The revenant" di Inarritu. Ma qui il nostro bisteccone dilaga e ci mostra di saper recitare come si deve. In un ruolo peraltro non facile e che richiede l'adozione di varie sfumature. Poi va segnalata una stupenda Emiliy Browning, che tra l'altro somiglia parecchio ad una mia amica, il che mi ha procurato un'aggiunta di batticuore... Poi fa capolino perfino un Chazz Palminteri incredibilmente dimagrito e di cui s'era persa ogni traccia. E segnalerei senz'altro anche un sempre più bravo David Thewlis. Da noi il film non sembra esser uscito sotto una stella fortunata. La critica ha nicchiato parecchio e nella prima settimana di programmazione non è neppure apparso tra i primi dieci del box office. Eppure avrebbe meritato un successo popolare che ahimè non è arrivato. In sintesi: regìa discreta, cast formidabile, ambientazione perfetta, commento musicale da urlo. I numeri per andarlo a vedere ci sono tutti.

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