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The Nice Guys

Regia di Shane Black vedi scheda film

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La recensione su The Nice Guys

di alan smithee
7 stelle

Un detective imbranato e un killer ambizioso ed opportunista alle prese con due casi apparentemente scollegati, in realtà epicentro di un intrigo dai connotati simpaticamente complicatissimi. Regia e soprattutto scrittura, a cura di un'icona della sceneggiatura Usa anni '80 e '90, di nuovo in forma: Shane Black.

FESTIVAL DI CANNES 2016 - FUORI CONCORSO

"Sposarsi significa comprare una casa per una persona che odi".... oppure "La cosa bella di quando tieni la bocca chiusa è che non ti escono parole"... o ancora: "Tra cinque anni vedrai, tutte le macchine andranno ad eletytricità".

Siamo in pieni anni '70 nella capitale dell'automobile, Detroit, per renderci conto dell'ironia presente in quest'ultima affermazione. 

Shane Black più che un regista, è un valente sceneggiatore e The nice guys ne è la clamorosa dimostrazione: dialoghi ironici e serrati, parole su parole in un continuo e scatenato via vai che gira attorno ad un complicato complotto dai tratti dualistici: due sono i protagonisti coinbvolti nell'indagine (un detective con figlia a carico caduto molto in basso ed un killer amorale e sovrappeso, decisamente più professionale del primo); due sono le vicende che li vedono coinvolti: la sparizione di una bella ragazza di nome Amelia, e la morte, tramite un funambolico e sin spassoso incidente d'auto, di una nota pornostar, Misty Mountain.

Dietro questi apparentemente scollegati episodi, ci sta tutto un complicato intrigo che coinvolge una potente politica locale (la sempre perfetta ed immune al tempo che passa Kim Basinger, impegnata qui in un ruolo fugace ma fondamentale) ed i soliti intrallazzi, mentre la città soffoca nello smog, schiava e vittima del progresso senza cautele e limiti.

Ma tutto ciò non importa veramente al regista e sceneggiatore: quel che conta è mettere a confronto due star duttili e volitive come lo sono Crowe e Gosling, ognuno alle prese con un personaggio brillante, folle e sfaccettato spiritosamente e con voglia di divertire. E parlarci, acendoci divertire in modo spesso scriteriato ed irresponsabile, di temi anche seri (inquinamento, la lobby del petrolio, la corruzione della politica) e soprattutto di cinema, con una pellicola (porno) in grado di salvare il mondo...o quasi, ristabilendo almeno la giustizia perchè in grado di rivelare un intrigo dai contorni clamorosi.

Quanto a Shane Black (il papà di script epocali come Arma letale, L'ultimo boy scout, Last Action Hero, Spy e Kiss kiss bang bang), un articolo apparso sull'ultimo Première francese, quasi interamente dedicato alla kermesse festivaliera di Cannes, ci ricorda di quanta influenza ebbe lo sceneggiatore negli anni '80 e '90, divenendo il re Mida della scrittura cinematografica assieme al rivale Joe Esterhas (quello di Flashdance, di Doppio taglio, di Basic Instinct, di Jade, Betrayed e Music Box).

E anche questo The Nice Guys, pur diretto conr molta scioltezza e verve, ritmo e azione tra il rocambolesco ed il volutamente goffo, è soprattutto un film molto (sin troppo) scritto: una valanga di parole che ti travolge, diverte, e rischia di risultare estenuante, non fosse per quei due attori irresistibili e sbruffoni (Russell Crowe over size piu' che mai!!) che prendono abilmente possesso dei loro bizzarri personaggi, rendendo il film uno spasso dai connotati talvolta esilaranti.

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